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Nagorno-Karabakh pone i diritti dell'uomo all’attenzione internazionale



Areg Avanesyan si trova in una situazione particolare. Vive a Nagorno-Karabakh, una regione oggetto di disputa geografica ed attualmente situata in Azerbaijan. Avanesyan è un cittadino armeno, come lo sono molti residenti di Nagorno-Karabakh.
Durante gli otto anni scorsi il giovane Avanesyan ha avuto modo di studiare la Bibbia con un Testimone di Geova. Quando ha raggiunto i 18 anni è stato chiamato per svolgere il servizio militare nelle forze armate di Nagorno-Karabakh, ma per motivi di coscienza ha rifiutato lo svolgimento di tale servizio. A causa di ciò, le autorità hanno attuato nei suoi confronti una procedura penale basandosi su un articolo di legge del codice penale che sancisce una pena lunga fino ad otto anni di prigione nel caso una persona rifiutasse di svolgere il servizio militare quando nella nazione è dichiarato lo stato di guerra. Il 16 febbraio 2005, una corte di Nagorno-Karabakh ha condannato Areg Avenesyan a quattro anni di prigione.
L'obiezione di coscienza di Avanesyan pone nuovamente al centro dell'attenzione la situazione difficile che sta attraversando un altro giovane, Armen Grigoryan, il quale è stato estradato dall'Armenia. Grigoryan ha studiato la Bibbia per un certo tempo e aveva desiderato diventare un Testimone di Geova. Ma, a motivo della sua coscienza, ha dovuto affrontare una situazione assai complicata. Non desiderava svolgere il servizio militare, ma nonostante ciò è stato convocato all'ufficio militare per il reclutamento della capitale, Yerevan. In 24 ore, le autorità armene lo hanno trascinato con forza fuori dall'Armenia e trasferito nella regione di Nagorno-Karabakh, dove è stato portato in una caserma militare e ha dovuto scegliere obbligatoriamente se svolgere il servizio militare o essere condannato alla detenzione in prigione.
Fatto interessante, quando l'Armenia è stata ammessa nel Consiglio Europeo nel mese di gennaio del 2001, il governo aveva preso l'impegno di adottare al più presto una legge sul servizio alternativo ed un provvedimento a favore degli obiettori di coscienza affinchè potessero scegliere se svolgere il servizio militare o il servizio civile alternativo. Può una nazione aggirare questi obblighi trasferendo forzatamente gli obiettori di coscienza alle unità militari fuori dai confini nazionali? E le autorità della regione di Nagorno-Karabakh saranno disposti a riconoscere il diritto alla libertà di coscienza, sia per i residenti locali che per gli individui trasferiti qui dall'Armenia? Queste domande attualmente rimangono senza una risposta, ma purtroppo nel frattempo Avanesyan e Grigoryan sperano solo di mantenere pacificamente la loro posizione netta di obiezione di coscienza in modo da poter dare una testimonianza positiva nella comunità in cui vivono.



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