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Condanna della presidente dell’UNADFI



Comunicato

Condanna della presidente dell’UNADFI


Il 19 luglio 2007



Mercoledì 18 luglio, la Sig.ra Catherine Picard, presidente dell’UNADFI e componente del MIVILUDES, è stata condannata dalla Corte d’Appello di Rouen per aver diffamato i Testimoni di Geova.

I fatti risalgono all’ottobre del 2005. In un’intervista al giornale La Dépêche, la Sig.ra Picard ha paragonato i Testimoni di Geova ad un "movimento mafioso". Li ha accusati di "imbroglio sulle donazioni e sulla legge". Ha inoltre affermato che i componenti della sede dei Testimoni di Geova di Louviers "hanno svolto lavoro mascherato" e non hanno pagato gli oneri sociali.

La Corte d’Appello rileva che "con tali parole, le quali gettano un sospetto ed il discredito sul movimento dei Testimoni di Geova, (...) ha messo in pericolo l’onore e la considerazione delle associazioni locali verso il culto dei Testimoni di Geova, il quale beneficia dello statuto di associazione di culto, e nei loro confronti riveste un carattere diffamatorio".

La sentenza aggiunge che la Sig.ra Catherine Picard, "in maniera spropositata e con un’esposizione tendenziosa, ha gettato il discredito sui Testimoni di Geova e, così facendo, ha usato parole eccessive, oltrepassando i limiti accettabili della libera opinione ed esclusivi di qualsiasi buona fede".

La Corte d’Appello sottolinea che la Sig.ra Picard, in veste di specialista delle sette e coautrice della legge About-Picard, "era una persona perfettamente informata sul funzionamento del movimento dei Testimoni di Geova, e non ignorava lo status cultuale delle associazioni utilizzate da questi ultimi".

Pertanto, le dichiarazioni menzognere dei rappresentanti delle lobby contro le sette sono nuovamente condannate.

I Testimoni di Geova notano con soddisfazione che la giustizia ha difeso l’onore e la reputazione della loro religione.



{Sunto della sentenza a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova.net}

La Corte d’Appello di Rouen rovescia la sentenza del Tribunale di Evreux, stabilita il 26 ottobre 2006. Tra le varie accuse mosse dalla Sig.ra Picard, il fatto che “250 persone” all’interno della Betel francese “svolgevano un lavoro mascherato”, di cui non pagavano gli “oneri sociali”. La Corte riconosce il ‘pregiudizio morale’ e le ‘dichiarazioni diffamatorie’ espresse dalla Sig.ra Picard, ritenendo fondate le richieste di risarcimento. La Corte fissa la somma di 1500 euro come risarcimento del ‘pregiudizio morale’ subito dall’Associazione dei Testimoni di Geova in Francia (a nome dei beteliti) e di 750 euro per ogni associazione locale (in totale 7 associazioni: Bernay, Gallon, Evreux, Neubourg, Louviers, Verneuil-sur-Avre, Vernon). In base all’articolo 475-1 del Codice di Procedura Penale francese viene inoltre assegnata una somma di 800 euro all’Associazione dei Testimoni di Geova in Francia e di 300 euro ad ogni singola associazione locale a titolo delle spese legali dovute.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito ufficiale dei Testimoni di Geova in Francia, in data 19 luglio 2007 (www.temoinsdejehovah.org)

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net