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Testimoni di Geova in Turkmenistan (1° gennaio 2004 – 31 dicembre 2004)



Abusi sulla libertà religiosa

Persecuzioni religiose

I Testimoni di Geova sono ancora privati della libertà di associazione e di poter tenere pacifiche assemblee, anche quando si tratta di tenerle nelle loro case private. La polizia e gli ufficiali per la sicurezza nazionale frequentemente interrompono adunanze religiose mentre queste vengono tenute nelle case private; poi tengono in custodia tutti coloro che sono presenti, compiono abusi verbali nei loro confronti, ed a volte picchiano severamente coloro che incarcerano. Come conseguenze ulteriori vengono inflitte pesanti multe ai presenti, mentre al proprietario della casa usata a scopo di culto viene inflitta una ammenda ancora più costosa. Molti Testimoni sono stati licenziati dal loro posto di lavoro. I bambini dei Testimoni vengono umiliati pubblicamente nelle scuole. I visti per poter espatriare sono negati, anche quando diversi Testimoni desideravano assistere ad una assemblea religiosa in Tajikistan. Il resoconto dettagliato ora segue.
Il 9 marzo 2004, un poliziotto in uniforme e due poliziotti in abiti borghesi hanno bussato alla porta di Olga Vladislavovna Fedorina, una dei Testimoni di Geova di Ashgabat. Suo marito aveva rifiutato di aprire, ma la polizia ha continuato a bussare per 20 minuti, esigendo l'immediata apertura della porta per l'ufficiale della polizia di distretto. Successivamente Fedorina dovette uscire per andare a prendere la propria figlia più piccola all'asilo, ma appena fuori un poliziotto in borghese la fermò, chiedendole il suo passaporto e chiamando immediatamente altri poliziotti via radio. Subito dopo la polizia scatenò un'esplosione nell'appartamento della Testimone e confiscò tutta la letteratura religiosa che possedeva: una Bibbia, sei libri ed alcune riviste. Fedorina è stata quindi portata alla stazione di polizia ed è stata costretta a redigere una dichiarazione sotto dettatura della polizia. E come se non bastasse, l'ufficiale di polizia del distretto ha molestato sessualmente di lei. In seguito, Fedorina ha presentato una denuncia tramite il proprio avvocato alle autorità ed alle organizzazioni sui diritti umani.
Il 18 marzo 2004, alle 5:30 pomeridiane, due persone, presentatesi come rappresentanti della Corte del Distretto di Niyazovsk, sono entrati nell'appartamento di Suren Gasparyan, uno dei Testimoni di Geova di Ashgabat. Hanno richiesto obbligatoriamente che Gasparyan pagasse una ammenda pari a 250.000 manat, circa 65 euro, che egli non avrebbe pagato nel 2001. Gasparyan spiegò che aveva pagato tutte le multe come richieste (nel periodo dal 2000 al 2004, era stato arrestato circa 10 volte ed aveva pagato a causa delle multe un totale di circa 260 euro, semplicemente perché compiva attività religiosa). Tuttavia i rappresentanti della Corte hanno giurato che ci fosse stata un'evasione e che avevano avuto l'ordine dall'amministrazione cittadina di riscuotere la tassa dovuta. Hanno detto che se non l'avesse pagata, la sua proprietà sarebbe stata confiscata. Gasparyan non ha avuto scelta, e dovette prendere i soldi in prestito affinchè potesse pagare la multa ai rappresentanti della Corte.
All'inizio dell'agosto del 2004, due uomini in abiti da civili accompagnati da un più alto ufficiale di polizia sono entrati nell'appartamento di Adalat Charyyeva (una sorella Testimoni di Geova) di Turkmenabat. Le hanno posto in maniera severa diverse domande, come: "dato che siete turca, perchè avete bisogno di questa religione?" Hanno obbligato Adalat a consegnare loro la propria Bibbia ed altre pubblicazioni dei Testimoni di Geova. L'hanno minacciata di deportazione nel ‘luogo dove stanno vivendo ora i cristiani'. Gli uomini inoltre le avevano prescritto di presentarsi al Secondo Dipartimento della Polizia con il suo passaporto, ma lei poi rifiutò di andarci.
Il 16 agosto 2004 gli stessi tre uomini non identificati (due uomini in abiti borghesi accompagnati da un più alto ufficiale di polizia) hanno minacciato un'altra donna di Turkmenabat che sta studiando la Bibbia con i Testimoni di Geova. L'hanno obbligata a firmare una dichiarazione nella quale sottoscrive che se continuasse il suo studio della Bibbia sarebbe dovuta essere licenziata dal suo lavoro.
Il 18 agosto 2004 il capo del Sesto Dipartimento della Polizia, il sig. Khemra, ha obbligato Meredgul Khaydarova (sorella Testimone di Geova che vive nel distretto di Khodzhambasky della regione di Chärjew [Chardzhou]) ad entrare in una automobile portandola al Khyakimlik (sede dell'amministrazione locale). Meredgul è stata interrogata là per cinque ore da una commissione di cinque persone. Durante l'interrogazione è stata minacciata, sottoposta ad una estenuante pressione psicologica ed umiliata verbalmente. È stata costretta a rilasciare una dichiarazione scritta nella quale lei si impegna a non parlare ad altri della propria religione.
Il 5 settembre 2004, a Turkmenabat, Gulkamar Dzhumayeva e Gulsherin Babakuliyeva (due sorelle Testimoni di Geova) sono state arrestate mentre conversavano con alcune persone di argomenti religiosi. Un ufficiale del Ministero per la Sicurezza Nazionale (MNB, ovvero l'ex KGB) che viveva lì vicino le ha arrestate. Ha chiamato l'ufficiale di polizia del distretto, il sig. Sakhatov, e verso mezzogiorno le Testimoni sono state portate alla stazione di polizia. Usando minacce, grida ed umiliazioni verbale, la polizia ha obbligato le Testimoni a rilasciare delle dichiarazioni scritte. Alle 3 pomeridiane sono state trasferite al Secondo Dipartimento della Polizia dove sono stati sequestrati i loro passaporti.
Alle 11 di sera, il vicecomandante (ubriaco) del Dipartimento chiamò Gulsherin Babakuliyeva nel suo ufficio. Non appena Babakuliyeva entrò nel suo ufficio, ha cominciato a molestare sessualmente di lei. Quando lei ha provato a liberarsi, ha risposto violentemente colpendola otto volte in testa. Allora l'ha liberata vantandosi del fatto che essendo un musulmano e non subendo mai rifiuti da parte di donne nei suoi confronti, evidentemente lei non si meritava una persona come lui. Allora un altro ufficiale l'ha minacciò che ne avrebbe fatto lui qualsiasi cosa avesse voluto, minacciandola perfino di vestirla con una cintura imbottita di esplosivo, per farla suicidare come una terrorista. Questo ‘ufficiale' ha spinto violentemente Babakuliyeva nella sua automobile ma un altro ufficiale lo convinse a desistere dalle sue minacce. Durante tutto ciò, era presente un altro ufficiale di polizia nella stanza, ma invece di fare qualcosa vedendo questi atteggiamenti vergognosi, ha continuato tranquillamente a giocare a carte sul computer. Anzi, ha sottoscritto il protocollo dell'arresto.
A mezzanotte, è stato permesso finalmente a Dzhumayeva e Babakuliyeva di dormire sulle sedie della stazione di polizia. Durante tutto questo tempo non è stato permesso loro di telefonare alle loro case; non è stato dato loro nulla da mangiare e nemmeno di andare in bagno senza scorta. Dzhumayeva aveva tre bambini a casa che erano senza notizie sulla loro mamma e su dove fosse per tutte quelle ore.
Il giorno seguente, alle 10:40 di mattina, Dzhumayeva e Babakuliyeva sono stati trasferite al Khyakimlik [amministrazione locale] e, senza aspettare il capo responsabile, l'Ufficiale di Polizia del Distretto Sakhatov le ha rilasciate per tornare alle loro case, anche se ha dato loro l'avviso di una convocazione al Khyakimlik per il 7 settembre alle 8:30 del mattino. Finora nessun aggiornamento è pervenuto.
Il 6 settembre 2004, Rodion Aleksandrovich Rogov (uno dei Testimoni di Geova che vive nella città di Turkmenbashi), è stato raggiunto da un ufficiale di polizia del distretto il quale è entrato verso mezzogiorno nel suo appartamento ed ha sequestrato la sua Bibbia personale e le proprie pubblicazioni della società Watchtower, promettendo di restituirle entro due giorni. L'ufficiale di polizia del distretto è tornato dopo cinque giorni, e, notando che Rogov aveva avuto un'altra Bibbia, ha sequestrato anche quest'altra Bibbia ordinandogli di comparire al Khyakimlik [amministrazione locale]. Il 12 settembre 2004 Rogov si è presentato al Khyakimlik ed è stato sottoposto a forti pressioni. Nessuna della sua letteratura è stata mai restituita.
L'8 settembre 2004 Gulzhemal Allagulyyeva, sorella Testimone di Geova che vive nel distretto di Khodzhambaskiy nella regione di Chärjew [Chardzhou], è stata interrogata da una commissione del Khyakimlik del distretto di Khodzhambaskiy, commissione che includeva le seguenti persone: Seidnepes Khaltyazhev (presidente della commissione), Rovshan Meredov e Shasenem Khudayberdyyeva. Oltre a questi era presente un ufficiale del KNB (Comitato per la Sicurezza Nazionale, l'ex KGB), il sig. Serdar e diversi ufficiali del Sesto Dipartimento della Polizia; erano inoltre presenti il sig. Khemra e Khozhakul Khuddyyev. Allagulyyeva è stata costretta a rilasciare una dichiarazione scritta nella quale si impegna a non parlare ad altri delle proprie credenze religiose, ed inoltre è stata multata di una cifra di 1.250.000 manat (circa 305 euro).
Il 9 settembre 2004, verso le 8 del mattino, mentre parlavano delle proprie credenze religiose con altri, Suren Gasparyan e Smbat Safaryan sono state arrestate da un ufficiale del Sesto Dipartimento del Ministero per la Sicurezza Nazionale, il quale è responsabile di tutto ciò che riguarda il crimine organizzato ed il terrorismo. Sono stati portati al Sesto Dipartimento ed allora (in quanto provenienti da Ashgabat) sono stati trasferiti al Sesto Dipartimento di Zhitnikov. Come in altre occasioni, sono stati oggetto di pressioni, hanno subito abusi verbali e sono stati umiliati. Gli ufficiali hanno sparato un colpo con una pistola verso una porta, nonostante il fatto che Safaryan abbia i suoi 70 anni. In seguito Gasparyan e Safaryan sono stati obbligati a rilasciare le dichiarazione scritte. Sono stati liberati nel primo pomeriggio ed è stato richiesto loro di tornare il giorno seguente con le proprie fotografie.
Il 21 settembre 2004, verso le 4:35 pomeridiane, due poliziotti (uno dei due era ubriaco) ha obbligato con la forza Aygul Erimmatovna Eshimova e Leyli Muradovna Orayeva, entrambe sorelle Testimoni di Geova che vivono a Dashhowuz, ad entrare in un'automobile e le hanno condotte alla stazione di polizia. Alla stazione le loro borse e tutti i loro effetti personali sono stati confiscati, ed hanno subito un controllo personale alquanto vergognoso insieme a molte espressioni volgari. Sono stati costretti a firmare le dichiarazione scritte dalla polizia secondo cui non devono più parlare delle proprie credenze religios con altri.
Il 29 settembre 2004, alle 7 di sera, Altyn Dolanbayevna Dzhorayeva, una donna Testimone di Geova che vive nella città di Seydi, insieme ai suoi tre bambini stavano facendo una visita ad un loro fratello (Babakuly Orazbayevich Yakubov) nel villaggio di Khodzhakenepsi nel distretto di Farabskiy. Altri tre Testimoni (Shukurzhan Yeldashovna Khatamova, Rozyzhan Charyyev ed Oguldurdy Altybayeva) erano inoltre presenti. Improvvisamente, quattro poliziotti hanno fatto irruzione nell'appartamento senza alcuna autorizzazione e senza mostrare alcun documento di identificazione personale. Il delegato Capo della Polizia Akhmetzhan Alymov e Serdar Khuseynov hanno cercato nell'appartamento la letteratura religiosa. Hanno dato calci ai mobili, hanno divelto il sofà ed hanno confiscato tutta la letteratura religiosa che sono riusciti a trovare. Altyn Dzhorayeva con i suoi bambini (uno di 8 anni, l'altro 6 anni e il piccolo 7 mesi) sono stati portati alla stazione di polizia. È stata interrogata quindi dal Capo della Polizia Khemrayev minacciandola verbalmente. Risultato delle minacce e delle intimidazioni, i suoi bambini sono stati costretti mentre erano terrorizzati a prestare giuramento al Turkmenbashi [presidente Niyazov]. I bambini hanno pianto mentre li obbligavano a fare questo. Tutti sono stati poi rilasciati la sera alle 11:30.
In aggiunta a questi avvenimenti, il 13 ottobre 2004 Babakuly Yakubov e Shukurzhan Khatamova sono stati convocati di fronte alla commissione del Khyakimlik e sono stati multati per una cifra di 2.500.000 manat (circa 610 euro). La commissione era composta da otto persone le quali si sono comportante in un modo vergognoso. Il presidente della commissione, Kh. G. Berdyyev, inoltre ha dato ordine all'ufficiale Abdull Charyyev di Khyakimlik di assicurarsi che Babakuly Yakubov sia licenziato dal proprio lavoro.
Il 19 ottobre 2004 gli ufficiali del Khyakimlik del distretto di Azatlykskiy hanno trascinato con forza Vladimir Rodionov dalla scuola in cui si trovava al Khyakimlik. Vladimir è il secondo figlio di Tatyana Rodionova, Testimone di Geova che vive ad Ashgabat. Senza avvisare la madre, Vladimir è stato interrogato intensamente. È stato minacciato nel tentativo di ottenere le informazioni sugli indirizzi di altri Testimoni di Geova. È stato costretto a firmare una dichiarazione nella quale si impone che non assista più insieme alla madre alle adunanze religiose.

Evizione delle case.

Il 12 novembre 2004 Bilbil Kulyyeva, madre di quattro figli, è stata sfrattata con la forza dall'appartamento di William Street, al numero 58 (edificio 2, stanza 36), in Ashgabat, dove lei ed i suoi bambini stavano vivendo. L'evizione segue la decisione presa dal Dipartimento per gli Affari Religiosi del Khyakimlik della città di Ashgabat sulla base di ciò che ha asserito il ‘Capitano' Atageldi, ovvero che Bilbil Kulyyeva è una Testimone di Geova. I suoi fratelli Testimoni di Geova l'hanno aiutata a trovare un altro posto in cui vivere per il momento.

Discriminazioni sul lavoro.

Il 10 marzo 2004 Aleksandr Anatolyevich Zorin, uno dei Testimoni di Geova di Ashgabat, è stato chiamato al Consiglio per gli Affari Religiosi ed è stato intervistato da sette persone, di cui uno di loro era un mullah. Durante la ‘calda' discussione, Zorin ha subito forti pressioni per costringerlo ad abbandonare la sua religione definita ‘ignobile'; in seguito a questo il Consiglio si è messo in contatto con il posto dove lavorava per obbligarli a licenziarlo. Ciò è infatti avvenuto il giorno dopo.
La sera del 12 marzo Zorin è stato informato in merito al suo licenziamento dal lavoro. Egli ha poi saputo che il Consiglio aveva scritto una lettera al suo posto di lavoro, nella quale si dichiarava che Zorin era un uomo spregevole ed un settario. Nel caso non avessero licenziato Zorin, l'intero luogo di lavoro avrebbe chiuso. Così Zorin non potè che acconsentire a lasciar correre il licenziamento. Sebbene sia sempre stato un operaio esemplare, Zorin è ora tra le file dei disoccupati affrontando una situazione difficile poiché è l'unico sostegno economico della sua famiglia, composta da sua moglie disoccupata e dal figlio di appena sei mesi.

Imprigionamenti degli obiettori di coscienza al servizio militare.

Mansur Masharipov e Vepa Tuvakov

Attualmente Mansur Masharipov e Vepa Tuvakov rimangono incarcerati in Turkmenistan a causa della loro obiezione di coscienza al servizio militare per motivi religiosi. Le condizioni ed il trattamento a cui sono sottoposti i Testimoni di Geova in carcere e nei campi di lavoro sono disumani.
Nonostante l'annuncio televisivo del presidente Saparmurat Niyazov secondo cui tutti gli obiettori di coscienza incarcerati dovevano essere liberati, Mansur Masharipov (nato nel 1984) e Vepa Tuvakov (nato nel 1986) sono stati condannati rispettivamente il 28 maggio ed il 3 giugno 2004 a 18 mesi in prigione a motivo della loro obiezione di coscienza al servizio militare. Sono entrambi Testimoni di Geova battezzati. Erano stati invitati dalle autorità solo per far loro alcune domande ma immediatamente sono stati presi in custodia e rinchiusi nei luoghi di detenzione. Dopo i processi, sono stati trasferiti nel campo di lavoro di Seydi.
Il 19 luglio 2004 i consulenti legali dei Testimoni di Geova hanno scritto al presidente Niyazov, chiedendo il rilascio di Masharipov e di Tuvakov. La lettera esprimeva apprezzamento per il rilascio avvenuto in una prigione di sei Testimoni ma esprimeva anche una dura condanna alle torture ed ai maltrattamenti subiti dai Testimoni mentre si trovavano in prigione.
Il 4 ottobre 2004 una dichiarazione scritta sulla situazione riguardante il rispetto dei diritti dell'uomo in riferimento ai Testimoni di Geova in Turkmenistan è stata distribuita a tutti coloro che hanno assistito alla riunione dell'OSCE a Varsavia. La dichiarazione concludeva con un appello per il rilascio di Mansur Masharipov e di Vepa Tuvakov.

Sette Testimoni di Geova rilasciati dalle prigioni durante il 2004.

Kurban Bagdatovich Zakirov

Kurban Bagdatovich Zakirov è stato imprigionato il 23 aprile 1999, ed è stato condannato ad un anno in un campo di lavoro educativo il 25 maggio 1999, a motivo dell'obiezione di coscienza al servizio militare. Nel mese di dicembre del 1999, a Zakirov era stato prospettato un provvedimento di libertà, ma non gli poi assegnato perché egli si rifiutò di prestare il giuramento sul Corano, come richiesto. Nella primavera del 2000, quando aveva ormai completato la sua condanna, non fu ancora liberato ma trasferito in un altro luogo in quanto doveva scontare la pena per non avere giurato sul Corano, sul presidente e sullo Stato. Quando venne finalmente il tempo per il rilascio di Zakirov, un ufficiale, in presenza di altri, strappò i propri abiti incolpando Zakirov di averlo aggredito violentemente. Immediatamente fu preso un provvedimento contro Zakirov e fu nuovamente ingiustamente condannato per aver assaltato un ufficiale della sicurezza. La corte lo ha condannato ad otto anni in un altro campo di lavoro nella città di Chärjew.
In seguito, Zakirov è stato trasferito alla prigione di massima-sicurezza di Turkmenbashi, dove la sua salute è cominciata a peggiorare. Le condizioni di vita nella prigione di massima-sicurezza di Turkmenbashi sono orrobili. Quel luogo è noto perché tutti coloro che ci escono sono in fin di vita. Molti muoiono. Le celle sono piccole stanze chiuse con una finestra senza vetro, la quale rimane aperta tutto l'anno. In inverno nelle celle si rischia il congelamento mentre d'estate fa eccessivamente caldo. Il cibo che si riceve consiste in vari tipi di intrugli ricavati dallo spratto di aringa e dei maccheroni.
Ai prigionieri che si trovano in questa particolare istituzione è concesso in genere solo una visita ogni sei mesi. A Zakirov è stata negata anche questa possibilità. Anche al suo difensore legale è stato negato l'accesso. Era indicato Zakirov come un prigioniero sotto "nota speciale" e che quindi nessun ospite sarebbe stato permesso. Le notizie che dovevano giungere a Zakirov facevano la spola tra ufficiali, così che alla fine arrivava tutt'altro se non nulla.
Nel mese di gennaio del 2003, Zakirov è stato picchiato violentemente dalle guardie di prigione ed è stato quindi confinato con violentatori omosessuali conosciuti con il nome di harem . Una volta che un prigioniero viene confinato insieme a queste persone nell' harem , è impossibile cambiare la sua reputazione nella comunità della prigione. Coloro che sono identificati in questo modo vengono considerati la peggiore specie di prigionieri e vengono trattati come tali, ovvero come gli animali e come se avessero una malattia che li faccia tenere isolati. Coloro che hanno conosciuto Zakirov prima che finisse in prigione dicono che questa prova, insieme ad altri trattamenti, hanno avuto un effetto tremendo su di lui, danneggiando irreparabilmente il suo equilibrio mentale ed emotivo.
Kurban Zakirov è stato liberato il 12 giugno 2004. Anche se è sopravvissuto fisicamente, il suo equilibrio mentale ed emotivo è stato danneggiato seriamente e la sua personalità ne è uscita distorta. Ci sono validi motivi per asserire che mentre si trovava in prigione con la forza gli hanno somministrato una certa specie di droghe psicotropiche. Le sue braccia sono contrassegnate dappertutto dai buchi dell'ago delle iniezioni ed il suo comportamento è diventato squilibrato. Dopo il suo rilascio è stato ricoverato in un ospedale per il recupero mentale, ma attualmente è tornato a casa. I medici che lo hanno esaminato dopo il suo rilascio hanno confermato che aveva subito iniezioni, e sicuramente non per motivi terapeutici. Oltre tutto ciò, Zakirov era stato classificato in prigione come “un nemico di tutti" ed il suo ritratto era appeso in molti luoghi del carcere come se si trattasse di una persona particolarmente pericolosa, e le autorità premevano affinchè potesse subire maltrattamenti psicologici ed emotivi. E tutto ciò fa parte del trattamento riservato nelle prigioni del Turkmenistan.

Babadzhanov, Matveyev, Mitogorov, Nasyrov e Satlykov

Rinat Babadzhanov, Shohrat Mitogorov, Ruslan Nasyrov e Rozymamed Satlykov (tutti Testimoni di Geova) erano stati incarcerati nel mese di maggio 2003 a motivo dell'obiezione di coscienza al servizio militare. Stavano scontando le loro pene nel campo di lavoro correttivo di Seydi. Il 4 dicembre 2003 l'obiettore di coscienza Aleksandr Matveyev (anch'esso Testimone di Geova) è stato condannato a due anni di prigione al campo di lavoro di Seydi. Questi cinque giovani, alcuni di loro non ancora battezzati come Testimoni di Geova, hanno subito costanti pressioni per rinunciare alla loro fede e prestare giuramento al Corano, al presidente ed allo Stato.
Il 14 aprile 2004 essi sono stati sottoposti a nuove pressioni per prestare giuramento e, dopo il loro rifiuto, Matveyev e Nasyrov sono stati picchiati violentemente. Satlykov è tornato all'isolamento mentre Matveyev è stato confinato anch'esso in isolamento. Durante il loro imprigionamento, le percosse sono state date regolarmente. Matveyev e Nasyrov avevano i segni dello sfiguramento dovuto alle battiture ed all'isolamento. A causa della mancanza di cibo sufficiente e di vestiti adeguati, la loro salute è andata sempre peggiorando; hanno sofferto di anemia e di malnutrizione. Alla fine sono stati pure separati e isolati da tutti gli altri.
Il 11 giugno 2004 Rinat Babadzhanov, Aleksandr Matveyev, Shohrat Mitogorov, Ruslan Nasyrov e Rozymamed Satlykov sono stati liberati a motivo di un provvedimento di amnistia generale a favore degli obiettori di coscienza, annunciato sulla televisione nazionale del Turkmenistan dal presidente Niyazov. Si trovano ora a casa e si stanno riabilitando.

Nikolai Shelekhov

Nikolai Shelekhov è stato condannato il 2 luglio 2002 dalla Corte di Distretto di Ashgabat ad un anno e mezzo di prigione a motivo dell'obiezione di coscienza al servizio militare. Questa condanna avveniva solo sei mesi dopo il suo rilascio da un campo di lavoro in cui aveva passato un anno per il stesso "reato" di obiezione di coscienza.
Nikolai Shelekhov è stato liberato il 2 gennaio 2004, dopo avere scontato interamente la durata della pena per l'obiezione di coscienza al servizio militare.



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