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Un tumore consuma il volto di un uomo per più di 35 anni.

Jose Mestre sta cercando una via per rimuoverlo.


Jose Mestre soffre di una malformazione vascolare
che pesa 12 libbre, che gli ha coperto la maggior parte
del volto, rendendolo cieco da un occhio. (Discovery Channel)


Di EMILY FRIEDMAN
7 dicembre 2007

Jose Mestre ha passato gran parte della sua vita scomparendo lentamente sotto un’enorme deformazione di 12 libbre, che ora non solo lo ha reso cieco da un occhio, ma lo anche reso virtualmente irriconoscibile.

Mestre, che verrà mostrato nella prossima puntata di “My Shocking Story” su Discovery Channel, è nato con una malformazione vascolare sulle labbra. Ora, a 51 anni Mestre, che vive a Lisbona (Portogallo), sta lottando per decidere come trattare questa escrescenza facciale che finora, secondo Discovery, finora non è stata rimossa a causa di disinformazione, diagnosi errate, problemi finanziari e credenze religiose.

C’è speranza per Mestre?

Anche se sembra difficile immaginare il volto di Mestre senza il grosso tumore, chirurghi plastici e specialisti di ricostruzione facciale hanno detto ad ABC News che, sebbene un intervento chirurgico sarebbe ingente, resterebbe comunque fattibile.

“In generale si potrebbero portare miglioramenti significativi alla sua apparenza facciale rimuovendo il tumore e ricostruendo l’area interessata”, dice il Dott. Andrew Wexler, il presidente della American Society of Maxillofacial Surgeons e membro della American Society of Plastic Surgeons. “Ma la rimozione del tumore può non restituire la simmetria della persona”.

Probabilmente resterà sempre un segno del tumore dopo la ricostruzione, dice il dott. Wexler, dovuto ai tessuti e alle ossa che sono stati consumati dalla malformazione per così tanti anni.

“Lo stesso tumore può causare cambiamenti alle ossa facciali a causa del flusso sanguigno accresciuto, che può portare la crescita dei tessuti facciali”, dice il dott. Wexler, che sta curando Mestre. “Potrebbe esserci una paralisi facciale”.

I tumori vascolari sono congeniti, e secondo i dottori non sono così poco comuni. Ma è più probabile che i bambini che ne soffrono li asportano in tenera età. E’ anche possibile avere un tumore che non cresce come quello di Mestre.

Questo tipo di rimozione di tumore ha dei rischi, dice il dott. Wexler, come quello della determinazione del tipo di vasi sanguigni che si trovano all’interno del tumore. Più sono grandi le arterie coinvolte, più l’operazione sarà estesa.

E, come nel caso della perdita della vista da un occhio, questi tumori posso avere grossi effetti sulle funzioni nervose, come la possibilità di sorridere ma anche problemi più gravi, come problemi al cuore ed ai polmoni, anche dopo la rimozione.

Questo tipo di operazione richiede ore, stando all’opinione di diversi chirurghi plastici, che non vogliono stimare con esattezza l’entità di questo tipo di trattamenti.

Credenze religiose contro Medicina

La religione di Mestre – è un testimone di Geova – è un’altra ragione per la quale egli ha esitato a curare il suo tumore.

L’interpretazione biblica dei testimoni di Geova proibisce di prendere sangue da chiunque – causando il rifiuto di chirurgia che richieda trasfusioni di sangue.

“Il nostro punto di vista è chiaro e diretto – se la chirurgia coinvolge trasfusioni di sangue o dei suoi componenti principali (come il plasma) noi la vediamo come contraria a ciò che si legge nelle Scritture”, dice J.R. Brown, portavoce della sede centrale dei testimoni di Geova di New York. “Se non sono coinvolte trasfusioni di sangue vediamo tutto in termini di decisioni personali”.

Alla domanda su come si dovrebbe comportare un testimone di Geova se un’operazione chirurgica fosse questione di vita o di morte – o, nel caso di Mestre, di una svolta significativa della propria vita – Brown dice che le Scritture disapprovano comunque le trasfusioni di sangue.

“Nel divenire un testimone di Geova [non accettando trasfusioni] una persona accetta un credo che gli è stato insegnato e che ha accettato di osservare”, dice Brown. “Se poi la stessa persona cambia idea a causa di un’operazione chirurgica, la vediamo come una decisione di non essere più un testimone di Geova. Questo significa che si dissocia”.

Brown aggiunge che la Bibbia dice ai seguaci testimoni di Geova di ignorare, essenzialmente, coloro che si dissociano, secondo il passaggio che dice di “non rivolgergli un saluto, non mangiare con tale uomo e trattarlo come una persona delle nazioni”.

“Non è per punire personalmente qualcuno ma, come dicono le Scritture, è per sperare che la persona si penta e torni ad riassociarsi”, dice Brown.

I testimoni di Geova incitano il progresso medico

Con sempre più testimoni di Geova che cercano trattamenti medici che non siano in conflitto con le loro credenze religiose, i medici hanno detto ad ABC News che la chirurgia senza sangue sta diventando sempre di più un’opzione – per giunta più sicura – per tutti, non solo per chi ha limitazioni religiose.

“Ci sono risultati migliori su diversi fronti nell’evitare le trasfusioni di sangue”, dice il dott. Rick Selby, un chirurgo esperto in trapianti del University of Southern California University Hospital. “Non riguarda solo I testimoni di Geova. Abbiamo sviluppato una strategia che è ora usata in larga misura, anche per i non testimoni, per prevenire del tutto l’uso di sangue”.

Selby si riferisce ad un metodo che i medici chiamano “salvataggio delle cellule”, che essenzialmente consiste nel prelevare il sangue del paziente, conservarlo e quindi ri-trasfonderlo, evitando di usare quello di altre persone.

In queste situazioni è comunque importante valutare quanto sangue sarà perso durante l’operazione e determinare se questa perdita eccederà la quantità di sangue che può essere prelevata dal paziente stesso. Nel caso in cui si crei un’emergenza, dovuta ad un’emorragia, un paziente che rifiuta le trasfusioni morirebbe.

La chirurgia senza sangue – sebbene sia stata sviluppata e affinata sulla base delle esigenze dei testimoni di Geova – è comunemente definita “impossibile”, dice la dott.ssa Patricia Ford, direttore medico del Center for Bloodless Medicine and Surgery at Pennsylvania, che addestra altri medici del paese per eseguire queste operazioni.

“I testimoni di Geova vogliono essere curati – spesso si crede che vogliono morire, ma non è così. Semplicemente vogliono rispettare le loro convinzioni religiose”, ha detto la dott.ssa Ford ad ABC News. “Vogliono le stesse cure degli altri, ma evitando le trasfusioni”.

Trovare medici addestrati per questo tipo di interventi non è solo importante, ma può essere anche molto difficile, e la dott.ssa Ford spera che questa situazione cambi mentre sempre più medici realizzano i benefici di questo tipo di chirurgia.

“Praticamente tutti posso essere curati senza sangue, ovvero tutti possono essere operati o curati senza trasfusioni”, dice la dott.ssa Ford. “Ma è necessario trovare i medici adatti”.




fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito abc News, in data 7 dicembre 2007, da parte del giornalista Emily Friedman, rubrica Health (abcnews.go.com)

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net