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Gestione conservativa della placenta previa percreta in una testimone di Geova

Weinstein A, Chandra P, Schiavello H, Fleischer A
Reparto di Ostetricia e di Ginecologia, Wyckoff Heights Medical Center, Brooklyn, New York; ed i Reparti di Ostetricia, Ginecologia e Radiologia Vascolare, Long Island Jewish Medical Center, New Hyde Park, New York.


PRECEDENTI: L'emorragia è una seria minaccia con la placenta accreta, spesso richiede un intervento tempestivo tramite isterectomia e misure riabilitative con somministrazione di grande volume di sangue per assicurare il superamento dell'operazione. Rifiutare di accettare trasfusioni di sangue significherà una gestione alquanto difficile del caso.

IL CASO: Segnaliamo il caso di una paziente testimone di Geova che ha avuto 9 precedenti parti con taglio cesareo e si è presentata in situazione di anemia e con la placenta previa percreta che ha invaso la parete vescicale. Gli obiettivi nella gestione dell'intervento erano di migliorare le condizioni della paziente, usando eritropoietina e facendo una trasfusione autologa di sangue minimizzando così la probabilità di avere un'emorragia causata da embolia uterino profilattico dell'arteria. La placenta è stata lasciata in situ dopo il parto senza alcuna conseguenza negativa. E' stato tenuto in via cautelativa il Metotrexate, ma non c'è ne stato bisogno come terapia supplementare.

CONCLUSIONE: Una cura efficace nel caso di questi pazienti richiede uno spirito di collaborazione da parte dello staff medico ed anche tecniche avanzate adatte per poter ottenere buoni risultati.



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