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Giorno della memoria: la storia dei testimoni di Geova



In occasione del Giorno della Memoria Renato calcagno, rappresentante dei testimoni di Geova di Imperia, invia una nota storica di quello che fu il loro travaglio durante il nazismo. "Così i testimoni di Geova erano riconoscibili nei campi di concentramento nazisti dove ne vennero internati 9.000 e ne morirono 2.500. L’unica organizzazione religiosa a finire nel mirino di Hitler fin dal 1933".

"La Storia indica quanto sia importante 'afferrare il punto'! Può fare la differenza tra il successo e l’insuccesso, tra la felicità e il dolore, addirittura fra la vita e la morte. Il 27 gennaio l’Italia celebra 'il Giorno della memoria' riconoscendo giuridicamente il dovere di non dimenticare i dieci anni più abbietti della storia contemporanea europea, in ricordo non solo delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani ed europei nei campi nazisti, ma anche di altri gruppi come i testimoni di Geova che rifiutandosi di imbracciare le armi, di lavorare per l’industria bellica, di idolatrare il Fuhrer furono avviati nei “centri di rieducazione nazista”.

"Dei circa 10 mila Testimoni vittime dirette del nazionalsocialismo e del fascismo almeno 120 erano italiani, due di essi morirono per le atrocità. Ma perché questo accanimento, da parte dei nazisti, nei confronti di un gruppo relativamente piccolo, come erano i Testimoni di Geova? La storica inglese Christine Elisabeth King ritiene che il tentativo di annientarli dipendesse dal fatto che 'per i nazisti, i Testimoni incarnavano tutto ciò che essi odiavano: il movimento era internazionale, influenzato dall’ebraismo attraverso l’utilizzazione dell’Antico Testamento. Veniva inoltre considerato marxista. Tra tutte le religioni esistenti era la meno politicizzata e quindi la più pericolosa. Il loro precetto riguardante il servizio militare non poteva essere tollerato, non tanto a causa del pericolo che rappresentava dal punto di vista pratico, quanto per l’attacco ideologico al partito nazionalsocialista che esso comportava'.

"In più, attraverso le loro riviste, i Testimoni di Geova, fin dal 1933, denunciarono i sistemi spionistici nazisti, la creazione dei campi di concentramento, le persecuzioni, il silenzio dei tedeschi di fronte a quanto stava accadendo nel paese. Si legge sulla rivista Consolation del 1939: 'Come si può rimanere in silenzio di fronte agli orrori di un paese come la Germania in cui 40.000 persone innocenti vengono arrestate in un colpo solo; in cui 70 di loro sono state messe a morte in una sola notte in una sola prigione?'. Comprendere l’entità della 'Burocrazia dello sterminio nazista', legando la storia alla memoria attraverso testimonianze, è sostanziale per capire che non esistono 'giustificazioni di coscienza valide' per discriminare, ostacolare e colpire categorie di persone solo perché di etnia, ideologia e religione differente.
Sono passati più di sessanta anni dalla liberazione dai campi di concentramento. Non è mai tardi per ricordare uomini, donne e bambini i quali, se pur annichiliti, seppero conservare una propria dignità soffrendo ingiustamente a causa dell’ignoranza, dell’intolleranza e dell’insensibilità dei gerarchi e di chi non 'voleva capire il punto': nessuno può farci rinnegare quello a cui teniamo".



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito Sanremo News, in data 25 Gennaio 2008, rubrica Altre Notizie (www.sanremonews.it)