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Geova, testimoni contro il male

Il giorno della memoria - Con i milioni di ebrei, nei lager di Hitler anche altre etnie e minoranze religiose

Così nazisti e fascisti perseguitarono e internarono i "Seguaci della Bibbia"



Una fotografia d'archivio che mostra una baracca femminile
del campo di concentramento di Auschwitz-Berkenau.


di Vito Antonio Leuzzi

La persecuzione nei confronti dei "Seguaci della Bibbia" o "Studenti biblici" (Bibelforscher), nomi con cui in genere si indicavano i Testimoni di Geova, iniziò del 1933 in Germania in coincidenza con la campagna di odio antisemita del nazismo. Con l'ascesa degli uomini di Hitler al potere furono arrestati oltre la metà dei 19.268 predicatori attivi che finirono nei campi di concentramento. Circa cinquemila furono le vittime della operazione di isolamento e violenta esclusione di questo gruppo religioso dalle comunità di appartenenza in tutta Europa.

Il tribunale di Norimberga considerò le "persecuzioni per motivi religiosi", crimini contro l'umanità e crimini di guerra in un paese occupato, e affermò che "le persecuzioni di tutte le sette pacifiste e dissidenti come quella dei testimoni di Geova e dei Pentecostali erano particolarmente accanite e crudeli".

Ai seguaci della Bibbia fu dunque riservato lo stesso trattamento dei perseguitati politici e degli oppositori del nazismo e del fascismo, considerando in particolare che la principale accusa nei loro confronti era quella dell'"opposizione e della guerra". Il nazismo non tollerava le scelte etiche e la scala dei valori dei Testimoni di Geova che obbedivano al precetto dell'apostolo Pietro: "Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini". Nel 1935 e nel 1936 la direzione delle Chiese protestanti condannò il razzismo nazista e le offese alla fede cristiana. La scure repressiva del nazismo si abbatté agli inizi del 1937, quando nella Slesia, Sassonia, Prussia furono pronunciate numerose condanne contro gli studenti biblici. In quell'anno fu aperto il campo di concentramento di Buchenwald deve furono internati centinaia di "seguaci della Bibbia".

Nel campo di concentramento femminile di Lichtenburg i Testimoni di Geova furono sottoposti ad un trattamento ancora più duro e si faceva di tutto per obbligarli a firmare la dichiarazione di rinuncia alla loro fede. La violenza nazista si scatenò negli anni seguenti anche per le loro posizioni irriducibili (si rifiutavano tra l'altro di lavorare nelle fabbriche di munizioni). Al pari degli oppositori politici furono sottoposti ad inaudite forme repressive. Gli uomini di Hitler (un fenomeno analogo si determinò anche nell'Italia di Mussolini) cercarono di negare ogni identità a questo gruppo religioso che predicava la pace e si rifiutava alle scelte del totalitarismo guerrafondaio del nazismo e del fascismo. Il campo di sterminio di Mauthausen rappresentò il luogo concentrazionario dove furono destinati un gran numero di Bibelforscher, contrassegnati con il triangolo color malta/viola, e di politici, contrassegnati con il triangolo rosso e con una lettera all'interno che precisava la nazionalità. Mentre gli ebrei politici portavano un triangolo rosso con sovrapposto un triangolo giallo.

In Italia sin dal 1929 l'Ovra, la polizia segreta del regime, si interessò delle "Sette religiose" o "Protestanti", diffuse al Sud, in Abruzzo, ma anche in provincia di Bari e di Foggia, soprattutto Cerignola, esercitando nei loro confronti una stretta sorveglianza (I Testimoni di Geova spesso venivano confusi con i pentecostali). Nel 1935 una circolare del ministero dell'Interno disponeva lo scioglimento delle associazioni pentecostali con queste motivazioni: "il culto professato dalle predette associazioni non può essere ammesso nel regno essendo risultato che esso si estrinseca e concentra in pratiche religiose contrarie all'ordine sociale e nocive per l'integrità fisica e psichica della razza".

Agli inizi del 1940 s'intensificò l'azione di controllo e di repressione nei confronti dei "seguaci della Bibbia", residenti nelle provincie meridionali, che furono deferiti dalle autorità di Pubblica sicurezza al Tribunale Speciale. Nella denuncia tra l'altro si afferma: "sarebbe davvero delittuoso lasciare impuniti individui che, col pretesto di propagandare una nuova fede religiosa, vanno proclamando che il Duce è un mostro Gòliath, che il regime fascista è emanazione di Satana, che la guerra è creazione del demonio". Gli ideologi del fascismo ritenevano estremamente pericolosi la propaganda antimilitarista e l'assoluto divieto "di usare le armi contro il prossimo".

Con la sentenza del 19 aprile del 1940, il Tribunale Speciale condannava 26 Testimoni di Geova, tra cui quattro donne, a lunghe pene detentive. Salvatore Doria, originario di Cerignola, fu condannato ad undici anni di reclusione ed Erculino Tobia, originario di San Giovanni Rotondo, a sei anni di reclusione.

Doria che possiamo considerare il primo Testimone di Geova pugliese (egli apparteneva alla Chiesa valdese che abbandonò nel 1925) fu detenuto nel carcere di Civitavecchia e successivamente in quello di Sulmona. In seguito alle vicende dell'8 settembre 1943 fu deportato in Germania ed internato prima nel campo di concentramento di Dachau e poi in quello di Mauthausen.

In quest'ultimo luogo di morte furono deportati diversi oppositori politici del fascismo, originari della Puglia, tra cui il sindacalista comunista Filippo d'Agostino di Gravina e l'avvocato repubblicano Alfredo Violante di Rutigliano che non sopravvisse alle sevizie naziste.

Doria liberato nel 1945 pochi giorni prima alla fine della guerra riprese con alacrità il suo impegno religioso e civile.


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Shoah, il 27 gennaio una giornata per non dimenticare


Il "giorno della memoria", celebrato il 27 gennaio, anniversario della liberazione di Auschwitz, è un'occasione per proporre sempre più testimonianze, saggi e riflessioni sulla Shoah degli ebrei europei e delle altre minoranze sterminate dai nazisti.

Nel secondo dopoguerra i Testimoni di Geova perseguitati dei nazismo e dal fascismo, presenti in piccoli gruppi a Bari, Barletta, Cerignola, Taranto, Bisceglie, Melissano riuscirono ad organizzare nell'aprile del 1959 la loro prima assemblea, che durò tre giorni, nella "Sala del Mutilato" a Bari. A quel primo raduno parteciparono 70 persone provenienti da tutta la Puglia e dalla Basilicata. Altri importanti raduni si svolsero a Foggia nel 1967 ed a Taranto nel 1976. Attualmente la Puglia è una delle regioni con il maggior numero di fedeli con oltre 17.400 evangelizzatori che svolgono.
La memoria di questo gruppo religioso negli anni della guerra è stata recuperata dagli studi di Silvie Graffare e Leò Tristan, "I Bibelforscher e il nazismo (1933-1945). I dimenticati della storia" Editions Firesias - Michel Reynaud (Paris 1994).





(Foto in basso: pagina originale dell'articolo)





Questo articolo è stato pubblicato sul quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno, in data 20 gennaio 2008, da parte del giornalista Vito Antonio Leuzzi, rubrica Cultura, pagina 19

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