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Testimoni di Geova: Profilo nazionale dell’Eritrea

Luglio 2007

Cinque anni dopo che il governo dell’Eritrea aveva messo al bando tutti i gruppi religiosi indipendenti che non operavano sotto l’ombrello delle quattro fedi stabilite dal governo, i Testimoni di Geova continuano ad affrontare dura opposizione. Il loro culto, perfino all’interno delle case private, è considerato essere al di fuori dalle istituzioni religiose riconosciute, rendendo i Testimoni di Geova soggetti ad arresto, tortura ed a gravi pressioni per rinnegare la loro fede.

Riassunto

Cinque anni dopo che il governo dell’Eritrea aveva messo al bando tutti i gruppi religiosi indipendenti che non operavano sotto l’ombrello delle quattro fedi stabilite dal governo, i Testimoni di Geova continuano ad affrontare dura opposizione. Il loro culto, perfino all’interno delle case private, è considerato essere al di fuori dalle istituzioni religiose riconosciute, rendendo i Testimoni di Geova soggetti ad arresto, tortura ed a gravi pressioni per rinnegare la loro fede.

A partire dall’aprile 2007, 24 Testimoni di Geova erano ancora in prigione per le loro credenze religiose. Alcuni sono stati arrestati mentre presenziavano alle adunanze cristiane, altri mentre stavano condividendo la propria fede con altri in pubblico, ed ancora altri per l’obiezione di coscienza al servizio militare. Tre Testimoni imprigionati hanno 60 anni o più. Attualmente due donne sono incarcerate.

Tekle Tesfai, un eritreo di nascita ma cittadino dell’Olanda, è stato arrestato ed imprigionato il 27 maggio 2005. Ha 73 anni. E’ emaciato dalla malnutrizione, e la sua salute è precaria. I parenti di Tesfai stanno operando presso l’ambasciata tedesca per provare ad ottenere il suo rilascio. Ai membri incarcerati delle religioni cristiane stabilite come illegali è richiesto di rinunciare alla propria fede prima di essere rilasciati.

In aggiunta, coloro che rimangono politicamente neutrali e non presteranno servizio nelle forze militari per motivi religiosi vengono incarcerati in condizioni pessime. Questa è la situazione di dieci dei Testimoni che sono imprigionati. Tre di questi obiettori di coscienza sono stati in prigione per ben oltre i 12 anni, dal 1994. Il loro “crimine” è prendere alla lettera il comando biblico di non “imparare la guerra”. (Isaia 2:4, Michea 4:3)

I Testimoni di Geova non possono ricevere più dell’ottava classe scolastica in Eritrea. Quando gli studenti si iscrivono per la scuola superiore al nono anno, è pure richiesto loro di registrarsi per il servizio militare nazionale. Dopo aver completato l’undicesima classe, gli studenti della scuola superiore sono obbligati ad andare al campo militare di Sawa per terminare la loro dodicesima classe scolastica. Il governo recentamente ha istituito una scuola a Sawa, sotto la supervisione militare, perciò gli studenti possono finire la dodicesima classe mentre stanno ricevendo l’addestramento militare. Mentre sono lì, gli studenti rimangono separati dalle loro famiglie per un anno. Inoltre, ai genitori è richiesto di trasferire alle autorità qualsiasi figlio che è stato iscritto alla scuola superiore ma non è in grado di completare la propria formazione scolastica per tutta l’undicesima classe. Se i genitori non trasferiscono un figlio alle autorità o si rifiutano di farlo, sono soggetti alla detenzione o ad una multa di 50.000 nakfa (2.111 Euro ca., nota del traduttore) per figlio. Recentemente le autorità hanno discusso un decreto secondo cui ogni studente di sesso maschile che ha più di 18 anni deve lasciare i propri studi e presentarsi al campo militare di Assab. Quindi, i Testimoni di Geova non si iscrivono ad una scuola superiore in modo da non compromettere la loro posizione motivata religiosamente di rinunciare dalla partecipazione all’addestramento o al servizio militare.

Per molti anni, i Testimoni di Geova hanno tentato di aiutare i loro fratelli eritrei attraverso visite ed appelli ai funzionari del Dipartimento di Stato Americano, al Ministero degli Esteri Europeo, ed alle ambasciate eritree, particolarmente in Germania, Italia e Stati Uniti d’America. I Testimoni hanno anche fatto ripetuti tentativi di mandare una delegazione di Testimoni di Geova ad Asmara, senza successo finora.

Alcuni hanno descritto l’atmosfera militare che l’Eritrea ha sperimentato dal 1993 come “stile assedio” e credono che il referendum nazionale del 1993 ed il problema del servizio militare siano le due ragioni principali per la posizione governativa nei confronti dei Testimoni di Geova. Tuttavia, i Testimoni di Geova sono conosciuti a livello internazionale per essere politicamente neutrali e per la loro obiezione di coscienza al servizio militare. La loro convinzione resta essenzialmente che l’amore per il prossimo è un principio cardine del vero cristianesimo.— Matteo 22:37-39; Giovanni 13:34, 35; 15:19.

Abusi della libertà religiosa

Nel 1994, il presidente dell’Eritrea ha decretato che ai Testimoni di Geova è stata revocata la loro cittadinanza come conseguenza del non partecipare al referendum nazionale ed al servizio militare. Egli ha inoltre stabilito che ai Testimoni di Geova non fosse permesso di lavorare in qualsiasi ufficio governativo; ha revocato le loro licenze commerciali ed ha rescisso le loro carte d’identità ed i loro documenti di viaggio. Questo maltrattamento continua fino ad oggi ed ha creato grande difficoltà economica e, in alcuni casi, imprigionamenti a lungo termine. Quindi, nel maggio 2002, il governo ha messo al bando tutti i gruppi religiosi non facenti parte delle fedi riconosciute Ortodossa, Cattolica, Protestante o Islamica.

Dal 1995, circa 250 famiglie che sono Testimoni di Geova sono fuggite dall’Eritrea ed hanno cercato asilo politico al di fuori della nazione a causa delle difficoltà. Almeno 100 Testimoni di Geova hanno perso i loro impieghi a motivo della loro religione, e ciò ha influito su più di 300 persone. A trentotto Testimoni di Geova sono state negate le loro licenze commerciali. Ai Testimoni di Geova non possono essere emesse carte d’identità nazionali, e così non possono comprare terreno per case, legalizzare i loro matrimoni, e ricevere le patenti di guida, passaporti o altri documenti di viaggio. Almeno 37 famiglie sono state espulse dalle loro case. E a causa delle pressioni governative e della società, i Testimoni di Geova hanno problemi a prendere in affitto abitazioni.

Inoltre, dal 1998, 31 bambini che sono Testimoni di Geova sono stati espulsi dalla scuola perchè rifiutavano di comprare una tessera di appartenenza al partito politico chiamato NUEYS (Unione Nazionale dei Giovani e degli Studenti Eritrei) e si rifiutavano di salutare la bandiera.

Il possesso della cartà d’identità nazionale richiede che il domandante identifichi la propria religione. I Testimoni di Geova non possono scrivere “Testimoni di Geova” perchè il governo ha messo al bando la loro religione. Se i Testimoni di Geova scrivessero “cristiano”, il quale correttamente caratterizza le loro credenze dal momento che essi si sforzano di vivere seguendo le orme di Gesù Cristo, le autorità dell’Eritrea respingerebbero la domanda. Le autorità accettano solo le religioni Ortodossa, Cattolica o Protestante come “cristiana”.

Un altro requisito che impedisce ai Testimoni di Geova di ricevere la carta d’identità nazionale è quello di completare il servizio militare nazionale. Dal momento che i Testimoni non si addestrano per la guerra, a loro sono negati i documenti di identità.

Le vicissitudini degli obiettori di coscienza

Il requisito del servizio nazionale militare non ha norme o provvedimenti per gli obiettori di coscienza. Per evitare di essere arrestati dagli onnipresenti agenti della polizia militare che pattuglia le strade, la maggior parte dei giovani che sono Testimoni di Geova con età compresa tra i 18 ed i 40 anni sono nascosti. Se arrestati, vengono portati in un campo militare, dove sono detenuti, picchiati duramente, e sono obbligati a sottoporsi ad altre forme di tortura.

Tre Testimoni di Geova, Paulos Eyassu, Isaac Mogos e Negede Teklemariam, sono stati imprigionati dal 24 settembre 1994. Si trovano nel campo di prigionia di Sawa a motivo della loro obiezione di coscienza al servizio militare per ragioni religiose. La normale durata di reclusione per questo “crimine” è di tre anni. A loro è negato qualsiasi visitatore, incluse le loro famiglie. Non è stata intentata loro alcuna accusa e non hanno mai ricevuto un processo. Se fossero stati processati e condannati, sarebbero liberi da tempo.

Essi, insieme ad altri 21 prigionieri riportati sull’ultima pagina di questo rapporto, desiderebbero solo essere dei membri produttivi ed utili delle loro comunità, mentre vedono rispettate le loro credenze cristiane e la loro coscienza.

La Commissione dellle Nazioni Unite sui Diritti dell’Uomo ha emesso la Risoluzione 1989/59, l’8 marzo del 1989, la quale dichiarava: “La Commissione dei Diritti dell’Uomo (1) riconosce il diritto di chiunque ad esercitare l’obiezione di coscienza al servizio militare come un legittimo esercizio della libertà di pensiero, coscienza e religione come sancito nell’articolo 18 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, come pure nell’articolo 18 del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici; (2) fa appello agli Stati di approvare una legge e prendere misure che mirino all’esenzione dal servizio militare sulle basi di una genuina e valida obiezione di coscienza al servizio armato …”

Doveri legali dell’Eritrea

Le leggi internazionali ed interne già esistenti sono rilevanti rispetto alle condizioni in Eritrea:

- La Costituzione dell’Eritrea, adottata nel luglio 1996, garantisce nel’articolo 14 (2): “Nessuna persona può essere discriminata tenendo conto di … religione … o qualsiasi altro fattore”. L’articolo 19 (1) dichiara: “Ogni persona avrà il diritto di libertà di pensiero, coscienza e credenza”. L’articolo 19 (4) garantisce: “Ogni persona avrà il diritto di praticare qualsiasi religione e di esercitare tali pratiche”. (Queste citazioni provengono dal testo della Costituzione)

- La Risoluzione ONU 1466 (2003) (adottata dal Consiglio della Sicurezza al suo 4719esimo incontro il 14 marzo 2003) dichiara: “Il Consiglio della Sicurezza … ripropone il bisogno per entrambe le parti [Eritrea ed Etiopia] di soddisfare i loro doveri sotto la legge internazionale, inclusa la legge internazionale sui umanitaria, la legge sui diritti umani …”

Il governo dell’Eritrea considera che i Testimoni di Geova non abbiano diritti dal momento che hanno rinunicato alla propria cittadinanza non partecipando al referendum nazionale o al servizio militare nazionale. Tuttavia, notate l’enfasi ai diritti umani qui sotto garantita a tutti senza distinzione di avere la cittadinanza o no.

- L’Eritrea è divenuta un membro delle Nazioni Unite ed ha accettato i doveri contenuti nel suo documento il 28 marzo 1993. Il Documento dichiara nell’articolo 1 (3) che un obiettivo delle Nazioni Unite è di promuovere ed incoraggiare il “rispetto per i diritti umani e per le libertà fondamentali per tutti senza distinzioni di razza, sesso, lingua o religione”.

- La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo garantisce nell’articolo 1: “Tutti gli uomini sono nati liberi ed uguali in dignità e diritti. Essi sono dotati con ragione e coscienza e dovrebbero agire nei confronti degli altri in uno spirito di fratellanza”. L’articolo 2 dichiara: “Chiunque è in diritto di ricevere tutti i diritti e le libertà sottolineati in questa Dichiarazione, senza distinzione di ogni genere, come ... religione …. o altra condizione”. E l’articolo 18 dichiara: “Chiunque ha il diritto alla libertà di pensiero, coscienza e religione; questo diritto include la libertà a cambiare la propria religione o credenza, e la libertà, sia da solo che in comunità con altri ed in pubblico o privato, di manifestare la propria religione o credenza in insegnamento, pratica, culto o osservanza”.

- Nella Carta Africana sui Diritti Umani e dei Popoli (ratificata dall’Eritrea il 14 gennaio 1999), l’articolo 2 garantisce: “Ogni individuo sarà in diritto di godere dei diritti e delle libertà riconosciute e garantite nella presente Carta senza distinzione di ogni genere come … religione, … o altra condizione”. L’articolo 8 garantisce: “La libertà di coscienza, la professione e la libera pratica di religione sarà garantita. Nessuno può essere, sotto legge o ordine, essere sottoposto a misure che restringano l’esercizio di queste libertà”.

- Il Presidente dell’Eritrea era tra i 53 capi degli Stati Africani che erano concordi ed hanno adottato l’Atto Costitutivo dell’Unione Africana l’11 luglio 2000. (Questo Atto è entrato in vigore il 26 maggio 2001) L’articolo 3 dichiara: “Gli obiettivi dell’Unione saranno … 'incoraggiare la cooperazione internazionale, prendere atto degli importanti doveri della Carta delle Nazioni Unite e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo; [e] (h) promuovere e proteggere i diritti dell’uomo e dei popoli in accordo con la Carta Africana dei Diritti dell’Uomo e dei Popoli e con altri rilevanti strumenti dei diritti umani'”.

Conclusione

Ciò che è riportato in precedenza mostra che un meccanismo è già esistente sia a livello internazionale che locale affinchè esista la giustizia nella forma della libertà di adorazione in Eritrea. Ciò nonostante, le famiglie dei Testimoni di Geova stanno ancora scappando dalla nazione per asilo politico; finora sono state riportate dure torture e brutalità estreme.

In merito alla maggior parte delle incredibili infrazioni che da tempo avvengono, l’Eritrea ha ancora da rispondere per l’incarcerazione di Paulos Iyasu, Negede Teklemariam e Isaac Mogos. Tutti e tre gli uomini sono Testimoni di Geova obiettori di coscienza al servizio militare. Sono stati imprigionati nel settembre 1994 e sono nel famoso campo di prigionia di Sawa. Testimoni oculari ed ex detenuti del campo di Sawa descrivono la dure condizioni di prigione da molti spesso associate ai campi di concentramento. Il confinamento di questi tre uomini è finora durato quattro volte la massima sentenza mai stabilita dalla legge eritrea per il rifiuto di svolgere il servizio militare. Il rilascio di questi uomini è da tempo scaduto!


Nome del prigionieroEtàSessoPrigioneData dell'imprigionamentoMotivo per l'arresto
Paulos Eyassu35maschileCampo di Sawa24 settembre 1994Obiezione di coscienza
Negede Teklemariam34maschileCampo di Sawa24 settembre 1994Obiezione di coscienza
Isaac Mogos32maschileCampo di Sawa24 settembre 1994Obiezione di coscienza
Aron Abraha34maschileCampo di Sawa9 maggio 2001Obiezione di coscienza
Mussie Fessehaye36maschileCampo di SawaGiugno 2003Obiezione di coscienza
Asmerom Beraki52maschileMai Serwa24 gennaio 2004Adunanza religiosa
Tsegabirhan Berhe43maschileCampo di Sawa24 gennaio 2004Adunanza religiosa
Yemane Tsegay43maschileMai Serwa24 gennaio 2004Adunanza religiosa
Rebka Ghebretinsaye41femminileMai Serwa24 gennaio 2004Adunanza religiosa
Akberet Ghebremichael32femminileMai Serwa24 gennaio 2004Adunanza religiosa
Ambakom Tsegezab32maschileCampo di SawaFebbraio 2004Obiezione di coscienza
Tekle Kebede56maschileMai SerwaGiugno 2004Padre di un disertore
Hagos Woldemichael54maschileMai SerwaGiugno 2004Ha visitato la famiglia di un disertore
Fesseha Ghebrezadik23maschilePrigione di Sembel, AsmaraGiugno 2004Insegnamento religioso (condanna a 4 anni)
Bemnet Fessehaye37maschileCampo di SawaFebbraio 2005Obiezione di coscienza
Henok Ghebru24maschileCampo di SawaFebbraio 2005Obiezione di coscienza
Worede Kiros51maschileCampo di Sawa4 maggio 2005Insegnamento religioso
Tekle Tesfai73maschilePrigione di Sembel, Asmara27 maggio 2005Insegnamento religioso (condanna a 5 anni)
YonaTDan Yonas22maschileCampo di Sawa12 novembre 2005Insegnamento religioso
Ghebrenigus Habte60maschileMai Serwa12 dicembre 2005Insegnamento religioso
Kibreab Fessehaye30maschileCampo di Sawa27 dicembre 2005Obiezione di coscienza
Bereket Abraha Oqbagabir40maschileCampo di Sawa1° gennaio 2006Obiezione di coscienza
Ghebru Birhane57maschileMai Serwa5 marzo 2006Insegnamento religioso



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul Sito Ufficiale delle Pubbliche Relazioni dei Testimoni di Geova, www.jw-media.org, in data Giugno 2007.

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net