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Nel rispetto dei Testimoni di Geova

La possibilità di operare al cuore senza trasfusione


Una macchina in miniatura ma rivoluzionaria



Di fronte ad un’operazione chirurgica di rilievo, i Testimoni di Geova si trovano a confrontarsi rispetto ad una loro credenza. Questa proibisce loro formalmente qualsiasi trasfusione di sangue. Grazie ad una nuova macchina, i chirurghi dell’Huderf possono ormai operare anche un bambino senza ricorrere ad una trasfusione di sangue.

La medicina si adatta anche alla filosofia di ogni paziente. Oggi gli specialisti hanno messo a punto una macchina capace di garantire un’operazione al cuore senza aggiungere sangue dall’esterno. Si tratta del circuito neonatale di circolazione extracorporea, una macchina cuore-polmone che recupera il sangue in entrata nel cuore e lo reimmette all’uscita in sostituzione del blocco cuore-polmone durante l’intervento chirurgico. Il principio è dunque ridurre il volume di sangue necessario per iniziare a far funzionare la macchina. Si utilizzano linee più corte e più fini, si avvicinano le pompe il più possibile al bambino e si utilizza un mini-ossigenatore.

Un materiale in miniatura

“In una classica operazione a cuore aperto, occorre sapere che quest’organo è già sostituito attualmente da una macchina che recupera il sangue e gioca il ruolo del cuore e dei polmoni. Anche se il sangue è diluito, si utilizza spesso del sangue esterno per il paziente”, spiega il cardiologo Martial Massin. "Ma per evitare la trasfusione, i chirurghi dispongono da alcuni mesi di un materiale in miniatura che richiede molto meno sangue dai neonati. Ciò ci permette di rispettare la filosofia dei figli dei Testimoni di Geova. Ma attenzione! Affinchè il bambino possa essere operato in questa maniera, è necessario che sia preparato fisicamente almeno con una settimana d’anticipo. Nondimeno, questo tipo di operazione è raramente richiesta dai cardiologi e dai chirurghi d’esperienza. Generalmente, se i medici hanno la possibilità di scegliere, è evidente che un’operazione classica presenti meno rischi. Ma ciò fa parte della filosofia dell’Huderf, il rispettare il modo di pensare di ogni paziente”.
Precisiamo che si tratta solo di tre o quattro casi all’anno.



(pagina originale dell'articolo)






Questo articolo è stato pubblicato sul quotidiano "Bx-Sudpresse", in data 10 dicembre 2007, nella rubrica "Des Hopitaux Innovants", pagina 7; consultabile on line al sito www.sudpresse.be.

© Traduzione e rielaborazione grafica a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net