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Quando la religione fa progredire la scienza



Il tenace rifiuto dei Testimoni di Geova di ricevere le trasfusioni obbliga i medici a sviluppare nuove metodiche. Queste metodiche, in cambio, sono di beneficio a tutti, poco importa la religione di appartenenza.

"Molti medici si rifiutano di curare i Testimoni di Geova. Io, piuttosto, la vedo un’opportunità per migliorare la nostra esperienza. Operare senza trasfusione è come fare il trapezio senza la rete: è necessario essere molto più prudenti", spiega il Dr. Nicolas Jabbour, che dirige attualmente l’Istituto del trapianto presso l'Integris Baptist Medical Center, a Oklahoma City.

Sei anni fa, la Southern California University lanciava un programma di trapianti del fegato senza trasfusione. Inizialmente destinato ai Testimoni di Geova, il programma ha avuto dei risultati così positivi che è stato allargato a tutti i pazienti, come rivelano il Dr. Jabbour ed i suoi colleghi nell’edizione del 18 settembre della rivista medica Archives of Surgery.

Egli fa notare inoltre che, durante un trapianto di fegato, i pazienti generalmente perdono molto sangue e richiedono numerose trasfusioni. Tuttavia, i pazienti che perdono molto sangue hanno meno chance di sopravvivenza.

Per ridurre il ricorso alle trasfusioni, i pazienti cominciano a costituirsi delle "riserve" di globuli rossi assumendo ferro ed EPO (eritropoietina, l’ormone dopante negli sport di resistenza) molte settimane prima della loro operazione. Ciò permette un miglior margine di manovra ai medici in caso di emorragia.

In seguito, durante il trapianto stesso, due tecniche permettono di evitare il ricorso ai prodotti del sangue. I medici possono diluire il sangue del paziente con un altro liquido, cosa che permette di mantenere la pressione e la circolazione nel corpo. Possono anche reimmettere nuovamente, una volta filtrato, il sangue perso dal paziente.

"Sono tecniche semplici, ma ancora poco utilizzate", spiega il Dr. Jabbour.

Sono giudicate accettabili dai Testimoni di Geova, i quali rifiutano di ricevere il sangue altrui o di conservare il proprio sangue in previsione di un’operazione.

Nondimeno, questa chirurgia senza trasfusione permette non solo di ridurre i rischi legati alle trasfusioni (reazione del sistema immunitario, trasmissione di malattie), ma riduce pure la domanda presso le banche del sangue, come sottolinea il Dr. Jabbour ed i suoi colleghi nel loro studio.

Come dimostra questo caso, scienza e religione talvolta vanno perfettamente d’accordo!


Raphaëlle Derome



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito Top Info - l'essentiel de l'actualité, in data 23 Luglio 2007, da parte del giornalista Raphaëlle Derome , rubrica Actualité Internationale (www.topchretien.com/topinfo)


© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net