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Uzbekistan: il governo tenta di negare la realtà della libertà religiosa

Di Felix Corley, Servizio Notizie del Forum 18

Il Servizio Notizie del Forum 18 fa notare che l'Uzbekistan sostiene sempre più di essere uno stato di tolleranza religiosa, dove la libertà religiosa è rispettata. Questo a dispetto degli attacchi della TV di stato verso la tolleranza e libertà religiosa, la persecuzione dei musulmani indipendenti, dei protestanti e dei Testimoni di Geova e le forti restrizioni verso i membri di altre comunità. In un eco delle pratiche dell’era sovietica, i leader religiosi hanno crescentemente cooperato nel supportare false lamentele alla libertà religiosa. Un centro di statistica non governativo dice di aver fatto un sondaggio secondo cui “solo” il 3,9% degli interpellati ha ammesso che i propri diritti religiosi hanno restrizioni in Uzbekistan. Marat Hajimuhamedov, che è stato coinvolto nel sondaggio, ha riso e non ha voluto commentare quando Forum 18 gli ha chiesto come il sondaggio può accordarsi con le esperienze riguardanti le incursioni della polizia, le multe, gli imprigionamenti e le molestie subite da alcune comunità religiose.


Mentre i musulmani indipendenti, i protestanti ed i Testimoni di Geova affrontano persecuzioni ed i membri di altre comunità religiose affrontano gravi restrizioni imposte dal governo, le autorità uzbeke stanno aumentando gli sforzi per promuovere i loro falsi proclami secondo i quali l’Uzbekistan ha un governo tollerante verso le religioni e che rispetta la libertà religiosa. Il servizio news di Forum 18 fa notare che – nell’eco di una pratica dell’era sovietica – i leader religiosi sono stati crescentemente coinvolti dal governo nel promuovere questo messaggio.

Questi sforzi contrastano con uno sfondo di crescenti controlli del governo su tutti gli aspetti della vita religiosa. In alcuni sviluppi recenti, le autorità della regione dell’Andijon hanno istituito un nuovo bando sui richiami alle preghiere dalle moschee Musulmane, mentre un’altra corte ha ordinato di bruciare della letteratura cristiana confiscata ed il Comitato Affari Religiosi ha bandito l’importazione di Bibbie da parte dei Testimoni di Geova (vedi un prossimo articolo di Forum 18).

Per aiutare la promozione dell’immagine di un governo che rispetta la libertà religiosa, i risultati di un sondaggio effettuato in tutto l’Uzbekistan dal centro Ijtimoiy Fikr (Opinione Sociale) sono stati ampiamente distribuiti dai media il 13 dicembre con il titolo “I diritti religiosi in Uzbekistan sono rispettati – sondaggio”. Il rapporto è stato riportato dai siti web di varie ambasciate uzbeke, come quelle in Germania e Israele. Ijtimoiy Fikr è un centro di ricerca e sondaggi “non governativo” fondato dal governo, che si trova nella capitale Tashkent, e diretto da Rano Ubaidullaeva, un membro dell’Accademia di Scienza.

Attente indagini sul lavoro dell’agenzia di sondaggio – che ha chiesto di non essere nominata - negli anni recenti, hanno fatto notare a Forum 18, che l’agenzia non è indipendente. Si segnala che i risultati dei sondaggi pubblicati dall’agenzia non sempre riflettono accuratamente i risultati realmente ottenuti, e in alcune occasioni i “risultati” pubblicati – specie nei casi di argomenti scottanti – sono stati falsificati.

I risultati presunti del sondaggio sulla religione sono stati rilasciati meno di due settimane dopo che la TV di stato uzbeka ha trasmesso un programma contro i protestanti ed i Testimoni di Geova intitolato “Ipocriti”. Il programma accusava questi gruppi di promuovere la dipendenza dalla droga, rendendo i membri degli zombie, con l’intenzione di promuovere le lotte fra fedi differenti. Nel programma sono stati intervistati dei rappresentanti degli ortodossi russi ed degli ebrei, che hanno dichiarato che l’Uzbekistan garantisce completa libertà religiosa (vedi F18 News del 19 dicembre 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=890; [Traduzione Redazione Cristiani Testimoni di Geova.net: http://www.cristianitestimonidigeova.net/Portal/articolo.aspx?Articolo=493]).

Il prete armeno di Tashkent, Gevorg Vardanyan, e due leader etnici armeni hanno a loro volta difeso il governo uzbeko. Hanno descritto la designazione dell’Uzbekistan dal Dipartimento di Stato Americano come “stato di particolare preoccupazione” per la sua violazione della libertà religiosa come “un’ingiustizia che non può lasciare indifferenti”. “Considerare l’Uzbekistan come uno stato dove non c’è libertà religiosa”, essi asseriscono, “è un crudo insulto politico a tutti coloro che si avvalgono di tale libertà: i credenti ordinari del nostro stato, che siano musulmani, cristiani, ebrei, buddisti o altro”.
Il commento dei tre armeni è stato inserito nell’articolo del giornale del governo, in lingua russa, Narodnoe Slovo del 16 dicembre, riportando un servizio di Tashkent per commemorare le vittime del terremoto in Armenia del 1988. Non hanno detto nulla riguardo le recentissime imposizioni di ingenti multe date a sei battisti, e l’ordine dato dalla corte che la letteratura cristiana, incluse copie della Bibbia, dovrebbe essere bruciata (vedi F18News del 27 novembre 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=877).

Nel suo rapporto del 13 dicembre sui risultati del sondaggio di Ijtimoiy Fikr, Ubaidullaeva affermava, nel sito di Ijtimoiy Fikr, che “solo” il 3,9% dei partecipanti ha affermato che i suoi diritti religiosi hanno delle restrizioni in Uzbekistan. Riferisce che l’82% ha affermato di non avere restrizioni, mentre il restante 14,1% non ha dato risposta.

Sul sito web, Ijtimoiy Fikr non ha dato informazioni riguardo a quante persone sono state interpellate, dove vivono o come sono state selezionate per assicurarsi che rappresentassero un vasto campione della popolazione. Forum 18 fa notare che la paura di rispondere ad un argomento così delicato potrebbe a sua volta avere intralciato l’accuratezza del sondaggio.

Comunque, Marat Hajimuhamedov, che presiede il dipartimento di monitoraggio sociologico di Ijtimoiy Fikr, e che è stato coinvolto nel sondaggio, ha detto a Forum 18 che oltre 1700 adulti sono stati interpellati in interviste faccia a faccia in tutto l’Uzbekistan, dalla fine di novembre e l’inizio di dicembre. “Tutto è stato fatto secondo gli standard internazionali di sondaggio”, ha insistito nel dire da Tashkent il 19 dicembre. Ha affermato che il campione è stato soppesato per età e locazione geografica.

Hajimuhamedov ha riferito a Forum 18 che i rispondenti sono rimasti anonimi ma hanno dovuto fornire i loro indirizzi per permettere la verifica dei risultati. Ha aggiunto che il centro garantisce la segretezza delle risposte e che i rispondenti non avrebbero motivi per non dare risposte accurate. Non ha spiegato come questo concorda con i rapporti di svariate rispettate organizzazioni per i diritti umani, incluso Forum 18, che indicano un ampio quadro di vasti controlli e repressioni del governo uzbeko ai danni i suoi cittadini.

Egli ha insistito nel dire che i risultati del sondaggio riguardante la libertà di praticare la propria fede sono accurati. “I diritti dei credenti sono rispettati qui in Uzbekistan”, ha detto. “La stragrande maggioranza della popolazione – più del 90% - vi dirà questo”. Alla domanda su come questo si accorda con le esperienze di chi ha subito incursioni della polizia, multe, imprigionamenti e molestie, egli ha riso e declinato qualsiasi commento.

Sul suo sito web il gruppo di sondaggio ha affermato che il 22% dei musulmani hanno sempre potuto fare il pellegrinaggio a La Mecca nei quindici anni passati, da quando l’Uzbekistan è diventato indipendente, nonostante i reclami ricevuti per il fatto che, in anni recenti, il governo ha permesso a solo 4.000 musulmani di fare il pellegrinaggio. Quest’anno il governo ha permesso il viaggio a soli 5.000 pellegrini, a differenza dell’Arabia Saudita, dove la quota è di 25.000 (vedi F18News del 7 dicembre 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=884).

Comunque Hajimuhamedov ha detto a Forum 18 che la domanda – rivolta solo al 90% circa di coloro che si sono identificati come musulmani – chiedeva se essi o qualcuno della loro immediata cerchia familiare era stato in pellegrinaggio. Non è stato in grado di spiegare perché sia stata data un’impressione poco accurata sul sito web o come una così alta percentuale ha potuto rispondere positivamente, viste le restrizioni del governo riguardo al numero dei pellegrini.

Forum 18 fa notare che, secondo quella che è diventata un’abitudine, l’ampiamente pubblicizzato risultato del sondaggio di Ijtimoiy Fikr ed il programma televisivo “Ipocriti” hanno parlato ripetutamente di libertà religiosa ed estremismo religioso allo stesso tempo, mettendo nelle menti di lettori e telespettatori un’idea della religione come di una forza pericolosa che il governo deve, giustamente, controllare e restringere.

Un protestante di Tashkent – che ha voluto restare anonimo per timore di rappresaglie – considera il programma “Ipocriti” come parte di una crescente campagna anti-protestanti e anti-Testimoni di Geova che è cominciata nel 2005. Il protestante ha citato le direttive dell’ufficio del sindaco di Tashkent, nel dicembre 2005, per il controllo di ogni aspetto della vita delle comunità religiose (vedi F18News dell’11 gennaio 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=714). “Ad ogni chiesa arrivarono ordini dall’ufficio tecnico, dai vigili del fuoco e da ogni altro tipo di ufficio, ricorda il protestante. “A volte gli ufficiali arrivavano apertamente, altre volte segretamente”. L’allora rappresentante delegato dell’amministrazione cittadina aveva detto a Forum 18 che “non c’è nessuna campagna contro i credenti”.

Un’altra parte della campagna sono stati gli ordini dati ai presidi delle scuole e degli istituti, nella primavera del 2006, per investigare sulle affiliazioni e pratiche religiose dello staff e degli studenti: una campagna ulteriormente accresciuta nel nuovo anno accademico, a partire da settembre. Ancora una volta l’Uzbekistan ha ripetuto che i membri delle fedi religiose “praticano liberamente la loro fede”. Forum 18 è stato a sua volta accusato di cogliere “ogni opportunità per accusare l’Uzbekistan, senza fondamento, di reprimere i credenti” (vedi F18News del 28 novembre 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=878; [Trduzione Redazione Cristiani Testimoni di Geova.net: http://www.cristianitestimonidigeova.net/Portal/articolo.aspx?Articolo=477]).

Il protestante ha detto che la campagna è stata rafforzata nell’estate ed autunno di quest’anno, con incursioni della polizia, chiusura di chiese ed espulsione di stranieri legati in modo reale o presunto alle comunità religiose (vedi F18News del 10 ottobre 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=852).

L’ultimo gruppo straniero di aiuto umanitario ad essere accusato di essere una facciata per i missionari è il Northwest Medical Teams International americano. Il sito web del governo ha accusato il gruppo, il 28 novembre, di evasione fiscale e di cooperazione con gruppi di aiuto che sono stati multati o chiusi per aver fatto proselitismo fra la popolazione.

Diversamente dai membri stranieri di musulmani, protestanti e Testimoni di Geova, che hanno affrontato la deportazione per aver collaborato con le comunità religiose locali su loro richiesta (vedi ad esempio F18News del 6 settembre 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=838), gli ortodossi russi, cattolici, apostolici armeni ed ebrei hanno potuto usufruire di membri stranieri.

Andrei Kuraev, un diacono di Mosca della chiesa ortodossa russa, dice di non aver avuto problemi nel visitare due volte l’Uzbekistan quest’anno e nel parlare nelle chiese ed al seminario ortodosso di Tashkent, così come nelle università e negli altri istituti. “Le uniche condizioni non sono arrivate dagli ufficiali uzbeki, ma bensì dal nostro vescovo [Vladimir Ikim], che mi ha detto che non dovrei usare la parola ‘missione’ e criticare l’Islam”, ha detto a Forum 18 il 18 dicembre. “Ho fatto ogni mia conferenza vestendo i miei abiti liturgici. Ovviamente ho dovuto avvertire in anticipo le autorità riguardo a dove sarei andato e cosa avrei detto.”

Il diacono Kuraev crede che è stata una “decisione politica” a permettergli di venire in Uzbekistan e parlare, mentre i protestanti russi, ucraini, americani e coreani sono stati espulsi per aver fatto lo stesso.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato da F18News il 19 dicembre 2006 da parte del giornalista Felix Corley, Servizio Notizie del Forum 18 (http://www.forum18.org).