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Marco ed i Testimoni di Geova, una storia di disagio e speranza

Un giovane casertano dedito all'uso di sostanze stupefacenti viene riaccolto nella congrega: ecco la sua storia

© Estrazione e rielaborazione grafica a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net



Un giovane 20enne di Caserta cade vittima della droga e dell'alcolismo da cui non vuole e non riesce a liberarsi. Così viene espulso dalla congregazione dei Testimoni di Geova di cui faceva parte. Ma i pastori della sua ex congregazione non lo abbandonano e di tanto in tanto lo vanno a trovare per aiutarlo a liberarsi dai suoi vizi. Infine il giovane accoglie l'aiuto, si riavvicina alla sua fede e trova la forza per uscire dal tunnel della droga e dall'alcolismo. Ha chiuso completamente con il suo passato. Il "figlio prodigo" protagonista di questa storia a lieto fine è uno degli ex testimoni di Geova che chiedono di rientrare e che vengono accolti dai loro ex fratelli come se non fosse accaduto nulla. Secondo una stima, ogni anno il 40% dei Testimoni di Geova che vengono espulsi, o che si allontanano volontariamente, poi chiedono di ritornare.

Marco, come è caduto vittima della droga e dell'alcol?
"Ho iniziato a frequentare compagnie poco raccomandabili, che presto mi hanno condotto a fare uso di stupefacenti e a condurre una vita sregolata, ai margini della società. Questi vizi oramai erano divenuti una costante del mio modo di vivere. Avevo una doppia personalità, una doppia vita. Per mettere a tacere la mia coscienza andavo sempre più agli estremi, con gravi conseguenze per la mia salute, che ancora oggi mi ritrovo a pagare. I miei genitori, anch'essi testimoni di Geova, e i pastori della mia congregazione cercarono di aiutarmi a liberarmi da quelle abitudini errate, ma non volevo, ero intenzionato a continuare per quella via, che ora riconosco malsana e dannosa. Così alla fine fui espulso dalla congregazione dei Testimoni di Geova a motivo della mia condotta scandalosa".

Come si sentiva in quel periodo?
"Non ero affatto contento di me stesso. Ero attratto da una vita cosiddetta "libera", cioè da ogni freno morale, volevo prendere tutto quello che mi si offriva come divertimento ed emozioni; ma col tempo mi accorsi di non raccogliere altro che delusioni e ansie. In quei momenti iniziai a rimpiangere la protezione, l'affetto e le amicizie sincere di cui godevo nella congregazione dei Testimoni di Geova a cui avevo voltato le spalle con la mia condotta. Il mio stile di vita non aveva un scopo e questo mi portò ad uno stato di profonda crisi emotiva, fino alla depressione. Avevo un'opinione pessimistica di me, avevo perso ormai ogni fiducia di me stesso. Ma prima di prendere qualsiasi decisione su come risolvere il mio malessere interiore cominciai a pregare Dio".

E' stato facile cambiare vita?
"Fu molto difficile scrollarmi di dosso tutto il peso emotivo degli errori commessi. Mentre cercavo di pregare, mi fermavo e piangevo credendo che Dio non mi avrebbe mai ascoltato per tutte le cose orribili che avevano caratterizzato la mia vita. Ma mi sono state di grande aiuto le visite pastorali degli "anziani" dei Testimoni di Geova, che mi incoraggiavano a tornare a Dio nonostante i tanti errori commessi. Mi lesserò un passo della Bibbia che ricordo in maniera particolare e che mi colpì tanto, cioè Isaia 1:18 che dice: "Venite, ora, e mettiamo le cose a posto fra noi", dice Geova Dio. "Benché i vostri peccati siano come lo scarlatto, saranno resi bianchi proprio come la neve; benché siano rossi come il panno cremisi, diverranno pure come la lana".

Come è riuscito infine a liberarsi dei suoi vizi?
"Non fu facile, ma mi resi conto che se volevo abbandonare quello stile di vita discutibile dovevo cambiare il tipo di persone che frequentavo; così mi allontanai dagli ambienti che frequentavo abitualmente, e iniziai di nuovo a partecipare alle riunioni dei testimoni di Geova e a studiare la Bibbia. La mia fede si ravvivò, e acquistai la forza morale necessaria per liberarmi dai vizi che avevo. Ho riacquistato uno scopo nella vita e una speranza. Ora lavoro con le mie mani, ho di nuovo una famiglia e non devo vergognarmi più di quello che combino, ma posso camminare a testa alta perché ho riacquistato quella fiducia e quel rispetto di me stesso e degli altri che ormai avevo perso?"



(Foto in basso: articolo originale)




fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul quotidiano Il Giornale di Caserta, in data 25 Agosto 2007, a pag. 5 nella sezione Caserta - rubrica Politica, Attualità.

© Estrazione e rielaborazione grafica a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net