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Testimoni di Geova, il ricordo

giornata della memoria: riflessione sui 2.500 sterminati nei lager nazisti



Ricordati in questi giorni, in occasione del Giorno della Memoria, anche i testimoni di Geova scomparsi nei campi di sterminio nazisti. La comunità piacentina, in occasione di questa ricorrenza, ha ricordato l'olocausto dei deportati nei campi tedeschi.

Duemilacinquecento sono tate le vittime fra i testimoni di Geova durante il nazismo. «Non abbiamo fatto una cerimonia ufficiale per il Giorno della Memoria, tuttavia ne abbiamo a lungo parlato e ricordato fra noi», ci ha spiegato Daniele Muccio, responsabile dell'ufficio stampa dei testimoni di Geova di Piacenza e Parma. «Lo scopo è quello di ricordare un avvenimento purtroppo dimenticato dalla grande storia. Avevamo allestito anche a Piacenza una mostra qualche anno fa, perché non fosse dimenticato questo sacrificio ed abbiamo stampato opuscoli che si trovano in questi giorni nella nostra sede di via Arbotori».

Daniele Muccio ha ricordato che i testimoni di Geova in Germania, quando c'è stato l'avvento del nazismo nel 1933, sono stati i primi a denunciare i pericoli di questa dittatura. «Non voglio paragonare il sacrificio di sei milioni di ebrei a quello di 2.500 testimoni di Geova naturalmente - ha aggiunto Muccio - mi preme però ricordare anche queste vite che sono state spente e ricordare che i testimoni di Geova deportati dai nazisti nei campi di sterminio a differenza degli ebrei, avevano una possibilità di salvezza. Potevano cioè abiurare la loro religione ed evitare quindi di essere soppressi. Questa scelta non è stata concessa agli ebrei. Ugualmente 2.500 testimoni di Geova, pur di non abiurare la loro fede religiosa, si sono sacrificati».

La comunità dei testimoni di Geova a Piacenza è composta da cinquecento persone e al suo interno da piccole comunità di varie nazionalità: inglesi, spagnoli, albanesi, macedoni e russi.

er.ma.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito Libertà On Line, in data 28 gennaio 2008, rubrica Cultura (www.liberta.it)