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Azerbaigian: La più grande espulsione in otto anni

Da Felix Corley, Servizio Notizie del Forum 18

Il Servizio Notizie del Forum 18 ha appreso che, nell’ambito della più grande espulsione di stranieri coinvolti nell’attività religiosa in Azerbaigian dal 1999, sono stati espulsi due Testimoni di Geova georgiani e due russi, a cui faranno seguito un cittadino tedesco ed uno britannico. Le ordinanze amministrative di esplusione, le quali non richiedono alcun procedimento legale, hanno fatto seguito ad una massiccia irruzione della polizia ad un’adunanza dei Testimoni di Geova, alla quale erano presenti ben quattro dei sei residenti stranieri. Jeyhun Mamedov del Comitato di Stato per i Rapporti con le Organizzazioni Religiose ha affermato al Forum 18 che "non era un’irruzione – non potete definirla così". Ha rifiutato di dichiarare quale legge i Testimoni di Geova avrebbero presumibilmente infranto. Mamedov ha affermato alla televisione pubblica locale, la quale ha accompagnato l’incursione, che è stata confiscata "apparecchiatura speciale" la quale "potrebbe essere usata per comunicare segretamente con i servizi segreti di altre nazioni". I Testimoni di Geova hanno interamente respinto queste asserzioni. In anni recenti si è continuato regolarmente a espellere un certo numero di cittadini stranieri, legalmente presenti, per la loro attività religiosa.


Il Servizio Notizie del Forum 18 ha appreso che, nell’ambito della più grande espulsione di stranieri coinvolti nell’attività religiosa in Azerbaigian dal 1999, quattro Testimoni di Geova sono già stati espulsi e altri due ne faranno seguito. Le ordinanze amministrative di espulsione, le quali non richiedono alcun procedimento legale, sono state firmate dal Colonnello Hasan Aliev, capo polizia della capitale del distretto Khatai di Baku. Queste sono giunte in seguito ad una massiccia irruzione della polizia ad un’assemblea dei Testimoni di Geova nella Sala del Regno di Baku il 24 dicembre, alla quale erano presenti quattro persone su sei. "I sei sono stati espulsi amministrativamente in quanto violavano il bando sugli stranieri che conducono mobilitazione religiosa", ha detto l’ispettore superiore Elchin Mamedov, della Polizia per l’Immigrazione, al Forum 18 da Baku il 9 gennaio. "E’ stato fatto tutto in armonia con la legge".

Sfidando gli impegni presi dalla nazione in ambito di diritti umani internazionali, la "propaganda religiosa" è illegale secondo l’articolo 300 del Codice per i Reati Amministrativi dell’Azerbaigian, prevedendo l’espulsione quale punizione per i cittadini stranieri. Molte delle minoranze religiose della nazione vogliono che questo bando, ed altre restrizioni alla loro libertà religiosa, sia eliminato (vedi F18News del 14 agosto 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=828). Ma sembrano addirittura essere pianificate ulteriori restrizioni alla libertà religiosa (vedi F18News del 14 agosto 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=827).

Due cittadini georgiani, uno dei quali non c’era nemmeno all’assemblea, sono stati espulsi alla fine di dicembre, mentre i due cittadini russi sono stati espulsi l’8 gennaio. Il 9 gennaio fonti dei Testimoni di Geova hanno detto che il cittadino tedesco Robert Delahaye, neanche lui presente all’assemblea in quanto si trovava nel suo appartamento privato nello stesso edificio, ed il cittadino britannico Chingiz Guseinov, il quale è nato in Azerbaigian, sono ancora trattenuti in un centro di detenzione. "Sono stati informati che i loro documenti erano ancora in fase di accertamento, e questo potrebbe durare diversi giorni". L’ispettore maggiore Mamedov ha detto al Forum 18 che le ordinanze di espulsione per loro erano già state firmate e protocollate, e che essi verranno espulsi rispettivamente ad Amsterdam e Londra "a giorni".

L’ispettore maggiore Mamedov ha insistito nel voler dire al Forum 18 che la Polizia per l’Immigrazione non ha emesso le ordinanze di espulsione, ma li ha semplicemente portati fuori. "Noi non possiamo cambiare le misure approvate da altre agenzie". Il Forum 18 non è stato in grado di raggiungere il Colonnello Aliev della polizia di Khatai per scoprire perchè ha ordinato l’espulsione dei sei, due dei quali non erano nemmeno presenti all’assemblea. Il 9 gennaio al suo telefono non c’è stata alcuna risposta.

Denis Vladimirov, l’avvocato russo per i Testimoni di Geova che ha impugnato il caso dei sei, ha l’intenzione di sfidare le espulsioni presso le corti. Egli stesso è stato minacciato verbalmente di espulsione da parte di ufficiali, mentre stava preparando le cause per la difesa.

Funzionari consolari delle ambasciate inglese e tedesca hanno visitato gli espulsi, e l’ispettore maggiore Mamedov ha detto che è stato coinvolto nei casi l’ufficio di Baku dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE).

Circa cinquanta poliziotti, l’ufficio del procuratore ed ufficiali per gli affari religiosi, insieme ad ostili giornalisti della televisione, hanno fatto irruzione nell’assemblea. Hanno perquisito l’intero edificio senza un mandato, tenendo agli arresti i sei stranieri oltre a molti partecipanti del posto, interrogandoli per molte ore, e confiscando computer, libri religiosi e denaro, così tanto che mai era stato registrato nei record di confisca (vedi F18News 27 dicembre 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=896; [Traduzione Cristiani Testimoni di Geova.net: http://www.cristianitestimonidigeova.net/Portal/articolo.aspx?Articolo=502]).

"A parte urlare e minacciare la gente del posto e picchiare alcuni di essi, è sembrato che la polizia non avesse ufficialmente accusato alcuno delle persone", ha detto un Testimone di Geova al Forum 18. I libri religiosi, i computer ed altre attrezzature, ed il denaro confiscato durante la lunga irruzione, non è mai stato restituito.

Su richiesta del Forum 18 del 9 gennaio in merito al perchè è avvenuta l’irruzione all’assemblea, uno del gruppo stesso, Jeyhun Mamedov del Comitato di Stato per i Rapporti con le Organizzazioni Religiose, ha replicato: "non era un’irruzione – non potete definirla così". Chiedendo come invece descriverebbe il fatto invece si è rifiutato di commentare. Ha inoltre rifiutato di spiegare perché l’irruzione è stata inscenata o quale legge avessero presumibilmente infranto i Testimoni di Geova. "Gli stranieri ne stavano prendendo parte”, è stato tutto quello che Mamedov ha voluto dire, senza approfondire. "Noi annunceremo le conclusioni della nostra investigazione quanto sarà completata", ha detto, prima di mettere giù il telefono.

Forum 18 non è stato in grado di chiedere a Jeyhun Mamedov quale "apparecchiatura speciale", come da lui definita, sia stata confiscata ai Testimoni di Geova. Il giorno dell’irruzione, il 24 dicembre, egli aveva affermato al notiziario Carci della televisione pubblica locale che l’"apparecchiatura speciale" era stata confiscata perchè "avrebbe potuto essere usata per comunicare segretamente con i servizi segreti di altre nazioni".

I Testimoni di Geova respingono interamente tutte le accuse secondo cui essi avessero "apparecchiatura speciale". "Ciò non è assolutamente vero, molte delle cose dette nella trasmissione d’informazione non erano vere", ha detto un Testimone di Geova al Forum 18 il 9 gennaio.

I Testimoni di Geova contestano anche le asserzioni fatte da altri ufficiali secondo cui essi avrebbero dovuto informare il Comitato di Stato che stavano tenendo l’assemblea. "L’‘argomentazione’ del Comitato di Stato secondo cui un’assemblea per aver luogo aveva bisogno del loro permesso, non si trova da nessuna parte nella legge", ha aggiunto il Testimone di Geova. "Essi sono perfettamente al corrente che noi ci raduniamo lì. L’unica ragione per l’irruzione pare essere stata quella di arrestare alcuni stranieri".

I Testimoni di Geova inoltre reclamano che non possono trovare strutture più grandi per tenere le loro assemblee per i loro stimati 600 aderenti in Azerbaigian. "Noi siamo obbligati ad usare le nostre proprie piccole strutture affittate perchè il Comitato di Stato immediatamente interferisce ed ostacola qualsiasi altra riunione più grande quando ne vengono a conoscenza", hanno detto al Forum 18.

Il primo ad essere espulso è stato l’avvocato georgiano Manuchar Tsimintia, il quale stava visitando la congregazione di Baku per dare aiuto con le richieste legali e non era presente all’assemblea. "E’ stato portato alla stazione ferroviaria, in quanto possedeva un biglietto, e la Polizia per l’Immigrazione, la quale lo aveva accompagnato, ha chiesto scusa per il suo illegale arresto", ha dichiarato il Testimone di Geova. Quindi il 28 dicembre il secondo georgiano, Giorgi Gogichashvili, è stato espulso. Gli ufficiali gli hanno restituito il suo passaporto solo quando il suo treno ha attraversato il confine con la Georgia.

I due cittadini russi, Faik Lihatsky (la cui moglie è una cittadina azera e vive nella loro casa a Baku) e Murshud Kadyrov, l’8 gennaio sono stati portati al confine con la Russia, in una automobile fornita dalla Polizia per l’Immigrazione, ed espulsi. "Le autorità rimangono ancora in silenzio riguardo ai motivi delle loro azioni, e perfino alle guardie doganali russe non è stata detta alcuna ragione per l’espulsione degli uomini", hanno dichiarato i Testimoni di Geova. "Le autorità dell’Azerbaigian non hanno timbrato i loro passaporti indicandone così l'espulsione".
L’ispettore maggiore della Polizia per l’Immigrazione Elchin Mamedov ha insistito nel voler dire al Forum 18 che i passaporti dei cittadini espulsi georgiani e russi non sono stati timbrati proprio per indicare la loro espulsione. Questo perché i cittadini provenienti dalle due nazioni non hanno bisogno di visti per entrare in Azerbaigian.

Egli ha rifiutato di dire perchè Lihatsky non può vivere con sua moglie a Baku e praticare lì la sua fede liberamente. "Se in qualsiasi nazione del mondo un cittadino straniero infrange la legge, può essere espulso", ha insistito Mamedov. "Non importa se il loro coniuge è un cittadino del posto o no". Ha rifiutato di dire che cosa è permesso fare, senza essere puniti, ai coniugi stranieri di cittadini locali all’interno delle comunità religiose.

I Testimoni di Geova inoltre mettono in evidenza che il Comitato di Stato fu d’accordo nello scrivere il 25 marzo 2003 che essi non si opponevano al cittadino tedesco Robert Delahaye dall’"assistere la comunità come un ministro".

I Testimoni di Geova sottolineano che nel 1999, quando fu ordinata a nove protestanti stranieri l'espulsione dall’Azerbaigian per motivi religiosi, una decisione poi annullata su pressioni internazionali, l’allora presidente Heydar Aliev venne citato nel quotidiano Azadlyg del 10 novembre 1999 mentre dichiarava: "la nostra Costituzione garantisce la libertà di coscienza e di religione, e tutti i diritti saranno difesi … Questi eventi non si ripeteranno".

Tuttavia si è continuato regolarmente a espellere un certo numero di cittadini stranieri legalmente presenti come ritorsione per la loro attività religiosa. Il pastore svedese della Cattedrale della chiesa carismatica di Praise a Baku, Mats-Jan Söderberg, vide negato il suo visto nel giugno del 2005 e gli furono date due settimane per lasciare l’Azerbaigian, dove aveva vissuto da più di un decennio. Egli è stato inserito nella lista nera e non può ritornare ad officiare nella congregazione (vedi F18News del 1° novembre 2005: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=680).

In contrasto, e come parte della politica selettiva del Comitato di Stato nel creare differenze tra le comunità religiose, è stato permesso alle comunità ortodosse russe, ortodosse georgiane, cattoliche, luterane ed ebree di invitare cittadini stranieri per assistere la loro opera nella nazione.

Devono ottenere il permesso da parte del Comitato di Stato perfino gli stranieri invitati come ospiti dalle locali comunità registrate per tenere conferenze a piccoli numeri di aderenti. Sia i fedeli Baha'is che Hare Krishna si sono lamentati al Forum 18 in merito alle complesse procedure burocratiche necessarie per richiedere tali permessi.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato da F18News il 9 gennaio 2007, da parte del giornalista Felix Corley, Servizio Notizie del Forum 18 (http://www.forum18.org).