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Alternative mediche alla trasfusione di sangue



Una nuova guida, prodotta da uno studio della Facoltà per la Salute e la Cura Sociale dell’Università del West England, attualizza la gamma di trattamenti disponibili ai medici come alternative alle emotrasfusioni.

I medici ed il resto dello staff spesso affrontano pazienti che per motivi culturali, religiosi o di altro tipo possono scegliere di evitare le trasfusioni di sangue, anche in casi in cui rappresenterebbero la procedura standard. Questa nuova guida è mirata ad istruire i dottori e tutto lo staff medico, ed evidenzia le altre opzioni disponibili in queste circostanze.

La guida, intitolata “Medicina e chirurgia senza trasfusioni di sangue: agevolare l’autonomia del paziente con un nuovo standard di cura”, è frutto di una collaborazione fra l’Università del West England e il Comitato di Assistenza Sanitaria, che si occupa delle istanze mediche per conto dei Testimoni di Geova.

Shekar Bheenuck, lettore principale dell’Università del West England, che ha coordinato lo sviluppo della guida, dice: “Ci sono risapute obiezioni di natura culturale e religiosa verso le trasfusioni di sangue che possono causare dilemmi etici per lo staff medico. Gli ultimi anni hanno visto anche un incremento delle procedure di monitoraggio per il sangue e derivati, come risultato delle preoccupazioni riguardo alle infezioni da CJD e HIV, e questo ha aumentato il costo globale delle emotrasfusioni. C’è una chiara necessità di ridurre le trasfusioni, e fortunatamente esistono diverse alternative disponibili. Lo scopo di questa guida è quello di far conoscere meglio queste alternative ai medici e agli altri professionisti coinvolti in queste difficili decisioni di natura etica”.

“Alla fine la cura del paziente è importantissima. Quando qualcuno ha espresso in maniera chiara le sue volontà riguardo alle emotrasfusioni, lo staff medico sarà più preparato a proporre delle alternative”.

La guida mostra nel dettaglio esempi di strategie che possono essere usate per conservare il sangue, ed esempi di medicina e chirurgia senza sangue. Le alternative alle trasfusioni standard consistono, per esempio, quando il sangue del paziente è conservato e reinfuso qualora necessario (procedure autologhe). Un’altra possibilità consiste nel recuperare il sangue del paziente durante o prima dell’intervento chirurgico, in modo da ripulirlo e reinfonderlo dove necessario.

Pul Bradley, professore e direttore di Pratica Clinica alla Peninsula Medical School dice: “Questa guida è utile e la useremo per alcuni nostri studenti. Sia le questioni etiche che quelle mediche trattate nella guida aiuteranno gli staff medici ad essere meglio preparati ad affrontare queste difficoltà decisionali e questi dilemmi. Siamo anche concentrati, al giorno d’oggi, ad aumentare il coinvolgimento dei pazienti nelle decisioni riguardanti le loro cure mediche, e questo ci sarà di aiuto”.

David Smith, del Comitato di Assistenza Sanitaria che ha collaborato alla stesura della guida, dice: “Accogliamo questa iniziativa e speriamo che sia ampiamente diffusa fra gli staff medici. C’è una evidente necessità di una guida come questa, che aiuterà i medici ad essere più consapevoli delle tecniche di conservazione del sangue e delle alternative alle emotrasfusioni, quando è necessario prendere decisioni difficili a questo riguardo”.

Il manuale riporta anche diversi casi di studio dove vengono evidenziate le difficoltà di carattere etico e medico, come l’obiezione religiosa alle emotrasfusioni.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito E Max Health, in data 28 febbraio 2007, da parte del giornalista Bristol, rubrica General Health Articles (http://www.emaxhealth.com)