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Uzbekistan – “Dure azioni repressive” sulla libertà religiosa, dicono i gruppi per i diritti umani e religiosi.



Mercoledì, 7 febbraio 2007 (14 ore fa)
By BosNewsLife News Center


TASHKENT/BUDAPEST (BosNewsLife)— Un importante gruppo per i diritti cristiani ha espresso preoccupazione, mercoledì 7 febbraio, riguardo le “dure azioni repressive sulla libertà religiosa” in Uzbekistan.

Il gruppo britannico Christian Solidarity Worldwide (CSW) ha detto che le sue osservazioni contraddicono una recente campagna mediatica, lanciata dal governo, secondo la quale il paese rispetta la tolleranza religiosa.

La campagna è iniziata dopo che gli Stati Uniti hanno designato l’Uzbekistan come un “paese di particolare preoccupazione” (CPC) nel novembre 2006.

Il gruppo CSW ha detto che “una campagna anti-protestanti e anti-Testimoni di Geova ha visto crescenti restrizioni, incluse ispezioni di tutte le comunità religiose, controlli religiosi nelle scuole, raid della polizia, chiusura e distruzione di luoghi di culto e l’espulsione di stranieri connessi alle comunità religiose.

Comunque, in una dichiarazione fatta a BosNewsLife, CSW ha detto che “anche la comunità religiosa principale, l’Islam, sta soffrendo”. Ha citato un rapporto secondo il quale le autorità, nella regione strettamente islamica di Andjian, hanno istitutito un nuovo bando sul richiamo alle preghiere nelle moschee musulmane.

LETTERATURA BRUCIATA

Un’altra corte pare abbia ordinato la confisca e la bruciatura di letteratura cristiana, ed il comitato per gli affari religiosi del governo ha bandito l’importazione di bibbie da parte dei Testimoni di Geova. Forze di sicurezza ha anche fatto raid nelle chiese, come dicono diversi gruppi per i diritti umani.

Un pastore evangelico pare essere stato imprigionato in Uzbekistan il 7 febbraio, più di due settimane dopo essere stato arrestato dalla polizia segreta per “incitamento all’odio nazionale, razziale e religioso”.

Dmitry Shestakov, 37 anni, è stato arrestato il 21 gennaio dalla polizia segreta nella sua Full Gospel Church di Andjian, hanno detto dei fedeli questa settimana.

La TV nazionale dell’Uzbekistan ha anche promosso sentimenti anti-protestanti e anti-Testimoni di Geova, hanno detto cristiani e altri osservatori. (vedi http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=890 Traduzione Redazione Cristiani Testimoni di Geova.net: http://www.cristianitestimonidigeova.net/Portal/articolo.aspx?Articolo=493

“CAMPAGNA DI PROPAGANDA”

Questa “campagna di propaganda” è stata istituita anche fuori dall’Uzbekistan, ha detto CSW, con dei recenti incontri, sponsorizzati dal governo, tenuti a Bruxelles e, questa settimana, a Londra. “L’ambasciata uzbeka in Inghilterra pare stia organizzando un seminario riguardante “l’esperienza dell’Uzbekistan nell’ottenere l’armonia interreligiosa”.

Il direttore nazionale della CSW Stuart Windsor ha detto a BosNewsLife che “il governo uzbeko ha un record terribilmente negativo riguardo alla libertà religiosa, che ha portato alla designazione di “paese di particolare preoccupazione” dal Dipartimento di Stato americano. Triste a dirsi, il governo ha scelto di rispondere a questa designazione nascondendo il problema, piuttosto che affrontarlo alla radice”.

Dice che il suo gruppo ha spinto la comunità internazionale a guardare “oltre questa facciata e prendere provvedimenti per sostenere gli standard internazionali di libertà religiosa. “In ogni caso è diventato sempre più difficile per gli osservatori interni ed esterni, inclusi i giornalisti, scoprire le tensioni politiche e religiose nell’ex Unione Sovietica.

In una lettera a BosNewsLife, la Federazione Internazionale dei Giornalisti (IFJ) ha detto di essere particolarmente preoccupata, al momento, riguardo all’imprigionamento della ricercatrice Umida Niazova, “che è stata arrestata dalle autorità in Uzbekistan a causa del suo lavoro per organizzazione non governative”.

ARRESTO ALLA FRONTIERA

La Niazova è stata arrestata il 22 gennaio al confine vicino Kyrgyz e “non gli è stato permesso di parlare col suo avvocato fino al 26 gennaio”, ha protestato il gruppo.

La IFJ ha già protestato in precedenza per i presunti abusi alla libertà di stampa ed ai diritti umani in Uzbekistan. “Il governo, in passato, espulso giornalisti stranieri che hanno sostenuto le proteste, tentando di coprire il tutto sotto il termine di “lotta al terrorismo”. “Giornalisti uzbeki sono stati incarcerati e picchiati per aver sostenuto le proteste nel paese”, ha detto il gruppo.

“Sembra che la Umida sia stata pressata dalle autorità, nel tentativo di mettere fine al suo lavoro verso i media ed i diritti umani”, ha detto il segretario generale della IFJ Aidan White. “Stiamo contattando le autorità per ottenere il rilascio immediato della Umida o per ottenere prove di una sua effettiva azione illegale”.

La Niyazova, al momento del suo arresto, stava collaborando alla ricerca della danese NGO International Media Support (IMS), riguardo a come l’”estremismo” ed il “terrorismo” vengono mascherati nei media. Lavorava anche per la NGO Human Rights Watch and Veritas, un’organizzazione uzbeka non governativa per i diritti umani. Human Rights Watch ha detto che la Niyazova era stata accusata di importare illegalmente letteratura “estremista” e di varcare illegalmente le frontiere.

In caso di condanna per entrambe le accuse potrebbe dover scontare fino a 20 anni di carcere. (Con reportage dall’Uzbekistan. www.bosnewslif.com).



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito BosNewsLife, dalla sezione BosNewsLife News Center, in data 7 Febbraio 2007, rubrica CIS (ex-USSR) - Uzbekistan (http://www.bosnewslife.com)