Benvenuto Ospite
 username
 password
Vuoi essere sempre aggiornato?

Sottoscrivi la nostra Newsletter!
Prima Pagina
Scopo del sito
Notizie dal Mondo
L'Editoriale
Aneddoti ed aforismi
Letture e filmati consigliati
Gallerie fotografiche
Privacy
Per avere risposta alle domande poste con maggiore frequenza leggi le nostre FAQ e lo scopo del sito.
Se non trovi la risposta alla domanda che cercavi proponila alla redazione.

Site purpose in
English.
Elenco di siti partner e di siti consigliati dalla redazione di Cristiani Testimoni di Geova.net.

Vai alla pagina dei Links.
Pagine Viste
Pigine Viste
 
 


Testimoni di Geova in Eritrea (1° gennaio 2004 – 31 dicembre 2004)



Abusi della libertà religiosa

Attualmente in Eritrea ci sono 20 Testimoni di Geova in prigione.
Dieci uomini si trovano nella prigione di Sawa come obiettori di coscienza al servizio militare. (Aron Abraha, Paulos Eyassu, Mussie Fessehaye, Isaac Mogos, Negede Teklemariam, Ambakom Tsegezab ed altri quattro Testimoni che non sono identificati).
Altri otto Testimoni di Geova rimangono nella prigione di Mai Serwa. (Maschi: Asmerom Beraki, Tsegabirhan Berhe, Tekle Ghebrehiwet, Tecle Kebede, Yemane Tsegay e Hagos Woldemichael. Femmine: Akberet Ghebremichael e Rebka Ghebretinsaye).
Due giovani Testimoni invece sono ancora in prigione da luglio del 2004 in un luogo sconosciuto. (Fessehaye Gebretsadiq e Yohannes Guish).

Precedenti

Nel 1994 il presidente dell'Eritrea decretò che non svolgendo il servizio militare e nemmeno partecipando ai referendum, i Testimoni vedevano revocata la loro cittadinanza senza più il dovuto riconoscimento dei loro diritti fondamentali quali cittadini. Inoltre sentenziò che ai Testimoni di Geova non sarebbe stato permesso più di lavorare in settori della pubblica amministrazione; inoltre essi vedevano revocate le loro licenze commerciali ed i loro documenti di identità e di viaggio. Questi maltrattamenti continuano fino ad oggi causando gravi difficoltà economiche e, nel caso di alcuni, lunghi imprigionamenti.
Circa 250 famiglie di Testimoni di Geova sono fuggite dall'Eritrea a causa delle difficoltà incontrate cercando asilo politico fuori dal paese. Almeno 100 Testimoni di Geova hanno perso il loro posto di lavoro perché appartenenti alla loro religione interessando un totale di almeno 325 persone. Trentotto Testimoni di Geova hanno visto revocate le loro licenze commerciali. I Testimoni di Geova non possono più ritirare le proprie carte di identità personali così che non possono più comprare terreno per le loro case, non possono registrare i loro matrimoni e nemmeno ricevere patenti di guida, passaporti o altri documenti di viaggio. Almeno 36 famiglie sono state espulse dalle loro case. A causa delle forti pressioni sociali e governative, i Testimoni di Geova sono stati costretti a prendere in affitto le proprie case.
Trentuno bambini Testimoni di Geova sono stati espulsi dalle scuole perché hanno rifiutato di comprare la tessera di partito per divenire membri del gruppo politico denominato NUEYS (unione nazionale delle gioventù e degli studenti eritreani), ed hanno rifiutato di fare il saluto alla bandiera. Per gli studenti Testimoni, la formazione scolastica è possibile soltanto fino all'undicesima classe compresa. Il governo ha stabilito che tutti gli studenti della High School devono andare a Sawa dopo avere completato l'undicesima classe, ma possono continuare la loro formazione a Sawa soltanto dopo aver prestato interamente il servizio militare. Tuttavia le molte pressioni che subiscono i Testimoni a motivo della loro obiezione di coscienza al servizio militare provocano in molti casi l'espulsione dalle scuole anche prima che terminino l'undicesima classe. I Testimoni di Geova non possono ricevere alcuna istruzione superiore a causa dell'obbligatorietà di prestare servizio militare nazionale. Alcuni bambini Testimoni a volte rimangono per un anno o due senza alcuna formazione scolastica fino a quando i loro genitori riescono ad inserirli in una scuola privata.
Nel mese di maggio del 2003, il governo dell'Eritrea ha rifiutato i visti ad un avvocato dei Testimoni di Geova proveniente dagli Stati Uniti e ad un rappresentante dei Testimoni di Geova del Kenia, mentre essi cercavano di recarsi ad Asmara per poter contattare i funzionari allo scopo di discutere dei continui problemi che affrontano i Testimoni di Geova.

La persecuzione religiosa

Verso la metà del 2002 il governo dell'Eritrea ha minacciato una pesante azione contro tutte le "sette" religiose del paese. Il governo ha comandato alla polizia militare di chiudere tutti i luoghi di incontro di quelle che secondo il governo erano le “sette” pericolose ordinando loro di non organizzarsi più a quel fine. Soltanto quattro religioni principali del paese non sono state oggetto di questa persecuzione. In seguito a questi nuovi sviluppi, alcuni Testimoni di Geova che usavano le proprie case come luoghi di culto (sale del regno), hanno ricevuto severi avvertimenti verbali da parte di funzionari di governo in relazione al fatto che avrebbero dovuto interrompere le loro adunanze religiose nelle loro case altrimenti il governo le avrebbe chiuse. Non era una minaccia da sottovalutare.
Il 16 aprile 2003, i Testimoni di Geova della congregazione di Hadas Alem in Asmara avevano appena finito di celebrare la Commemorazione (l'osservanza religiosa annuale della morte di Gesù Cristo), quando il luogo fu circondato dalla polizia. Erano presenti 164 persone, compresi diversi bambini. Tutti i presenti sono stati tenuti in custodia ed interrogati per tutta la notte del 16 aprile. Alcuni bambini e le persone interessate (alcuni che non erano Testimoni, ma avevano assistito alla Commemorazione) furono liberati il giorno seguente. Tutti i bambini rimanenti ed altre persone interessate furono liberate dopo tre giorni, altri 65 adulti dopo otto giorni mentre tutti gli altri Testimoni incarcerati furono liberati solo il 14 maggio del 2003, quasi un mese dopo il loro imprigionamento. Ulteriori atti di persecuzione religiosa sono successi nel 2004, come viene spiegato ora.
Il 24 gennaio 2004, trentotto Testimoni di Geova ed alcune persone interessate della congregazione di Saba in Asmara furono arrestati. Stavano partecipando ad una adunanza religiosa in una casa privata. La polizia ha preso questo gruppo di 38 uomini, donne e bambini, con un'età compresa tra i 6 ed i 90 anni, e li ha portati alla stazione di polizia, dove sono stati trattenuti. Molti articoli trovati sul luogo, come le sedie e le pubblicazioni, sono stati confiscati.
Il 26 gennaio una donna che lavorava all'ambasciata norvegese è stata liberata, in seguito ad una discussione tra il suo responsabile e la polizia. Il 27 gennaio, dopo tre notti trascorse nel luogo di detenzione alla stazione di polizia, nove bambini sono stati liberati. Cinque altri minori sono rimasti in custodia della polizia con gli adulti.
I 28 detenuti rimanenti sono stati trasferiti alla prigione di Mai Serwa fuori da Asmara, anche se inizialmente il luogo in cui erano stati portati era sconosciuto alle loro famiglie. Due Testimoni etiopi della congregazione di Saba sono stati separati dagli altri e sono stati trasferiti nella prigione di Mai Temenai in Asmara. A nessuno è stato permesso di vedere qualsiasi Testimone imprigionato. Alcuni prigionieri sono stati liberati solo nei mesi successivi. I Testimoni restanti sono stati confinati in alcuni containers in metallo usati per il trasporto di mezzi, usate ora però come celle di prigione. Tutti gli uomini sono stati messi in un apposito container mentre le donne in un altro.
All'inizio di giugno del 2004 altri tre Testimoni della congregazione di Kahawta erano stati arrestati ed incarcerati nella prigione di Mai Serwa, molto probabimente come punizione per la fuga dal carcere di un loro parente che era stato nella prigione di Sawa. Il padre e la madre del prigioniero scappato, Tecle Kebede e Askalu Ghebrehiwot, entrambi di 55 anni, e sua sorella Shulamit Tecle, di 19 anni, sono stati arrestati dal personale della sicurezza. Hagos Woldemichael, un ministro a tempo pieno dei Testimoni di Geova, il quale stava semplicemente facendo una visita alla famiglia, fu anche lui arrestato ed incarcerato a Mai Serwa.
Due giovani che sono Testimoni di Geova, Fessehaye Gebretsadiq, 22 anni, e Yohannes Guish, 20 anni, della congregazione di Saba, sono stati arrestati nel luglio 2004 mentre stavano parlando della loro fede ad altri. Non siamo al corrente in merito al posto in cui si trovino e sulle loro condizioni.
Il 27 agosto 2004 due Testimoni etiopi, Tedros Atsbaha, 25 anni, e Samson Tesfaalem, 24 anni, sono stati liberati dalla prigione ma costretti ad abbandonare l'Eritrea e trasferiti in Etiopia per mezzo della Croce Rossa. Erano tra coloro che furono arrestati della congregazione di Saba il gennaio prima e confinati nella prigione di Mai Temenai ad Asmara. Mentre si trovavano in prigione, erano stati picchiati violentemente nel tentativo di spingerli a fare compromesso delle loro convinzioni religiose, cosa che hanno prontamente rifiutato di fare. Ora sono separati dalle loro famiglie che rimangono tuttora in Eritrea, dove anch'essi avevano vissuto finora.
Il 2 settembre 2004 tre Testimoni di Geova maschi, Ghebresilassie Adhanom, 94 anni, Gebrehiwot Tedla, 78 anni, e Sertsu Yilma, 55 anni, sono stati liberati dalla prigione di Mai Serwa, dopo aver restitito a dure condizioni di vita nei containers di metallo.
Durante la settimana dell'11 settembre 2004, una delle donne prigionieri di Mai Serwa, la 19enne Shulamit Tecle, è stata liberata su cauzione e trasportata ad un ospedale di Asmara per ricevere cure mediche. Sebbene inizialmente il suo stato fosse sembrato critico, ora sta migliorando. Dopo che è stata rilasciata anche dall'ospedale, è andata a vivere a casa di un parente poiché i suoi genitori erano ancora in prigione.
Attualmente, al dicembre del 2004, ci sono otto Testimoni di Geova che rimangono ancora nella prigione di Mai Serwa. Uomini: Asmerom Beraki, 50 anni; Tsegabirhan Berhe, 41 anni; Tekle Ghebrehiwet, 40 anni; Tecle Kebede, 55 anni; Yemane Tsegay, 41 anni; Hagos Woldemichael. Donne: Akberet Ghebremichael, 30 anni e Rebka Ghebretinsaye, 39 anni.
In aggiunta a questi, ci sono due giovani Testimoni che si trovano in prigione da luglio del 2004 in un luogo sconosciuto. Due uomini: Fessehaye Gebretsadiq, 22 anni, e Yohannes Guish, 20 anni.

L'obiezione di coscienza al servizio militare.

Il requisito del servizio militare nazionale non prevede regole o disposizioni che lascino spazio all'obiezione di coscienza. Per evitare di essere arrestati dalla polizia preposta che perlustra costantemente le strade, la maggior parte dei giovani Testimoni di Geova deve nascondersi. Se arrestati, vengono portati ad una caserma militare nella quale vengono interrogati, picchiati violentemente e costretti a subire varie forme di torture.
Tre Testimoni di Geova, Paulos Eyassu, Isaac Mogos e Negede Teklemariam, sono ancora incarcerati nella prigione di Sawa dopo dieci anni. Ad essi sono negate ogni forma di visite, comprese quelle delle loro famiglie. Furono incarcerati l'ormai lontano 24 settembre 1994 a motivo della loro obiezione di coscienza al servizio militare per motivi religiosi. Nessuna accusa è mai stata portata contro di loro e mai è stata presentata una prova a loro sfavore.
Per commemorare il decimo anniversario dal loro arresto (24 settembre 2004), un comunicato stampa intitolato "Un decennio di ingiuste incarcerazioni in Etiopia” ("A decade in an Eritrean prison, without charges”) è stato pubblicato sul sito Web ufficiale dei Testimoni di Geova. Esso spiega: “Inizialmente le famiglie erano molto addolorate. Col passare del tempo alla preoccupazione si è aggiunto il dolore. Si nutre anche molta paura a parlare di ciò che succede, anche tra coloro che conoscono queste vicende, per timore delle possibili conseguenze negative dei confronti di coloro ancora rinchiusi nelle prigioni. Questi giovani hanno rifiutato di prestare servizio militare e di imbracciare le armi. Avrebbero dovuto scontare tre anni di prigione per l'obiezione di coscienza, tuttavia un decennio dopo attendono ancora una risoluzione alla vicenda. Sono stati accusati e trattati come criminali, rinchiusi nella prigione di Sawa e sono negate loro le visite, comprese quelle dei loro familiari. I tre uomini, Paulos Eyassu, Negede Teklemariam e Isaac Mogos, ora hanno rispettivamente 33, 32 e 30 anni”.
In aggiunta a costoro, altri sette Testimoni di Geova sono attualmente incarcerati nella prigione di Sawa per l'obiezione di coscienza al servizio militare. Questi includono Aron Abraha, che è stato arrestato nel mese di maggio del 2001; Mussie Fessehaye, che è stato arrestato nel 2003; Ambakom Tsegezab, che è stato arrestato nel mese di febbraio del 2004. Ambakom, secondo quanto riferito, è stato legato in prigione con catene di ferro. Quattro altri Testimoni di Geova maschi (i cui nomi non sono disponibili ora) sono stati arrestati in diverse occasioni a Sawa a partire dal luglio del 2004. Ancora ad oggi non giungono notizie relative al loro stato.



fonte