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Il dott. Eskioto sostiene la chirurgia cardiaca senza sangue



Anche senza incontrarlo di persona si ha l’impressione che Manuel Eskioto, medico americano di chirurgia cardiovascolare e toracica di origine filippina sia preciso ed esigente. Quando gli si pone una domanda, fornisce spiegazioni dettagliate. Ricorre raramente a termini medici e parla lentamente assicurandosi che il suo ascoltatore lo segua. Non perde tempo perché è un uomo molto occupato. Nei ultimi trenta anni, il Dott. Eskioto, attualmente direttore del Centro di Chirurgia e Medicina senza sangue del St. John a Santa Monica, California, ha effettuato interventi su pazienti provenienti da tutto il mondo che presentavano gravi problemi cardiaci specializzandosi così in operazioni di routine e in interventi multipli alla valvola cardiaca.

Eskioto è anche un famoso promotore e medico specialista della chirurgia cardiaca “senza sangue”, tecnica chirurgica a cuore aperto che non prevede l’uso delle trasfusioni di sangue. Eskioto è considerato uno dei pionieri di questa tecnica e questo gli ha permesso di guadagnarsi riconoscimenti e plausi sin da quando era un giovane chirurgo al Mt. Sinai Hospital di New York.

“L’impiego da parte di Estioko di un approccio “senza sangue” sui Testimoni di Geova, (la cui religione proibisce assolutamente l’uso di sangue donato o prodotti derivati dal sangue) in caso di CABG (bypass aorto-coronarico n.d.r.) o altri interventi cardiaci, ha fatto del Mt. Sinai un centro regionale di riferimento per la chirurgia cardiaca per questo gruppo religioso”, così ha scritto Robert Litwak in un documento del 2003 sulla chirurgia cardiotoracica pubblicato sul Mt. Sinai Journal of Medicine.
Estioko ha cominciato ad avvicinarsi a questa tecnica negli anni ’70, all’inizio della sua carriera come chirurgo al Mt. Sinai. In quel periodo, come lui stesso riferisce, il sangue trasfuso era utilizzato nella maggior parte degli interventi a cuore aperto. Le trasfusioni di sangue garantivano al chirurgo un margine di sicurezza durante gli interventi ed erano ampiamente usate anche nelle macchine cuore-polmone necessarie per mantenere in vita i pazienti durante l’operazione. L’uso del sangue risultava problematico perché i donatori che donavano il loro sangue alla banca non erano sicuri. Tra questi c’erano drogati, alcolisti e persone affette da epatiti, malattie per le quali in quel periodo non c’erano test disponibili. Infatti, gli studi condotti da Estioko e dai suoi colleghi hanno rivelato che 18 pazienti su100 operati a cuore aperto contraevano epatiti a causa del sangue trasfuso.
Eskioto spiega:“Considerammo la cosa inaccettabile ed è per questo che iniziai a cercare metodi e strumenti per operare a cuore aperto senza trasfusioni di sangue.” Nel corso del tempo, i miglioramenti apportati alle macchine cuore-polmone e il progresso tecnologico hanno permesso un minor uso del sangue come tecnica principale e hanno reso possibile la chirurgia cardiaca senza sangue. Comunque, dato che questa tecnica richiede alta professionalità e precisione, pochi chirurghi ricorrono ad essa. Estioko è stato uno dei primi a proporre e a praticare questa tecnica.

Il Dott. Eskioto ribadisce: “Questa è una tecnica chirurgica di alto livello. Non tutti possono praticarla. Infatti, molti chirurghi privi di un’ adeguata preparazione non la provano nemmeno perché richiede più precisione e più professionalità. Questa tecnica attira coloro che hanno più esperienza nel campo”. Oltre ad eliminare le trasfusioni di sangue, questa tecnica si propone di ridurre le perdite di sangue prestando più attenzione alle incisioni in modo da prevenire problemi di sanguinamento. Inizialmente scelta da gruppi religiosi come i Testimoni di Geova, la chirurgia senza sangue si è affermata come procedura alternativa per combattere le malattie trasmesse dal sangue. Studi recenti rivelano anche che i pazienti che scelgono la chirurgia senza sangue hanno un periodo di degenza più breve.
Eskioto ha vissuto 11 anni a New York dove è stato anche professore universitario all’Istituto di Medicina St. Sinai. Nel 1990 si trasferì in California per diventare membro del Kay Medical Group di Los Angeles, un gruppo di chirurgia cardiaca di cui fece parte per 14 anni prima di trasferirsi al Centro Medico del St. John.
Oltre al lavoro come chirurgo, ha anche collaborato alla stesura di articoli pubblicati su prestigiose riviste mediche di chirurgia cardiaca come il Chest (la pubblicazione ufficiale dell’ American College of Chest Physicians) e il Circulation ( rivista dell’ American Heart Association) affermando la sua reputazione di specialista nel campo medico da lui scelto.



fonte

"Questo articolo è stato pubblicato sul sito Asian journal, in data 5 febbraio 2007, da parte del giornalista Amee Enriquez, rubrica Exclusive Stories (http://www.asianjournal.com)";