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Comunicato dell'Associazione Cultuale "I Testimoni di Geova della Francia"



In un contesto globalmente denigratorio nei confronti dei testimoni di Geova, i mass media di tanto in tanto si fanno portavoce di accuse su attenzioni sessuali verso minori che alcuni testimoni di Geova avrebbero commesso, o che sarebbero passate sotto silenzio. Accuse gravi vengono così lanciate pubblicamente. Esse gettano discredito sull'intera comunità di credenti.

Sensibile all'angoscia delle vittime, l'Associazione Cultuale "I Testimoni di Geova della Francia" intende ricordare il modo in cui considera le aggressioni sessuali su minori e le azioni di prevenzione condotte in questo settore da diversi decenni.

Desideriamo anche sottolineare come, nel corso del tempo e di evoluzioni sociali e legislative, la questione della denuncia di questi atti riprovevoli sia stata regolata in vista del rispetto delle vittime. Queste rimangono ferite e straziate, fisicamente e psichicamente, spesso per lungo tempo. Le loro sofferenze devono essere esaminate. Chiedono ascolto e compassione.


1. Una condanna senza ambiguità dei danni sul minore, riflesso di un costante impegno nel campo della prevenzione.

Abbiamo sempre condannato vigorosamente qualsiasi tipo di danni recati su un minore. Un esame delle nostre pubblicazioni, in gran parte diffuse presso i fedeli ed il pubblico, rivela che favoriamo allo stesso tempo la prevenzione e l'aiuto alle vittime.

Da molte decine di anni, e molto prima che ciò divenisse un problema sociale e ne focalizzasse l'attenzione dei mass media, le nostre riviste religiose hanno presentato la pedofilia e l'incesto come gravi deviazioni ed un pericolo del quale genitori e bambini devono essere informati. È per questo che tali atti rimangono rari nelle famiglie di testimoni. Quando purtroppo si verificano, l'interesse del bambino prevale su qualsiasi altra considerazione.


2. Una volontà di denuncia in sintonia con il progresso della società

L'idea secondo cui i testimoni di Geova dissimulerebbero scaltramente alle autorità atti di aggressioni sessuali commessi sui bambini è assurda ed inaccettabile. Tale dissimulazione andrebbe contro la morale cristiana[a].

La nostra linea di condotta su questa questione penosa è chiara. Infatti, le Sacre Scritture raccomandano espressamente "di onorare il re", cioè di rispettare le autorità e le disposizioni statali e giudiziarie (Prima lettera di Pietro 2:17; Lettera di Paolo ai Romani 13:4). Pertanto, non vediamo alcuna obiezione affinché fatti di questa natura siano segnalati alle autorità e gli autori puniti conseguentemente.

Le nostre riviste religiose hanno sottolineato varie volte la necessità di proteggere il bambino rivelandone i fatti.

· Il numero dell'8 aprile 1997 di Svegliatevi!, pagina 14, dichiarava riguardo ai genitori:
    "Non limitatevi a mettere in guardia i bambini contro gli estranei che si interessano insolitamente di loro?. Si dovrebbe anche dire ai bambini di stare attenti a qualsiasi persona - anche conosciuta - che faccia loro proposte sconvenienti, e si dovrebbero esortare a riferirlo alle autorità."


· Nel suo numero del 1° gennaio 1997 a pag. 28, la Torre di Guardia precisava:
    "Anche se le leggi variano secondo i paesi, l'aggressore incorrerà certamente in una sanzione penale, ad esempio sotto forma di reclusione, la congregazione non cercherà di sottrarla.


· Già il numero di Svegliatevi! del 22 aprile 1985, pagina 8, raccomandava:
    "Tuttavia, se viene scoperto che il bambino è stato vittima di violenza sessuale ? specie se si tratta di incesto,? si devono fare immediatamente due cose: in primo luogo, il bambino in questione, ma anche gli altri figli, devono essere protetti da ulteriori molestie. Questo è necessario, a qualsiasi costo. In molti casi si dovrà affrontare la persona accusata di molestia. Ma qualunque cosa sia necessaria, è importante che il bambino (o la bambina) si senta sicuro che il colpevole non potrà più approfittare di lui (o di lei). In secondo luogo, il bambino ha bisogno di tanto amore e di tanto appoggio morale. I genitori devono far capire molto chiaramente alla piccola vittima che non è colpa sua. Il reato e qualsiasi cosa accada come conseguenza d?'esso - perfino se uno stretto parente finisce in prigione - non sono da attribuire al bambino.


Fino alla riforma del codice penale avvenuta nel 1994, i ministri del culto Testimoni di Geova lasciavano alla famiglia della vittima l'iniziativa di avvertire le autorità, ed eventualmente potevano farlo loro stessi.

Prima di questa riforma, l'opinione pubblica non era sensibilizzata alla questione come lo è oggi. La presa di coscienza del problema delle aggressioni di bambini si è fortemente evoluta negli anni '90. Problemi di pedofilia in gran parte resi pubblici, come il caso Dutroux in Belgio, hanno suscitato una forte emozione nell'opinione pubblica. Educatori, insegnanti e religiosi sono stati tirati in causa per atti di pedofilia. Inoltre, il segreto confessionale di cui beneficiano i ministri religiosi è stato in gran parte contestato. Si è allora prodotta una presa di coscienza sulla necessità imperiosa di proteggere maggiormente i bambini. Tutte le istituzioni hanno compreso l'importanza di adottare misure concrete in armonia con la nuova legislazione.

Questa stessa riflessione è stata condotta nell'ambito della confessione dei testimoni di Geova e li ha condotti a creare, fin dal 1994, un Ufficio per gli affari religiosi. La sua missione generale è di portare un'assistenza ai ministri del culto nelle questioni di disciplina religiosa. Dalla sua creazione, i ministri di culto della nostra confessione rivelano sistematicamente alle autorità i fatti d'aggressione che non sarebbero stati fatti da parte della vittima o da parte dei suoi parenti. La linea di condotta raccomandata ai ministri del culto è la seguente. Se l'autore delle aggressioni è conosciuto, lo inducono a autodenunciarsi. Nello stesso tempo, invitano i genitori o la vittima a portare reclamo. In caso contrario, effettuano essi stessi una descrizione presso le autorità.


3. Una disciplina religiosa che non interferisce sull'intervento giudiziario

In una comunità di fedeli, quando un caso d'aggressione sessuale sul minore è portato all'attenzione dei ministri di culto, viene costituito un comitato di disciplina religiosa. L'esistenza di tali comitati è similare a quelli di altre istanze religiose, quali i tribunali ecclesiastici nella Chiesa cattolica o il Beth Dîn nella religione israelita.

Il comitato di disciplina religiosa non si sostituisce in alcun modo alla giustizia dei tribunali, tanto più non dissimula gli atti condannabili dal punto di vista penale.

È costituito in modo specifico e si compone di tre ministri di culto dell'assemblea di fedeli. Oltre a sostenere moralmente la vittima e la sua famiglia, il comitato di disciplina religiosa pronuncia nei confronti dell'aggressore una misura di disciplina religiosa che può andare fino alla scomunica. Ma la sua decisione non si sostituisce né interferisce con le azioni giudiziarie che sono intentate contro l'autore dei fatti. Non si tratta mai di una giustizia parallela. Speriamo che queste spiegazioni permettano di dissipare ogni messa in causa ingiustificata dei testimoni di Geova su tali questioni penose.


Il presidente
Jean-Marie Bockaert






__________________


Note:

a - Vedere in allegato l'elenco degli articoli pubblicati sulla questione da oltre 30 anni.

b - Vedere Il segreto ed i testimoni di Geova, nel Il segreto nelle religioni, rivista di diritto canonico, vol. 52/2, p. 247-258, Strasburgo, 2002. Anche, Corte d'Appello di Versailles, camera dell'istruzione, 11 gennaio 2006, n° 20/06.

c - Se occorresse sottolineare la contemporaneità, o la anteriorità delle disposizioni adottate dai testimoni di Geova, si ricorderà che è nell'agosto 1997 che l'Istruzione nazionale ha precisato il modo di trattare questi affari penosi (Circolare n° 97-175 del 26 agosto 1997, Fuori-serie, Istruzione riguardando le violenze sessuali, B.O. n° 5 del 4 settembre 1997). Nel 1998, il legislatore ha aggiunto i danni sessuali inflitti ad un minore di quindici anni nelle disposizioni del codice penale relative alle omissioni di denunzia (legge n° 98-468 del 17 giugno 1998, articolo 434-3 del codice penale). Così, in Francia, le raccomandazioni trasmesse ai ministri di culto Testimoni di Geova sono contemporanee di quelle approvate da istituzioni statali.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito ufficiale dei Testimoni di Geova in Francia, Témoins de Jéhovah de France, in data 18 gennaio 2008 (http://temoinsdejehovah.org)

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net