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La storia di due testimoni di Geova, un friuliano e un pugliese.

Campi Di Sterminio: Quegli Orrori Che Non Finiscono Mai

Da Marco Spelozzo, riceviamo e pubblichiamo la storia di due Testimoni di Geova, uno friulano e l'altro di Cerignola, deportati nei campi di sterminio nazisti. Tale divulgazione rientra nell'ambito di una campagna di informazione inerente le persecuzioni subite dai Testimoni di Geova in epoca nazista. Due storie come tante, ma sempre molto sconvolgenti, che testimoniano l'orrore dei lager ad un mese esatto dalla giornata delle memoria che si celebra il 27 gennaio di ogni anno.

Narciso Riet - scrive Spelozzo - nacque nel 1908 in Germania nella regione della Ruhr, dove crebbe. Figlio di emigranti friulani, conservò la nazionalità italiana. Durante la seconda guerra mondiale, collaborò attivamente per organizzare e coordinare l’opera clandestina dei testimoni di Geova in vari territori sotto il dominio nazifascista, percorrendo oltre all’Italia anche Germania, Austria e Cecoslovacchia. Attraversava il confine italo-austriaco con articoli microfilmati della Torre di Guardia, periodico biblico dei testimoni di Geova, che poi venivano battuti a macchina e ciclostilati per la diffusione tra i fedeli. Rifugiatosi in Italia nel 1943 per sfuggire all’arresto, dalla sua abitazione di Cernobbio si adoperò con altri Testimoni per fornire pubblicazioni bibliche ai Testimoni dell’Italia centro-settentrionale. Scoperto e arrestato dalla Gestapo, fu ricondotto in Germania dove fu detenuto in vari luoghi. Venne processato per le sue attività in 'violazione delle leggi sulla sicurezza nazionale', riconosciuto colpevole per avere avuto una 'posizione importante nell’organizzazione internazionale degli studenti biblici' (cosi' si legge nella sentenza della Corte popolare di giustizia, III Senato, ora negli Archivi Federali di Berlino) e condannato a morte il 23 novembre 1944. Altri testimoni di Geova internati riferirono dopo la fine della guerra di averlo incontrato nel carcere berlinese di Plötzensee, da dove passò poi al braccio della morte del carcere di Brandeburgo. Secondo le testimonianze raccolte, alla fine del 1944 o all’inizio del 1945, fu tra i 90 prigionieri trasportati a Gardelegen (distretto di Magdeburgo) per essere fucilati. Da quel momento si perde ogni traccia di Narciso Riet. Il Comune di Cernobbio ha dedicato una targa a Narciso Riet, che è stata posta nel ‘Luogo della Memoria’, accanto ad altre targhe.

Salvatore Doria era un Testimone di Cerignola. Prima di unirsi ai Testimoni a 17 anni, aveva fatto parte di una chiesa valdese della zona. Pur vivendo in una parte del paese in cui poteva avere contatti solo sporadici con altri testimoni di Geova, Doria si distinse per la sua attività di evangelizzatore, in seguito alla quale alcuni parenti, amici o ex correligionari divennero testimoni di Geova. Salvatore Doria fu arrestato e condannato nel 1940 a 11 anni di reclusione dal Tribunale Speciale fascista. Mentre era detenuto nel carcere di Sulmona, fu deportato in Germania, prima a Dachau e poi nel campo di Mauthausen, da dove fu liberato nel 1945 all’arrivo degli americani. La sua salute, soprattutto psichica, fu gravemente compromessa dalla terribile esperienza dei campi. Morì nel 1951, a soli 43 anni.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito Newsbox.mobi, in data 27 Dicembre 2007, rubrica News (http://web.newsbox.mobi)