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La sacralità dell'essere umano secondo i Testimoni di Geova



Incontro Antonio Della Gatta nella Maremma toscana. In un paese incantevole dirige un frantoio che con il passare degli anni si è collocato tra i leader del settore olivicolo. Non è questo però il motivo dell'intervista bensì la sua esperienza che lo ha portato da sacerdote cattolico a convertirsi ai Testimoni di Geova fino a diventare "anziano" nella loro fede religiosa. Dopo il liceo classico viene ordinato sacerdote nel 1969, e frequenta corsi di filosofia presso la Pontificià Universalità Angelicum, corsi di teologia presso la Pontificia Università Antonianum, diventando rettore di un seminario in provincia di Napoli. Risponde alle mie domande con dolcezza, senza polemica nei confronti della sua passata religione. "Durante i primi mesi della mia conversione non fu facile superare l'incomprensione da parte di parenti, amici e conoscenti. Traevo forza dal pensiero di aver fatto una scelta giusta. L'essermi associato con persone studiose della Bibbia, in coscienza, non riuscivo a considerarlo un'errore. Ora il ricordo del mio passato clericale è sempre più lontano".

Come si è trovato un sacerdote che da celibe si è fatto una famiglia?
"Mi sono sposato dopo aver verificato che la dottrina del celibato non ha alcun sostegno biblico, ed è anche per questo che diversi miei "ex-colleghi" la contestano. I valori della famiglia sono posti al massimo rilievo tra i Testimoni di Geova. Non è vero che disgreghino le famiglie, è il contrario. Spesso legami sull'orlo del fallimento vengono rinsaldati grazie al fatto che anche un solo dei coniugi aderisce alla nostra fede".

Siete accusati di avere il "monopolio della verità".
"Ogni religione, in particolare le monoteiste come il cristianesimo, ritiene di avere un fondamento inalienabile di verità. Se non fosse così la sua stessa esistenza non avrebbe senso. Esser fermi nel credere nella verità della propria fede non significa essere intolleranti o fondamentalisti. Dio ha dato all'uomo il libero arbitrio rendendolo responsabile delle sue scelte".

Perché fate proselitismo?
"Oggi il termine proselitismo ha assunto una connotazione negativa. Alcune religioni con un forte radicamento etnico considerano aggressivo qualsiasi confronto con un'altra fede che non appartenga alla tradizione di un certo paese, il problema sta nel fatto che i fedeli di quella religione non sono stati messi in grado di capire e difendere la propria fede. E' purtroppo l'ignoranza religiosa che fa apparire "aggressivo" qualunque tentativo di intavolare una discussione.

Il tema della vostra attività di evangelizzazione è la fine del mondo, disattesa più volte.
"Prima di tutto, con "fine del mondo" le sacre scritture intendono la fine della malvagità e non della terra, l'adempimento della parola di Gesù secondo cui deve "venire il Regno di Dio". Riteniamo che gli avvenimenti burrascosi che vediamo intorno a noi indichino che il nostro è un tempo particolare, il "tempo della fine" "segnato" da Cristo. La fervida attesa può aver fatto aspettare cose in tempi che si sono rivelati non corrispondenti a quelli indicati da Gesù. Comunque, i Testimoni non agitano davanti alla gente lo spauracchio della fine perché si converano".

Molto controverso è il rifiuto delle emotrasfusioni.
"Secondo la Bibbia, Dio considera sacro il sangue di qualsiasi specie, sia animale che umano. Impiegarlo in maniera impropria significa profanare una cosa sacra. La questione richiede un approccio triplice: religioso, medico-sanitario, ed etico-giudiziario. Una questione molto complessa che, va detto, molto spesso non viene affrontata con la ragionevolezza e la serenità di giudizio necessaria in casi molto delicati. Si preferisce far ricorso a un approccio emotivo, che può colpire l'opinione pubblica, ma che rende ben poca giustizia alla questione etico-sanitarie in gioco".



(Foto in basso: articolo originale)





Questo articolo è stato pubblicato sul quotidiano Libero, in data 20 ottobre 2007, da parte del giornalista Steno Sari, rubrica Italia, sezione Le religioni, pagina 16. Consultabile on-line sul sito libero-news.dnsalias.com

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