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I medici offrono nuove alternative alle trasfusioni di sangue



Il successo ottenuto in un intervento dove si è ricorsi alla somministrazione di una frazione del sangue su una 14enne Testimone di Geova, potrebbe offrire nuove soluzioni per i pazienti che si oppongono alle trasfusioni di sangue per motivi religiosi o personali.

"Questo è il primo caso per quanto riguarda la somministrazione di una soluzione di emoglobina in un paziente giovane, sofferente di una grave forma di anemia e di una malattia al sistema immunitario", spiega il dott. Brian Kavanagh, professore di medicina all'università di Toronto e facente parte lo staff medico in un ospedale specializzato nella cura di queste patologie ai bambini che ne soffrono. Il paziente ha sofferto di trompocitopenia, malattia che attacca le piastrine del corpo. Le piastrine sono uno dei componenti del sangue e servono a favorire la formazione dei grumi di sangue. Nel caso però che il livello delle piastrine sia molto basso, lesioni non gravi o piccoli trauma possono diventare molto seri poiché il paziente potrebbe continuare a sanguinare.

Kavanagh ed altri suoi colleghi, i dottori Johann Hitzler e Natalie Anton, hanno curato l'anno scorso la paziente dopo che era stata ricoverata in una sala di emergenza a causa di una perdita di sangue dal naso che non smetteva in quanto al flusso. Anziché somministrare una trasfusione di sangue, hanno usato una soluzione creata biochimicamente contenente emoglobina ma non le cellule intere di globuli rossi. La soluzione era stata usata in passato su adulti ma mai su un bambino in questo genere di situazioni, come spiegato da Kavanagh.

Mentre necessitano maggiori studi al riguardo sui pazienti in età adolescenziale ed infantile, Kavanagh spiega che l'utilizzo di emoglobina in quanto solo frazione del sangue, e non sangue intero, è una valida alternativa per i Testimoni di Geova. "La maggior parte delle alternative usate per l'aumento della massa circolante di sangue consistono in genere in liquidi, plasma ed altri tipi di liquidi che aumentano il volume del sangue ma a volte non forniscono la giusta quantità di ossigeno di cui si ha bisogno. Questa soluzione invece fornisce esattamente la stessa quantità di ossigeno che normalmente trasportano le cellule di sangue. Questo è il nodo della questione. A questo punto, solo uno studio attento ed accurato potrà determinare quali sono i reali rischi o benefici di queste alternative".

Kavanagh ed i suoi colleghi hanno segnalato questo caso in un'edizione da poco pubblicata sul British Journal of Haematology (Giornale Britannico dell'Ematologia).



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