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Una donna aiuta chi non vuole le trasfusioni

Jessica Varisco, da Seabrook, è a capo del programma di gestione del sangue all’ospedale di Houston

Di KIM HUGHES
Corrispondente di cronaca




Jessica Varisco, a sinistra, a colloquio con la dott.ssa Rosemary Bucale riguardo ad un futuro paziente nei corridoi del St. Joseph Medical Center.



Jessica Varisco, residente a Seabrook, crede nella sacralità del sangue. Quindi è perfettamente logico che sia la direttrice del programma di gestione e conservazione del sangue del St. Joseph Medical Center di Houston.

“La trasfusione più sicura di tutte è quella che non viene effettuata”, dice la Varisco, un membro della Sala del Regno dei Testimoni di Geova di Dickinson. “Ci sono problemi con svariati virus e rischi della salute legati alle trasfusioni di sangue, ma ci sono tante altre cose che preoccupano, come la carenza di sangue”.

La Varisco si è occupata di diversi casi relativi alla questione della medicina senza sangue, ed ha lavorato per otto anni al Christus St. John Hospital di Nassau Bay, come docente di direttive avanzate. Coordina anche il programma di medicina e chirurgia senza sangue dell’ospedale Christus St. John.

A gennaio la Varisco è stata assunta per lanciare il programma di gestione del sangue al St. Joseph Medical Center. “Jessica ha una vasta esperienza nel dirigere il programma di chirurgia senza sangue”, dice il dott. Scott Scheinen, un chirurgo cardiovascolare del St. Joseph. “Come praticante Testimone di Geova ella ha una prospettiva unica dell’intricatezza nel gestire le volontà di un paziente con tecnologia medica all’avanguardia”.

La Varisco, madre di due figli, dice di sapere cosa significa il non avere rispettati i propri desideri. Le è successo nel 1985, quando ha dovuto affrontare un taglio cesareo d’emergenza per la nascita di sua figlia in Louisiana. “Il dottore disse ‘Ho capito bene, non vuole una trasfusione di sangue?’, ha detto la Varisco, sposata con suo marito da 28 anni. “Quindi mi disse che non mi avrebbe toccata a meno di non avere la possibilità di trasfondermi se necessario”.

Un’infermiera, che era consapevole dei desideri della Varisco, agì chiamando un medico che avrebbe rispettato le sue credenze religiose.

“Sia il Vecchio che il Nuovo Testamento parlano dell’astenersi dal sangue”, dice la Varisco. “C’è un fattore di sacralità riguardo al sangue. Secondo le Scritture, l’anima è nel sangue. Esso rappresenta un dono speciale, quindi Dio diede al sangue un valore sacro che dobbiamo rispettare”.

La Varisco è entusiasta di far parte di un settore che sta facendo grandi passi verso la medicina senza sangue. “Se usiamo tutte le strategie e tecniche disponibili, molto di rado avremo bisogno di trasfusioni”, ha detto.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito chron.com, in data 12 Aprile 2007, da parte del giornalista Kim Hughes, rubrica News (http://www.chron.com)