Benvenuto Ospite
 username
 password
Vuoi essere sempre aggiornato?

Sottoscrivi la nostra Newsletter!
Prima Pagina
Scopo del sito
Notizie dal Mondo
L'Editoriale
Aneddoti ed aforismi
Letture e filmati consigliati
Gallerie fotografiche
Privacy
Per avere risposta alle domande poste con maggiore frequenza leggi le nostre FAQ e lo scopo del sito.
Se non trovi la risposta alla domanda che cercavi proponila alla redazione.

Site purpose in
English.
Elenco di siti partner e di siti consigliati dalla redazione di Cristiani Testimoni di Geova.net.

Vai alla pagina dei Links.
Pagine Viste
Pigine Viste
 
 


Diminuiscono le trasfusioni di sangue

… come cambiando le tecniche, le attrezzature e l'opinione comune di molti, la chirurgia senza sangue diventa la preferita

Steve e Jane Hewitt hanno cercato dappertutto un chirurgo che possa operare la loro figlia adolescente la quale è afflitta da una grave malformazione alla colonna vertebrale. L'intervento è estremamente lungo e difficile poiché implica l'incisione e la separazione dei muscoli dall'intera colonna vertebrale e l'inserimento di frammenti ossei correttivi fissati tramite viti e giunture matalliche usati come supporto.



Gli Hewitt si trovano di fronte ad una condizione supplementare da soddisfare che renderebbe ancora più difficile l'intervento: l'operazione deve essere eseguita senza trasfusioni di sangue. Dato che sono Testimoni di Geova, si conformano al comando biblico di ‘astenersi dal sangue'.
I chirurghi di Kansas City (Kansas), vicini alla loro abitazione, hanno rifiutato di accettare la sfida, aggiungendo che secondo loro Sarah, 17enne, morirebbe durante l'intervento senza l'uso del sangue. Un chirurgo di Dallas ha confermato la loro asserzione. Ha aggiunto che se non si seguisse la procedura consueta, l'adolescente potrebbe essere soggetta ad una malattia chiamata ‘cifosi di Scheuermann', che potrebbe paralizzarla conducendola verso una lenta morte nel giro di dieci anni.
"Quando ci hanno detto che ci sarebbe voluta una ‘trasfusione', 'i nostri cuori erano nei nostri stomaci", ricorda Steve Hewitt. "Abbiamo pianto ogni notte".
La congregazione dei Testimoni di Geova è venuta in loro aiuto. Il Comitato Sanitario * locale dei Testimoni di Geova ha consigliato agli Hewitt di recarsi dal Dott. Ram Mudiyam dell'ospedale di Fountain Valley, il quale è uno degli ospedali all'avanguardia in tutti gli Stati Uniti per i “programmi di medicina senza sangue”.
Indossando uno speciale segno intorno al polso che indicava “niente sangue”, Sarah fu sottoposta al delicato intervento chirurgico. La ragazza è poi uscita dopo ben 11 ore e mezzo di intervento in ottimo stato, senza aver ricevuto trasfusioni di sangue, e dopo alcuni giorni già cominciava a camminare. La sua spina dorsale è ormai vicina alla normalità.

Oltre a rispettare la coscienza religiosa dei Testimoni di Geova, un numero crescente di medici e ricercatori stanno verificando la praticità della medicina senza sangue, in quanto è una buona medicina anche per il resto della popolazione sia per gli effetti che provoca sui pazienti sia per motivi economici.
Basandosi sull'esperienza acquistata negli ultimi anni effettuando operazioni su tutti quei pazienti che per motivi religiosi rifiutavano trasfusioni di sangue, i medici ora stanno usando questa ottima tecnica su altri pazienti, effettuando operazioni a cuore aperto ed ai polmoni, interventi delicati alle ginocchia ed alle anche, rimuovendo prostate e curando i pazienti affetti da cancro, e tutto ciò con il minimo se non la totale assenza di sangue. La loro esperienza e gli studi effettuati che documentano i risultati ottenuti stanno consigliando ad un numero crescente di medici, nonché a numerosi centri accademici, di usare queste tecniche alternative.
Circa 100 ospedali in tutto il paese, inclusi almeno dodici nella California del Sud, sfruttano le tecniche alternative alle trasfusioni di sangue.

La richieste pressanti dei Testimoni di Geova, che sono cominciate negli anni ‘80 al fine di incoraggiare chirurghi ed ospedali ad introdurre le strategie alternative alle emotrasfusioni, sono combaciate con la crescente preoccupazione derivante dai virus dell'epatite C e dell'HIV, trasmessi insieme alle trasfusioni di sangue, mostrando i rischi che derivano dall'utilizzo del sangue donato.
"Una volta che è stata valutata l'opportunità di introdurre tali metodologie, abbiamo iniziato a capire di che beneficio potevano essere per tutti", ha detto il Dott. Nicolas Jabbour, chirurgo del centro medico USC che ha effettuato il suo primo trapianto di fegato senza l'uso di sangue nel 1999. In un breve studio pubblicato la scorsa estate negli Annali della Chirurgia (Annals of Surgery), Jabbour ed il suo team dell'USC per i trapianti hanno confrontato i risultati ottenuti su 38 pazienti, otto Testimoni di Geova i quali non avevano ricevuto le trasfusioni ed altri 30 pazienti che invece avevano ricevuto sangue, in interventi effettuati nel periodo 1998 - 2001. Tutti e otto i Testimoni di Geova sono sopravvissuti, contrapposti ai 27 superstiti fra gli altri 30 pazienti, i quali invece avevano ricevuto circa 4.5 pinte di sangue in media (circa 2 litri).
L'ospedale di Englewood (New Jersey) ed il suo centro medico, il quale possiede uno dei più grandi programmi di assistenza sanitaria senza l'uso di sangue a beneficio di tutti i pazienti, non solo Testimoni, ha il tasso di mortalità post-operatoria più basso nel New Jersey, secondo quanto dicono le statistiche. Il Dott. Aryeh Shander, primario del reparto anestesia e responsabile di molti interventi delicati, spiega che l'unità cardiaca usa probabilmente "la quantità più bassa di sangue nel mondo" in seguito ad una campagna di senisbilizzazione promossa dall'ospedale per mostrare a tutti i medici come si possono evitare le trasfusioni di sangue.



Il problema della conservazione del sangue è fra gli obiettivi primari di un gruppo dei medici che hanno formato alcuni anni fa la Società per l'Amministrazione e la Gestione del Sangue (Advancement of Blood Management). La costante scarsità di sangue aveva già obbligato diversi ospedali ad eliminare i reparti che lo selezionavano, ed una crisi maggiore è in corso. Poca gente è idonea per donare il sangue a causa della possibile esposizione a malattie derivanti dall'alimentazione, come la malattia della mucca pazza. La banche del sangue, nel frattempo, hanno alzato i prezzi fino a 500 $ la pinta (circa 650 euro per mezzo litro), dando agli ospedali un motivo in più per usare oculatamente il sangue.
Premessa questa situazione, gli ospedali sono diventati dei ‘vampiri', ricevendo almeno mezzo litro di sangue da ogni persona che si presta come donatore, al fine di potersi sollevare da un possibile bisogno del sangue in futuro. Esiste addirittura un termine medico che descrive questa procedura: "iatrogenico", detto di anemia provocata dai medici. Molti ospedali invece che hanno ridotto l'uso del sangue hanno anche diminuito le spese occorrenti ed i controlli derivanti dalla conservazione del sangue.
Poiché il sangue è composto di cellule viventi, non può essere pastorizzato. Eliminare le trasfusioni essenzialmente significa l'eliminazione dal rischio di virus, batteri ed infezioni che i donatori di sangue potrebbero inconsapevolmente trasportare (le banche del sangue è da ricordare che verificano solo alcuni rischi tra quelli noti). I medici si sono accorti che meno trasfusioni i pazienti ricevono, meno probabilità esiste di contrarre e soffrire eventuali infezioni, complicazioni e reazioni allergiche. Uno studio del 1997 ha verificato che il 27% di coloro che erano stati transfusi in seguito ad operazioni all'anca hanno sofferto di infezioni, rispetto al 15% di coloro che non avevano ricevuto il sangue. Il papa Giovanni Paolo II era rimasto malato per due mesi a causa del citomegalovirus , un'infezione virale con alcuni sintomi simili a mononucleosi o epatite, contratto dalle trasfusioni di sangue che aveva ricevuto dopo il tentativo di assassinio subito nel 1981.
Anche donare il proprio sangue presso gli enti che se ne occupano, che è visto generalmente come l'alternativa più sicura, non è esente da rischi. In rare occasioni, errori di segreteria da parte di enti ospedalieri hanno provocato errate somministrazioni di sangue scambiato con quello giusto. Oppure il freddo delle celle in cui viene immagazzinato il sangue sembra possa diminuire la potenza dell'ossigeno degli eritrociti (globuli rossi). Si comporta proprio come il latte, ovvero più datato il sangue è, meno è efficace, anzi addirittura può diventare nocivo, come indicato da vari studi. La durata massima stabilita di giacenza in un deposito è di 42 giorni, ed in genere si consegna agli ospedali che ne fanno un uso più quotidiano e veloce il sangue da più tempo in giacenza, sempre come indicano i vari rapporti.

Potrebbero accadere episodi, come quando accadono incidenti che causano perdite consistenti di sangue, di fronte ai quali qualsiasi soluzione alternativa non possa fare nulla. Ci sono stati Testimoni di Geova che sono morti quando una semplice trasfusione di sangue li avrebbe fatti sopravvivere.
Il Dott. Sarada Mylavarapu ricorda lo sguardo sofferente di una donna 48enne madre di due figli, morta durante un intervento a cuore aperto parecchi anni fa. "Ci voleva tanto coraggio nel guardare le sofferenze a cui era sottoposta mentre stava morendo dissanguata", l'anestesista ha detto della donna, una Testimone di Geova. "Solo il giusto quantitativo di sangue era ciò che ci voleva e ciò di cui aveva bisogno". Ma è considerato un crimine che i medici somministrino sangue ad un paziente adulto che lo rifiuta.

Robert Avila, un pensionato ex progettista industriale che collabora nel Comitato Sanitario dei Testimoni di Geova nel Sud della California, ha detto che i Testimoni preferirebbero generalmente morire piuttosto che acconsentire a ricevere una trasfusione, una volta che si sono appurati che i loro medici abbiano fatto tutto il possibile per loro. "Non abbiamo una risposta per ogni situazione", dice, "e ci sono anche alcune volte in cui otteniamo risultati che non sono ciò che desidereremmo".
Per quanto riguarda coloro che non sono Testimoni di Geova, chirurghi esperti nelle tecniche alternative al sangue spesso spiegano ai pazienti che potrebbero aver bisogno di sangue, a seconda delle condizioni e della circostanze del paziente. "Applicando questo stesso principio a tutti i reparti principali dell'ospedale, preveniamo il fatto che venga completamente esclusa la possibilità di ricevere sangue", ha detto il Dott. Jabbour. "Lo scopo principale è cercare di far diminuire o eliminare le trasfusioni di sangue dalle operazioni più importanti".

Non esiste una ‘bacchetta magica' che permetta di compiere operazioni senza l'uso di sangue, ma piuttosto serve una combinazione di preparazione, tecnica, apparecchiatura ed atteggiamento volto a voler cambiare e provare.
Comincia tutto esaminado il livello di emoglobina nel sangue, se tale riscontro indica una scarsa quantità, circa un mese prima del ricovero effettivo, viene somministrata eritropoietina (ormone che stimola la produzione di sangue) e ferro per via endovenosa. Tuttavia è da dire che la maggior parte degli ospedali fanno l'esame di preammissione solo alcuni giorni prima del ricovero, quando ormai è troppo tardi per correggere un problema di anemia.
I chirurghi ed gli anestesisti utilizzano speciali tecniche ed attrezzature che riducono al minimo la perdita di sangue. Tra le attrezzature ricordiamo quella che recupera il sangue perduto: in seguito ad un intervento si recupera il sangue, lo si pulisce e lo si reintegra nell'organismo, in modo che il sangue perduto venga riutilizzato. Una procedura conosciuta col nome di emodiluizione del sangue prevede il ripristino della massa circolante di sangue nel corpo in seguito ad una operazione tramite particolari liquidi. In questo modo anche perdendo sangue, se ne perde diluito con altri liquidi e non intero.
Per quanto riguarda invece attrezzi chirurgici utili per ridurre al minimo le perdite di sangue, sono spesso usati bisturi ad ultrasuoni per tagliare e coagulare i tessuti rispetto ai consueti e meno efficaci bisturi; l'elettrocauterio riduce al minimo gli spurghi di sangue dai vasi sanguigni; l'elettrocoagulatore ad argon; oppure soluzioni a tampone come l'uso di spugne di fibrina, ottenuta da frazioni di sangue, la quale stimola la coagulazione e non danneggia i tessuti. Quando è possibile, piuttosto che passare subito ad enormi lacerazioni nella carne che causano molte perdite di sangue, si preferiscono metodologie che tramite strumenti invasivi permettono di ‘vedere' all'interno dei tessuti riducendo al minimo le incisioni, come per esempio tramite radiologie o endoscopie.
Vengono inoltre impiegati una grande varietà di farmaci che possono interrompere le emorragie favorendo la coagulazione, come il Novoseven , usato dagli emofiliaci.
I chirurghi, consci del fatto che le trasfusioni non sono un'opzione da usare con i Testimoni di Geova, hanno imparato a raffinare le loro tecniche rendendo le incisioni più precise e più delicate. "In definitiva aumenta il nostro gioco", ha detto il Dott. Reginald Abraham, cardiologo. "Bisogna prestare solo maggiore attenzione anche alle minime perdite di sangue".

La maggior parte di medici e degli ospedali dicono in genere che le trasfusioni dovrebbero essere fatte solo se necessarie, ma le loro definizioni per "necessario" variano di molto. "La tradizione e la convinzione", invece dello studio scientifico o della tecnica, dettano le regole e forgiano il pensiero comune. Alcuni medici a Englewood hanno espresso l'opinione secondo cui le trasfusioni non danneggiano i pazienti, ma ad esempio il Dott. Shander non è d'accordo su questo. "Non stiamo dando alcun beneficio e possiamo solo aggiungere rischi", dice. "A volte il rischio conviene solo perché il beneficio che si potrebbe ottenere è grande. Ma quando c'è il rischio e non vi è alcun beneficio, come se ne può giustificare la somministrazione?"
Molti medici eseguono automaticamente trasfusioni quando si accertano che il livello di emoglobina è sceso sotto i livelli normali di 13-15 grammi per decilitro di sangue. Altri ospedali lo fanno quando il livello scende a 10 grammi, altri ancora a 7 grammi. Un paziente è stato per esempio trasferito di ospedale dopo che il chirurgo si era rifiutato di operarlo perché il suo livello di emoglobina era di 14 grammi per decilitro di sangue.

I Testimoni di Geova hanno inoltre sperimentato molti casi nei quali erano stati messi in guardia che senza trasfusioni di sangue sarebbero morti, ma moltissimi di questi casi si sono poi dimostrati falsi. Il Comitato Sanitario dove opera il Testimone Avila menziona almeno 200 casi simili l'anno.
Incinta di due gemelli, Cristina Cortez è andata in un grande ospedale di Los Angeles perché soffriva di contrazioni premature ed aveva un livello di emoglobina di 7,8. Senza sangue i medici hanno detto che sia lei che i suoi bambini sarebbero morti. Le hanno somministrato sostanze contenenti ferro, che hanno alzato di poco in una settimana il suo livello di emoglobina. Il personale medico ha provato a comunicare il suo trasferimento in un altro ospedale, avvertendola però che il trattamento che avrebbe ricevuto non sarebbe stato differente. Ma, come da indicazioni del Comitato Sanitario dei Testimoni di Geova, è stata ricoverata al Fountain Valley , dove il Dott. Vinod Malhotra, direttore del programma senza sangue dell'ospedale, le ha somministrato ferro per via endovenosa, eritropoietina e vitamine prenatali, informandola che i bambini stavano assorbendo il ferro intromesso. Ha partorito due bambine in ottima salute, una normalmente e l'altra tramite parto cesareo, senza il bisogno di alcuna trasfusione di sangue. L'emoglobina della Testimone Cortez è scesa fino ad un livello di 6 grammi per decilitro di sangue, ma i medici le hanno regolarmente somministrato ferro, tanto che la Testimone ha lasciato l'ospedale in quattro giorni.
Lo staff del Fountain Valley Regional Hospital riferisce che i membri del Comitato Sanitario dei Testimoni di Geova spesso visitano i pazienti Testimoni ricoverati, attuando quello che viene definito un “programma di protezione per i Testimoni”. Girano per i corridoi, chiedono notizie ai medici ed a volte assistono anche alle operazioni. Nonostante pochi abbiano delle conoscenze mediche specifiche, essi sono sempre ben informati su argomenti di carattere medico. "Conoscono bene ogni tipo di operazione che andiamo a fare, proponendo anche corrette alternative", ha detto il Dott. Andy Plisko, anestesista.
Il programma di chirurgia senza sangue dell'ospedale di Fountain Valley opera circa 120 pazienti Testimoni di Geova provenienti da tutti gli USA al mese, in gran parte a motivo della reputazione che gode il Dott. Malhotra, che ha cominciato a lavorare con i Testimoni circa 25 anni fa.
Egli ha studiato presso scuole mediche in India, dove l'uso del sangue era spesso limitato, cosa che ha permesso al Dott. Malhotra, che non è un Testimone di Geova, di introdurre l'idea di fare chirurgia con poco o nessun uso del sangue.
Una delle pazienti ultimamente operata senza sangue è Geraldine Smith di Santa Ana. Appena ristabilita da un intevento all'anca molto delicato, la Testimone è ormai in contatto con il Dott. Malhotra da anni. Una persona che da tempo la vede recarsi in questo ospedale le ha chiesto se ne valesse la pena di fare tanti sacrifici. Lei ha risposto che se avesse seguito le tecniche di coloro che non sfruttano le strategie alternative al sangue avrebbe dovuto ricevere chissà quante trasfusioni di sangue. In merito, ha commentato Rachele Flemings, la figlia di Geraldine Smith: “la distanza non conta nulla se coloro ai quali vi recate rispetteranno i vostri desideri”.



fonte

* N.d.R: Il Comitato Sanitario è formato da un gruppo di Testimoni di Geova qualificati che contattano e visitano medici ed ospedali - in ciascuna zona di competenza - allo scopo di promuovere relazioni e informazioni sanitarie basate sulla cooperazione. Inoltre, forniscono assistenza operativa, logistica, materiale e spirituale ai pazienti da ricoverare o ricoverati nelle relative strutture ospedaliere.