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In Geova la risposta ai problemi esistenziali.



Max Wornhard, docente di greco e latino all'Università di Berna, oltre ad amare l'Italia mi dà tutta la sua disponibilità per rispondere ad alcune domande sui Testimoni di Geova che proprio in questi giorni stanno organizzando le loro assemblee in tutta Italia dal tema "Seguiamo il Cristo".
«Ho appena scritto una prefazione all'edizione italiana di un libro scritto per il 50° anniversario della nostra traduzione della Bibbia, "La Tua Parola è Verità", in cui studiosi ed accademici testimoni presentano i risultati di ricerche metodiche atte a consolidare certe vedute, altrimenti considerate "stravaganze" tipiche del nostro movimento religioso».

Qualcuno dice che i Testimoni non sono cristiani perché non credono alla divinità di Cristo e alla trinità.
«È un atteggiamento pregiudiziale che presuppone una definizione della voce "divinità" di Cristo che non corrisponde a quanto dice il Vangelo ed anticipa l'intendimento trinitario. L'unica divinità di Cristo che accettavano gli apostoli e i primi cristiani era la qualità divina che spetta al figlio che noi consideriamo come Figlio di Dio. Il dibattito dell'uguaglianza tra Padre Figlio e Spirito santo si prospettò solo nel quarto secolo dopo Cristo, con l'interferenza dei poteri politici di una chiesa già lontana dal pensiero cristiano iniziale».

I Testimoni di Geova sono conosciuti per la loro fede in una prossima fine di questo sistema e l'inizio di un'imminente millennio paradisiaco sulla terra.
«Nel Padre Nostro si chiede a Dio che "venga il suo regno e sia fatta la sua volontà come in cielo anche sulla terra". I "segni dei tempi" ci dicono che stiamo vivendo negli ultimi giorni di questo mondo. Come cristiani aspettiamo l'intervento del regno di Dio. Il millennio menzionato nell'Apocalisse è l'epoca di restauro per un paradiso senza fine e la Bibbia parla di "Nuovi cieli e Nuova Terra". Le alternative umane sono poco promettenti».

Alcuni considerano la Bibbia come un'insieme di varie fonti intrise di errori da non prendere alla lettera.
«Come filologo so discernere bene tra i diversi livelli di critica di un testo antico. La critica testuale segue metodi rigidi che hanno prodotto risultati di grande valore. Diversa è la critica letteraria un'analisi che parte da presupposte incongruenze testuali su cui si potrebbe discutere a lungo. E' una critica che ha proposto tante ipotesi speculative che hanno portato alla perdita della fede prima nei paesi protestanti, poi anche in quelli cattolici. Noi non siamo fondamentalisti e crediamo fermamente che Dio abbia conservato nel testo Sacro tutte le cose davvero essenziali per una vita cristiana e per la salvezza. Prendiamo a cuore le parole apostoliche "la lettera uccide, lo spirito vivifica"».

Perché non si parla mai dei Testimoni di Geova a proposito di ecumenismo?
«Il fatto è che i testimoni di Geova, come molti altri, vedono i problemi dell'ecumenismo organizzato. preferiscono perciò praticare l'ecumenismo a livello personale, cercando il dialogo con ogni persona, manifestando la massima imparzialità, senza pregiudizi in quanto a religione, razza, nazionalità, status sociale».

Perché uno dovrebbe rivolgersi proprio ai Testimoni per ottenere risposta alle domande esistenziali?
«Il vero cristianesimo si deve manifestare nella condotta e nelle opere quotidiane e nel sostenere la verità insegnata da Gesù. Chi altri se non i Testimoni insegnano e praticano ogni giorno proprio quel cristianesimo primitivo che le numerose chiese e comunità minoritarie hanno abbandonato in un modo o nell'altro? Si pensi solo alla nostra ferma convinzione di non-violenza e neutralità in tutti i conflitti politici e militari in tutto il mondo, compreso il nostro coraggioso no rivolto alle terribili dittature. E' una credenziale non da poco, non crede?».


(Foto in basso: pagina originale dell'articolo)




fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul quotidiano "Libero", in data 1 Luglio 2007, da parte del giornalista Steno Sari, rubrica Inchiesta/Le religioni, consultabile parzialmente sul sito Libero (http://www.libero-news.it)