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La Turchia sosterrà la libertà religiosa?





Feti Demirtas è un cittadino venticinquenne della Repubblica Turca che ha scontato la sua nona condanna all’imprigionamento nel giro di due anni. Il suo “crimine”? La sua coscienza addestrata dalla Bibbia non gli consente di prestare servizio militare. Egli spiega: “Sono un sincero obiettore di coscienza, e baso la mia presa di posizione sulla scrittura di Isaia 2:4, che dice ‘non impareranno più la guerra’”.

Feti è un membro della Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, e la sua coscienza gli permetterebbe, tra l’altro, di prestare un servizio civile alternativo, se fosse legalmente possibile. Egli lo ha reso chiaro, in modo rispettoso, alle autorità competenti. Ma la Turchia non riconosce l’obiezione di coscienza al servizio militare e non prevede alternative. Le richieste di esenzione vengono semplicemente ignorate. Al contrario, le corti militari hanno detto a Feti che “Turchia, Bielorussia e Azerbaigian sono gli stati europei che non riconoscono l’obiezione di coscienza”.

Feti ha sopportato violenza verbale, schiaffi sul volto, calci in testa e sul corpo, intimidazione aggressive, esami psichiatrici e ripetuti arresti ed imprigionamenti. Un capitano ha detto a Feti: “Prega di non essere assegnato alla mia base militare, dato che ti farei fare una vita da cani. Ti obbligherò a fare il militare”. Un altro gli ha detto: “Lascia la Turchia se non vuoi fare il militare”.



Feti è uno dei 14 giovani Testimoni di Geova che affrontano questa situazione. Un altro di questi, Yunus Erçep, continua ad affrontare persecuzioni e punizioni senza sosta. Nei suoi 10 anni di dure prove, Yunus ha sopportato molestie verbali e fisiche, 11 giorni in un ospedale psichiatrico per “paranoia religiosa”, multe e 5 mesi in prigione. Ad oggi Yunus è stato richiamato al servizio militare per 24 volte ed è stato accusato 21 volte.

Feti e Yunus hanno entrambi depositato delle richieste alla Corte Europea per i Diritti Umani. Questi uomini non stanno facendo alcuna dichiarazione politica, ma semplicemente hanno esaurito tutti i rimedi locali e riconoscono questo trattamento come una violazione della loro libertà di pensiero, coscienza e religione.

I Testimoni di Geova sono presenti in Turchia dal 1931. Al giorno d’oggi sono in circa 3.000, fra membri e simpatizzanti. Nonostante non siano ufficialmente registrati come entità legale, i Testimoni di Geova sono “de facto” riconosciuti come religione, dal risultato di comunicazioni aperte con le autorità, oltre che di diverse sentenze a loro favore. I recenti sforzi dei Testimoni di Geova per essere riconosciuti legalmente sono state approvati dalle decisioni del tribunale. Nonostante questo, però, il governo si è appellato a questa decisione, ed il caso è ancora aperto presso la Corte Suprema di Ankara.

La Turchia è un paese ad un bivio. Quali libertà riconosciute proteggerà? Cosa hanno il diritto di aspettarsi i suoi cittadini?



{Note a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova.net}



La Turchia è una penisola circondata a nord dal Mar Nero, a est con la Georgia, l'Armenia, la Repubblica Autonoma di Nakhchivan e l'Iran, a sud con l'Iraq, la Siria e il Mar Mediterraneo e a ovest con il mare Egeo la Grecia e con la Bulgaria.
La maggior parte della popolazione è composta da Musulmani sunniti e sciiti, mentre una piccolissima minoranza, è composta da cristiani, atei e agnostici.
Dal 1923 la Turchia è una repubblica parlamentare ma solo dal 1982 con la nuova costituzione è entrato in vigore l'attuale sistema legislativo unicamerale assegnando così il potere legislativo alla Grande Assemblea Nazionale Turca.



    Rapporto dall'annuario 2007:

    Turchia:

    Popolazione: 68.000.000
    Proclamatori: 1.826
    1 Proclamatore su: 37.240
    2006 Media Proclamatori: 1.775
    Percentuale d'aumento: 3%
    Battezzati anno 2006: 71
    Numero di congregazioni: 28
    Media Studi biblici: 924
    Presenti Commemorazione: 3.495

fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito ufficiale delle Pubbliche Relazioni dei Testimoni di Geova, JW-Media.org, in data 15 Marzo 2007 (http://www.jw-media.org)