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Turkmenistan: Un altro obiettore di coscienza condannato, un’altra irruzione della polizia



Di Felix Corley, Servizio Notizie del Forum 18



Il Servizio Notizie del Forum 18 ha appreso che Ashirgeldy Taganov è il sesto obiettore di coscienza ad essere condannato in Turkmenistan nei recenti mesi per aver rifiutato il servizio militare obbligatorio sulle basi di una coscienza religiosa. I suoi compagni Testimoni di Geova lamentano che la procedura della corte è stata "frettolosa" e "superficiale" e che Taganov potrebbe non presentare appieno la propria causa. E’ stato condannato a una sentenza condizionale di 18 mesi, la quale impone delle dure restrizioni. I condannati non possono lasciare Ashgabad e devono tornare a casa ogni sera alle 8. Devono inoltre trovare lavoro. "Ciò è assai difficile quando non c’è lavoro disponibile", ha detto un altro obiettore di coscienza al Forum 18. Nel frattempo, una congregazione Battista è stata colpita da un’irruzione della polizia, la quale ha confiscato libri contenenti inni, una concordanza biblica, libri di poesia e 47 CD su cui erano registrati sermoni ed inni. Il Vice Comandante del Consiglio (Comitato) del governo per gli Affari Religiosi, ha ammesso al Forum 18 che qualsiasi irruzione del genere sarebbe stata "antipatica", ma ha detto che non aveva sentito nulla in merito. Ha quindi messo giù il telefono.


Il 18 dicembre, Ashirgeldy Taganov è diventato il sesto obiettore di coscienza Testimone di Geova ad essere condannato in Turkmenistan nel 2007 per aver rifiutato il servizio militare obbligatorio sulle basi di una coscienza religiosa, come detto dai Testimoni di Geova al Servizio Notizie del Forum 18 il 9 gennaio. Il giudice Dovlet Sopiev, della Corte del Distretto di Niyazov nella capitale Ashgabad [Ashgabat], gli ha inflitto una sentenza condizionale di 18 mesi. I Testimoni di Geova lamentano che la procedura della corte è stata "frettolosa" e "superficiale" e che Taganov potrebbe non presentare appieno la propria causa. L’accusa aveva chiesto che avrebbe dovuto scontare una condanna in prigione di 18 mesi.

Due altri Testimoni di Geova - Bayram Ashirgeldyyev e Begench Shakhmuradov – stanno scontando sentenze condizionali di due anni imposte nel luglio 2007 per aver rifiutato il servizio militare obbligatorio sulle basi di una coscienza religiosa. Ashirgeldyyev era stato già minacciato con una nuova condanna, sebbene egli stesse scontando la sua attuale sentenza condizionale. Altri tre Testimoni di Geova erano stati condannati nel 2007 ma erano stati rilasciati grazie ad un’amnistia presidenziale nell’ottobre 2007.

Coloro che stanno scontando le sentenze condizionali incontrano severe restrizioni. Essi non possono lasciare Ashgabad e devono ritornare a casa ogni sera alle 8. Devono inoltre trovare lavoro. “Ciò è assai difficile quando non c’è lavoro disponibile”, ha detto Ashigeldyyev al Forum 18 il 26 luglio 2007.

Nurmukhamed Gurbanov, il Vice Comandante del Consiglio [Gengeshi, N.d.T.] (Comitato) del governo per gli Affari Religiosi, ha difeso la sentenza. "Tutto questo è stato fatto in pieno accordo con la legge", ha insistito al Forum 18 da Ashgabad il 10 gennaio. "La legge è nota ed essi hanno violato la legge, perciò essi devono essere puniti", Ha rifiutato di discutere sul perchè a coloro che non possono servire nelle forze armate sulle basi di una coscienza religiosa non potrebbe essere offerta un servizio alternativo e non bellico.

Taganov, un 18enne di Ashgabad il cui diminutivo è Azis, è stato condannato sotto l’articolo 219, comma 1 del Codice Penale, il quale punisce il rifiuto di servire nelle forze armate con una pena massima di due anni di prigione. Il giovane Testimone di Geova insiste dicendo che essi sono pronti a svolgere un servizio alternativo non militare, ma il Turkmenistan non offre la possibilità del servizio alternativo per coloro che non possono servire nell’esercito per motivi di coscienza.

Il 1° ottobre Taganov ha detto alla commissione per il servizio di leva che stava rifiutando il servizio militare. E’ stato chiamato all’Ufficio del Procuratore del Distretto di Niyazov il 2 novembre. Lì è stato interrogato da un ufficiale chiamato A. Khandurdyyev. Gli è stato detto che i membri della sua famiglia sarebbero stati pure interrogati ed allora il caso sarebbe stato posto alla corte.

Fatto interessante, il giudice Sopiev, il quale ha presieduto al processo di Taganov, è conosciuto per aver presieduto in una precedente causa religiosa. Il locale Khyakimlik (amministrazione) del Distretto Kopetdag di Ashgabad aveva portato un’azione legale nel gennaio 2001 atta a confiscare la chiesa Pentecostale costruita in una proprietà residenziale – registrata a nome del pastore, Viktor Makrousov – dato che era utilizzata per il culto non riconosciuto. Nonostante l’obiezione di Makrousov in tribunale, Sopiev ha confermato la confisca. Ad oggi, la congregazione Pentecostale – ed altre comunità religiose i cui luoghi di adorazione erano stati confiscati o demoliti dalle autorità – non hanno ricevuto alcun risarcimento.

[...]

Nella seconda metà del 2007 altre comunità religiose hanno affrontato pressioni ed abusi per radunarsi senza l’approvazione dello stato, inclusi altri Protestanti, Musulmani e persone di altre fedi. Alcune di queste comunità sono state minacciate di non depositare le istanze di registrazione.

Gurbanov del [Comitato] Gengeshi per gli Affari Religiosi ha ammesso al Forum 18 che qualsiasi irruzione del genere sarebbe stata "antipatica", ma ha detto che non aveva sentito nulla in merito. "Grazie per queste interessanti informazioni, guarderemo a fondo". Ha declinato di dire quale azione, se sarà, il suo ufficio prenderebbe. Interrogato sul perchè ci sia un costante flusso di simili irruzioni sulle comunità religiose in tutto il Turkmenistan, Gurbanov ha risposto: "Non è costante, forse succede di tanto in tanto". Ha rifiutato di rispondere su qualsiasi altra questione ed ha messo giù il telefono.

Nonostante sia stata abolita nel 2004 la natura penale delle condanne per aver violato le dure restrizioni del Turkmenistan sull’attività religiosa, rimangono le pene sotto il Codice dei Reati Amministrativi.

L’articolo 205 punisce i responsabili che si rifiutano di registrare le loro comunità, i responsabili o i partecipanti dell’attività religiosa non registrata, i responsabili ed i membri delle organizzazioni religiose registrate che guidano attività svolte da giovani o attività non strettamente relative all’adorazione religiosa, e coloro che violano le norme sul tenere le cerimonie e le processioni religiose. Chi viene trovato colpevole di una qualsiasi di queste attività va incontro a multe per un ammontare compreso tra i cinque e i dieci stipendi minimi mensili. Sotto lo stesso articolo, i membri delle comunità religiose, registrate o non registrate, che ricevono fondi o altro sostegno materiale dalla gente locale o dagli stranieri senza registrarlo ufficialmente, vanno incontro ad ammende per un valore compreso tra i dieci ed i venti stipendi minimi mensili e la confisca delle donazioni.

Gli ufficiali continuano a trattare la pacifica attività religiosa non registrata come un crimine, ed a frustrare i pochi tentativi di ottenere la registrazione di stato. Per esempio, la congregazione Battista a Turkmenbashi non si è opposta alla registrazione di stato di principio, ma gli ufficiali hanno reclamato che non aveva abbastanza membri cittadini adulti per applicare la registrazione. Essi hanno aggiunto che l’attività religiosa non registrata, incluso il radunare le persone insieme per il culto nelle case, è proibito. "Ho chiesto loro di mostrarmi quale parte della legge proibisce il culto non registrato e loro non sono stati capaci di farlo", ha detto il pastore Kalataevsky al Forum 18.

Le comunità registrate, come la Chiesa Ortodossa Russa, sono soggette all’interferenza statale nella loro vita interna, come la proibizione di ricevere letteratura e le pressioni atte ad isolarle dai loro sostenitori credenti. I Protestanti all’interno del Turkmenistan hanno detto al Forum 18 di numerosi controlli spontanei sulle comunità registrate, inclusa la cooperazione forzata con la polizia segreta MSS. Molte comunità sono perciò riluttanti di fare domanda per la registrazione.



TURKMENISTAN

{Note a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova.net}




Il Turkmenistan è uno stato dell'Asia centrale confinante a nord con con il Kazakhstan, a nord-est con l'Uzbekistan, a sud con l'Afghanistan e l'Iran ed a ovest con il Mar Caspio.
Per anni, il paese è stato oppresso dal Partito Democratico del Turkmenistan presidenziato da Saparmyrat Nyýazow, era l'unico partito legalizzato, il cui presidente deteneva il potere assoluto e a vita. Esso curava il culto della personalità del presidente, detto Turkmenbashi (capo di tutti i turkmeni) e nessuna opposizione al regime era ammessa.
Alla morte del presidente Nyýazow fu eletto tramite elezioni presidenziali, avvenute l'11 febbraio 2007, a capo del governo Gurbanguly Berdimuhammedow, si prospetta così una nuova era di democrazia e libertà.
La maggioranza dei cittadini del Turkmenistan sono di etnia turkmena, con minoranze russe e uzbeke.


Rapporto dall'annuario 2008: Turkmenistan

In Turkmenistan la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova non è riconosciuta legalmente.

Le autorità governative, attraverso leggi molto ferree e l'uso della forza, opprimono con repressione violenta tale organizzazione religiosa.
I Testimoni di Geova presenti nel territorio sono costretti a vivere clandestinamente la loro fede e, se scoperti, subiscono soprusi di ogni genere, comprese percosse fisiche e psicologiche oltre a interminabili detenzioni in condizioni quasi disumane.
Tutto ciò, nonostante i Testimoni di Geova professino semplicemente gli insegnamenti di Cristo Gesù esposti nella Sacra Bibbia e vivano in pacifica armonia nella comunità in cui risiedono dove praticano quotidianamente il comandamento cristiano dell'amore per il prossimo come se stessi.

In tutto il mondo, questa comunità cristiana è nota per l'assolvimento diligente del pagamento di tutte le tasse e tributi richiesti, nonché la loro sottomissione a tutte le leggi dello Stato, purché non confliggano con l'adorazione religiosa.
Purtroppo, questo governo, continua in questa attività proscrittiva quasi indisturbatamente, nonostante sia evidente che tali azioni violino palesemente i principi universalmente riconosciuti relativamente alla fondamentale libertà dell'uomo, libertà di idee, di opinione, di parola, di religione, così come sancito dagli articoli 1-3-9-18-19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

In attesa dell'intervento risolutivo di Geova, auspichiamo che possa essere al più presto 'stabilita legalmente' (Filippesi 1:7) l'attività religiosa dei Testimoni di Geova del Turkmenistan.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito "Forum 18", in data 10 gennaio 2008, da parte del giornalista Felix Corley, sezione "News". (http://www.forum18.org)

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net