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Testimoni di Geova: La città di Lione condannata

La città di Lione dovrà versare 800 euro all'associazione dei Testimoni di Geova e mettere una sala comunale a loro disposizione.

E' un verdetto che rischia di fare la storia. Per la prima volta a Lione, un giudice del rito abbreviato ha deciso, ieri, d'imporre al comune di Lione la messa a disposizione dell'associazione locale per il culto dei Testimoni di Geova di Lyon Lafayette, la sala Victor Hugo, per il 2 aprile. Il magistrato ha condannato la città di Lyon anche a versare 800 euro all'associazione.

Il giudice obbliga il comune a mettere a disposizione la sala Victor Hugo a disposizione dell'associazione



E' un verdetto che rischia di fare la storia. Per la prima volta a Lione, un giudice del rito abbreviato [confermato dalla successiva sentenza del Consiglio di Stato, n.d.r.] ha deciso, ieri, d'imporre alla città di Lyon la messa a disposizione dell'associazione locale per il culto dei Testimoni di Geova di Lyon Lafayette, la sala Victor Hugo, "per il 2 aprile dalle ora 18:30 alle ore 22:30 e, nel caso in cui questa sala fosse indisponibile in tale data, un'altra sala comunale dalle caratteristiche simili. Il magistrato ha condannato la città di Lione anche a versare 800 euro all'associazione. Epilogo giudiziario di un braccio di ferro tra i Testimoni di Geova e il comune. Infatti, questa associazione desiderava affittare una sala per una celebrazione religiosa.

Per i Testimoni di Geova, si tratta, in realtà, di una semplice discriminazione.


Rifiuto della città, con il pretesto che si trattava di una sovvenzione travestita, cosa vietata dalla legge dal 1905 (nostra edizione di ieri). Per i Testimoni di Geova, si tratta, in realtà, di una semplice discriminazione perché il comune ha prestato già delle sale ad altre religioni.

Una decisione motivata.

Giovedì, un'udienza si è tenuta davanti al tribunale amministrativo di Lione dove ciascuna delle parti ha espresso la sua analisi. E ieri mattina, il giudice Bézard ha reso nota la sua decisione motivandola. Ha stimato che "la riunione prevista dall'associazione a per obiettivo la Commemorazione, un evento previsto in una data precisa determinata nel suo calendario liturgico; è per questa ragione che essi si sono curati di formulare la loro richiesta in anticipo di circa sei mesi; ma rimanendo in silenzio e notificandogli, seguito dalla sua domanda di motivazione, una decisione espressa di rigetto il 23 febbraio 2007 in un tempo particolarmente lungo dalla sua domanda iniziale, il sindaco di Lione l'ha posta in una situazione che rende inaccettabile la ricerca di un'accettabile soluzione alternativa. Il comune si è anche sollevato per la città: "Se la città di Lione sostiene che il prezzo del locale applicato per l'affitto delle sue sale potrebbero essere considerati come una sovvenzione diretta o indiretta all'esercizio di un culto proibito dalla legge del 9 dicembre 1905, esso non dimostra che il prezzo di affitto chiesto non abbia rapporto con la qualità delle prestazioni fornite nel confronto del mercato locale degli affitti delle sale". Abbiamo contattato, ieri, l'avvocato della città di Lione il quale ha preferito non rilasciare nessun dichiarazione su questo verdetto.
In quanto al prof. Philippe Goni, avvocato dei testimoni di Geova, si è rallegrato per questa decisione. "Il diritto è stato infine rispettato" ha dichiarato, ieri, l'avvocato parigino.


Jean-Didier Derhy
jdderhy@leprogres.fr




(Foto in basso: articolo originale)





Questo articolo è stato pubblicato sul quotidiano francese "Le Progrès", in data 17/3/2007 a pag. 11, da parte del giornalista Jean-Didier Derhy e consultabile on-line a pagamento (http://www.leprogres.fr)

© Traduzione e rielaborazione grafica a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net