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Metodi “sovietici” verso le minoranze religiose



09/06/2007 09:48
KAZAKISTAN


A una conferenza Osce, le massime autorità religiose kazake magnificano la libertà e la tolleranza religiose di Astana. Negli stessi giorni i Testimoni di Geova sono condannati perché si sono riuniti in preghiera, mentre si ordina la demolizione di un tempio e di case degli Hare Krishna. La sistematica persecuzione contro le minoranze religiose.



Astana (AsiaNews/F18) – A una conferenza in Romania contro le discriminazioni religiose, il delegato kazako magnifica la libertà religiosa e la tolleranza del suo Paese. Intanto in patria agli Hare Krishna è ordinato di distruggere un tempio e i Testimoni di Geova sono condannati per essersi incontrati a pregare.

Il 7 giugno a Bucarest, alla conferenza dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, Yeraly Tugzhanov, capo del kazako Comitato per gli affari religiosi, ha detto che il suo Paese è “un’oasi di stabilità e di armonia religiosa” e che non ci sono discriminazioni per motivi religiosi.

Ma l’agenzia Forum 18 rileva che il 5 giugno agli Hare Krishna del villaggio di Seleksia, zona di Zhetisu nel distretto di Karasai, è stato ordinato di demolire il tempio e le abitazioni della comune Sri Vrindavan Dham, perché costruiti in modo illegale. La comune comprende 47,7 ettari di terra agricola e aveva 66 abitazioni, di cui 13 sono state buttate giù nell’ottobre 2006 dai bulldozer del governo. I fedeli protestano che il tempio e le costruzioni non sono illegali e lamentano atti arbitrari delle autorità, come privarli di energia elettrica e di acqua corrente per vari periodi.

Il 4 giugno il tribunale di Atyrau, città portuale sul Mar Caspio, ha condannato sei Testimoni di Geova a pesanti multe – tra 50 e 100 volte il salario medio - perché si sono riuniti a pregare senza autorizzazione.

In Kazakistan ai gruppi non registrati è proibita qualsiasi attività religiosa, anche incontrarsi per pregare. Ma i Testimoni di Geova della zona hanno chiesto la registrazione dal 2001 e non hanno ancora la risposta, anche se dal 30 gennaio una legge prevede che ogni domanda sia decisa entro 60 giorni.

L’Osce non ammette limitazioni alla libertà religiosa e Tughzhanov dice che il suo Paese vuole cambiare la legge, ma non spiega quando e come. Dal 1992 la Legge per la religione è stata emendata più volte, ma sempre in senso restrittivo. Intanto in Kazakistan c’è una crescente intolleranza contro le minoranze religiose, compresi i protestanti e i musulmani Ahmadi, anche con una diffusa propaganda contraria sui media statali.

Il Consiglio delle Chiese battiste rifiuta di chiedere la registrazione, che ritiene contraria alla libertà religiosa e che dice essere solo un modo di controllo, e le autorità condannano a pesanti multe i fedeli che si incontrano. Aleksandr Rozinov, leader dei Testimoni di Geova di Atyrau, commenta a F18 che “la mentalità dei funzionari pubblici è ancora quella” del regime sovietico.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito Asia News, in data 9 Giugno 2007, rubrica Asia Centrale, sezione Kazakistan (http://www.asianews.it)