Benvenuto Ospite
 username
 password
Vuoi essere sempre aggiornato?

Sottoscrivi la nostra Newsletter!
Prima Pagina
Scopo del sito
Notizie dal Mondo
L'Editoriale
Aneddoti ed aforismi
Letture e filmati consigliati
Gallerie fotografiche
Privacy
Per avere risposta alle domande poste con maggiore frequenza leggi le nostre FAQ e lo scopo del sito.
Se non trovi la risposta alla domanda che cercavi proponila alla redazione.

Site purpose in
English.
Elenco di siti partner e di siti consigliati dalla redazione di Cristiani Testimoni di Geova.net.

Vai alla pagina dei Links.
Pagine Viste
Pigine Viste
 
 


Intervista esclusiva del precedente sindaco di Lens, André Delelis, realizzata da Régis Dericquebourg

A proposito dell'utilizzo dello stadio Bollaert di Lens da parte dei Testimoni di Geova

Nota: Potete commentare, anche in parte, la fonte: Régis Dericquebourg, Intervista di André Delelis
Blog de Fabrice Desplan [http://sociologiser.hautetfort.com/], pubblicato il 4.02.2007.





L'attualità sui gruppi religiosi è spesso polemica. Per quanto riguarda i testimoni di Geova, nonostante io non condivida il loro credo e la loro visione del mondo, in una precedente intervista ero dispiaciuto per la stigmatizzazione di cui sono vittime, soprattutto perché impedisce di analizzare la diversità religiosa francese. Affermavo, e ancora ribadisco, che sono vittime di una visione della religione in termini di "patologia sociale" da parte di chi si oppone alla pluralità religiosa.
Ora che l'attenzione mediatica si è focalizzata sull'affitto dello stadio Bollaert da parte dei testimoni di Geova, vi riporto l'intervista a André Delelis realizzata il 26 agosto 1998 da Régis Dericquebourg, quando l'ADFI cominciava ad occuparsi della questione.

L'intervista è preceduta da una breve presentazione di Régis Dericquebourg. Vi invito a prendere nota del ragionamento che sviluppa questo socialista, che senza timore può riferirsi a Guy Mollet, lontano dalle imposizioni destra/sinistra, religioso/non religioso, in una visione costruttiva della laicità nella Repubblica francese, che permette di liquidare i dibattiti sull'affitto ai Testimoni di Geova dello stadio Bollaert. Notate anche il profondo rispetto di André per Testimoni di Geova, i suoi sottoposti e gli oppositori alla sua politica. I miei ringraziamenti a Régis Dericquebourg per questa intervista esclusiva che incoraggia al rispetto delle differenze religiose al di là delle simpatie personali.


Intervista con il Signor André Delelis a proposito della concessione dello stadio Bollaert (Lens) per le assemblee dei Testimoni di Geova. Raccolta da: Régis Dericquebourg (Université Charles De Gaulle-Lille3, Groupes, Sociétés, Religions et de la Laïcité, CNRS)

- - - - - - - - - - -

Il signor André Delelis è stato: sindaco di Lens (sempre rieletto), deputato, ministro, Senatore. È un uomo simpatico, commenta Dericquebourg aperto, di grande "umanesimo". Ha avuto una carriera politica degna di nota per la quantità di incarichi che ha ottenuto e per la sua longevità politica. È sempre rimasto fedele al partito socialista. Régis Dericquebourg fa notare che l'intervista è stata concessa senza reticenze nel periodo in cui i gruppi religiosi minoritari erano contestati presso i socialisti. Lo ringraziamo di tutto cuore. L'intervista è stata registrata e trascritta fedelmente. Il sig. Delelis ci ha autorizzati a divulgarla.

Subito dichiara:

A. D.: Nella laicità ricordiamo ciò che ci insegnano i predecessori, i laici, e quello che mi ha insegnato il socialismo democratico e l'umanesimo. Sono sempre stato tollerante verso tutti. Sono ateo. I miei genitori mi hanno allevato così e non ho mai adottato una religione. Sono stato comunque un sindaco aperto a tutte le religioni. Ho concesso una moschea e messa a disposizione dei musulmani. Ho fatto rinnovare le chiese, la chiesa comunale del paese in virtù della legge. Il comune si assume tutti gli oneri di manutenzione dell'edificio, mentre le altre chiese cattoliche sono state costruite dalle compagnie minerarie. E le ho fatte rinnovare coi crediti che servivano al rinnovo del bacino minerario conseguentemente alla fine dello sfruttamento.
Ho sempre concesso le sale d'accordo con il consiglio municipale (ci riuniamo ogni settimana e le abbiamo sempre concesse senza discutere a tutte le organizzazioni, comprese quelle a carattere culturale) e i locali che desideravano, gratuitamente, visto che abbiamo sempre considerato nostro dovere essere a disposizione di tutti senza distinzioni di origine, opinione politica, sindacale o religiosa. Considerandoci inoltre eletti da tutti e quindi col compito di proteggere tutti coloro che volevano esercitare un culto di loro scelta. Guy Mollet diceva: "Sono agnostico, ma mi batterò per permettere ai cattolici, ai protestanti e a tutti gli altri di poter entrare nei vari luoghi di culto". Abbiamo sempre fatto attenzione a concedere le sale comunali ad associazioni non vietate e ho sempre risposto all'Associazione della sig.ra Charline Delporte [ADFI di Lille, ndr]: "Signora, quando avrete vietato l'opera dei testimoni di Geova secondo la legge francese, i testimoni di Geova non potranno più disporre dello stadio Bollaert. Ma finché tale associazione rimane, essa potrà disporre a piacimento dello stadio secondo le condizioni che determineremo. Non c'è alcun dubbio. Li faccia interdire e solo dopo ci inchineremo davanti alle leggi della Repubblica francese".
Ho ascoltato gli argomenti sia degli uni che degli altri. Li ho ricevuti. Gli oppositori dei testimoni di Geova hanno esposto problemi familiari di ragazzi che erano entrati a far parte dei testimoni girando così le spalle ai sentimenti delle loro famiglie. Alcuni di loro sono in disaccordo con le famiglie.
Se dei figli maggiorenni decidono liberamente le scelte della loro vita , ciò non mi riguarda. Se un genitore non accetta che il figlio si trovi coi testimoni di Geova, che i testimoni di Geova non votino alle elezioni (e confessate signora, che non potete accusarmi di elettoralismo), che vietino i prelievi di sangue e le trasfusioni, è un loro problema, non mio. Io, in qualità di sindaco, non devo discutere delle scelte dei miei cittadini. Fanno quello che vogliono, e finché ciò che decidono non è vietato dalle leggi della Repubblica non ho motivo di oppormi. Ho risposto allo stesso modo a coloro che venivano a chiedermi di vietare i manifesti sui preservativi chiedendomi di pensare ai bambini oppure volevano vietare la proiezione di film pornografici nei cinema di Lens ecc… Ho sempre risposto: "Io non devo essere il guardiano della città, ne fare controlli ai manifesti o ai cinema. Finché non c'è un divieto di legge, personalmente non mi riguarda. Riguarda la coscienza di ognuno. Ognuno fa ciò che vuole".

Nel municipio, ho solo un collaboratore che non è d'accordo con quello che facciamo eppure anche lui è un socialista laico. Può pensare ciò che vuole, io rispetto le sue opinioni, ma non mi dà convinzioni necessarie per farmi rinunciare alle mie idee di tolleranza. Non ho affatto voglia di discutere sulla maniera in cui i Testimoni di Geova utilizzeranno lo stadio Bollaert. Rendo omaggio allo spirito di organizzazione dei testimoni di Geova, al grande rigore che hanno applicato nell'utilizzare le nostre attrezzature. Li rendono in uno stato migliore di quello in cui gli sono stati forniti c'è da dire che tutto è lindo. Viene tutto pulito. Tutto è messo bene. Ogni cosa al suo posto. Inoltre pagano un affitto, somma che aumenta ogni anno. Abbiamo tenuto conto delle difficoltà che abbiamo con un certo numero di persone. Noto che il resto che gli abitanti di Lens che si oppone ai testimoni di Geova rappresentano una decina di persone e uno di loro è stato candidato di Front National e noto che gli altri, a mio avviso, hanno una mentalità che deve portarli a votare F.N. E' un loro diritto opporsi ai testimoni di Geova. E' un loro diritto andare a manifestare all'ingresso dello stadio, quando ci sono i Testimoni di Geova. Ho semplicemente chiesto ai Testimoni di Geova di rispettare i manifestanti, e sono sicuro che essi, non si metteranno da una parte del recinto a sfidare quelli che si trovano dall'altra parte, li ignoreranno e non ci sarà alcuna provocazione. Non voglio che questo affare diventi un campo di lotta gli uni con gli altri. Il diritto di riunirsi esiste nel nostro paese, il diritto di manifestare pure. Non ho nulla da discutere. Devo dire che i testimoni di Geova ci hanno sempre dato soddisfazione nel rispettare le raccomandazioni che abbiamo fatto.
Allora mi dicono, "i testimoni di Geova sono una setta" ed io ho sempre chiesto che cos'è una setta perché io non lo so. Nessuno è riuscito a spiegarmi che cos'era e allora, quando ho visto il primo collaboratore X, gli ho chiesto il rapporto di inchiesta parlamentare sulle sette. L'ho letto. Ho ascoltato le sue osservazioni ma la pensava come me. Ha detto: " Non ho imparato nulla dal rapporto di inchiesta parlamentare. Non sono riusciti a definire cosa è una setta".
Nessuno è riuscito a portare delle prove sufficienti contro i Testimoni di Geova tali da decidere un interdizione.
Dopotutto, i parlamentari dispongono del decreto legge e di un deputato comunista di una città della regione parigina

R. D.: Brard?
A. D.: Si, chi ha fatto parte della commissione, mi ha dato l'impressione di un uomo estremamente obbiettivo mi ha scritto dicendo: "Date il vostro stadio. Quali sono le considerazioni che vi hanno portato ad una scelta del genere perché io, mi interrogo riguardo ai testimoni di Geova e non sono riuscito a farmi una religione con questi argomenti?"... Ho risposto all'interessato ed è sembrato soddisfatto degli argomenti che gli ho sviluppato e non è mai più ritornato alla carica. Immagino che, come me, continua a porsi delle domande. Si paragonano spesso i Testimoni di Geova ad altre sette che io chiamo " sette sanguinose". Quelle che hanno dei crimini da rimproverarsi. Non ho mai trovato un possibile avvicinamento, né paragoni tra loro. D'altra parte, abbiamo qui a Lens delle organizzazioni che derivano dalla Chiesa Cattolica. Abbiamo un pugno di integralisti. Abbiamo la comunità la Sorgente. Abbiamo delle persone che lasciano le chiese pur credendo sempre ai loro dogmi. Ho studiato il loro caso. Li ho visti. Ho fatto delle domande. Loro mi hanno invitato. Mi hanno ricevuto gentilmente. Mi hanno spiegato. Non ho nulla da dire se non questo, se la Chiesa Cattolica non riesce a tenersi i parrocchiani, deve essere lei a recuperarli perché sono fuori delle Chiese per accrescere la loro religione.

Ho avuto gli stessi problemi con i musulmani che a un certo punto, per riconoscenza per aver messo a disposizione una moschea mi hanno invitato in quella stessa moschea ma quando sono entrato in contatto con i loro dirigenti, l'Iman e i responsabili del municipio, mi sono subito accorto che una minoranza di integralisti esigevano che ci togliessimo le scarpe e non volevano le donne elette in municipio nella delegazione che veniva in visita. Ho detto: "Prendere o lasciare. Se volete che veniamo, non ci togliamo le scarpe e verremo anche con le nostre donne elette. Se no, non veniamo. Non veniamo per adorare il vostro credo, i vostri dogmi, le vostre pratiche. Ci ricevete come eletti comunali. Vi rendiamo una visita amichevole perché auguriamo la fratellanza tra voi e quelli che hanno un credo diverso dal vostro.

Noi abbiamo i nostri incarichi di eletti di sinistra, laici, repubblicani, socialisti qualunque siano le nostre convinzioni personali. Il nostro ruolo è di avvicinare gli abitanti e di evitare antagonismi e noi operiamo in tal senso anche con i Testimoni di Geova e con gli altri. Ciò che disturba alcuni è il fatto che i Testimoni di Geova versano delle somme importanti per l'affitto dello stadio Bollaert e un giorno, hanno pubblicato la somma che hanno versato e immediatamente, abbiamo ricevuto delle lettere dai Lensois che dicono che i Testimoni di Geova, versavano del denaro al Racing club di Lens; Come può un club che ha molto denaro accettarlo dai Testimoni di Geova? Ho risposto che era il pagamento di un servizio. Ciò che disturba è la cifra che raggiunge i duecentomila franchi (circa trentacinquemila euro) e certi mi hanno detto che era del denaro di provenienza incerta, del denaro acquistato male, preso da persone che dovevano milioni al fisco francese.
Alcune città si tengono in contatto con noi perché accordiamo lo stadio ai testimoni di Geova e abbiamo conservato le nostre opinioni e siamo tutti d'accordi salvo Strasbourg, credo. Ma questo è un suo problema. Se subisce delle pressioni da parte di persone intolleranti, questo è un problema comunale. Noi continuiamo tranquillamente e pacificamente e rendiamo conto a chi lo vuole. La popolazione Lensoise aderisce al nostro punto di vista e gli abitanti, a parte una decina, non ci hanno mai rimproverato. D'altra parte se lo facessero questo non cambierebbe la nostra posizione. Siamo stati eletti per sei anni e se non sono contenti di quello che facciamo, tocca a loro dirlo con il voto elettorale.

Io sono fiero di quello che ho fatto. Dico al mio assistente, direttore di liceo, che non dà il buon esempio: " Sono laico " devi insegnare ai liceali la tolleranza e la laicità. Non esiste compromesso per la collettività pubblica se mette a disposizione dei culti i loro edifici. Non vedo dove abbiamo fallito nella nostra missione. Gli edifici sono pagati con le tasse dei contribuenti e se i Testimoni di Geova non votano, sono comunque dei contribuenti come gli altri e hanno il diritto di utilizzare le strutture comuni. Qualunque divieto sarà un fallimento e la nostra missione è di lottare contro qualsiasi divieto. Ecco cosa pensiamo.

R. D.: L'A.D.F.I è intervenuta?
A. D.: Sì, parecchie volte.

R. D.: E per la mostra sui deportati?
A. D.: Nessuno ha contestato quella mostra. Ci sono andato, li ho salutati con rispetto anche perché ho letto delle pubblicazioni. So che i Testimoni di Geova sono stati castigati dai nazisti sullo stesso piano degli ebrei, la massoneria ed i comunisti, e altri ancora, rispetto il sacrificio degli zingari, dei Testimoni di Geova e delle altre persone.
Ho letto il libro di Charline Delporte e dei suoi adepti. I suoi libri non fanno che riprendere degli argomenti che già conoscevo: lamentele di genitori con figli maggiorenni. Ho sempre lottato contro i totalitarismi. La Francia si impegna a rispettare tutti i culti se non si ha nulla da rimproverargli. Questi dell'OTS, sono dei criminali, non si può tollerare.

R. D.: Riceve delle lettere dell'A.D.F.I?
A. D.: Charline Delporte mi scrive ogni anno. La signora Ovigneur è anche venuta. Gli ho detto: "Faccia delle lamentele".

Sono venuti a manifestare davanti al municipio. Quello che gridava più forte era il candidato "Front National "al municipio. Era il più virulento. Non devo ubbidire alla signora Delporte. Guy Mollet una volta mi ha chiesto di prestare delle sale comunali ai comunisti e alla destra. Era trasparente ed inoppugnabile sulla tolleranza.

Hanno un temperamento di Vichyste (simpatizzanti di Pètain). Ci sono molto pochi eletti che li sostengono. Ho conosciuto degli eletti che amano la demagogia ed erano felici perché i Testimoni di Geova non votavano, ma sono stati poco numerosi. Un giorno Derosier mi ha chiesto se potessi ricevere Charline Delporte. Un giorno l'ho visto. Mi ha detto: " essa mi infastidisce, occorre che te la mandi". Gli ho detto: "Io, non sposo le sue tesi". Mi ha risposto: "Nemmeno io, non bisogna seguire queste persone. Attenzione!" Ho detto a Charline Delporte: volete lo stadio Bollaert, (per riunirvi) l'avete, ma una cabina telefonica vi bastava.

Nota: I Testimoni di Geova si avvalgono, secondo la loro coscienza, a partecipare agli scrutini dal 1998. M. Delelis non era informato di questa cosa.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito "CAP pour la Liberté de Conscience" nel febbraio 2007, sezione "Actualité" (www.coordiap.com)

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net