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L'Uzbekistan fa causa a pacifici credenti



SAMARCANDA, Uzbekistan – Praticare una religione non registrata. Questo è il "crimine" con cui è stato accusato Olim Turayev. Ha la probabilità di subire una pena a cinque anni di carcere. Il 34enne, medico e padre di famiglia con tre figli, è il primo dei Testimoni di Geova ad essere accusato per l'articolo 216 del Codice Penale dell'Uzbekistan. E' stato anche accusato per l’articolo 229(2). Il processo è cominciato il 21 aprile 2008 nel Tribunale Penale di Samarcanda.

L'articolo 216 vieta l’attività di una religione non registrata. Nonostante ripetuti tentativi di registrare la loro religione, i Testimoni di Geova non sono registrati a Samarcanda. Esperti legali spiegano che questa legge è stata creata per combattere il terrorismo. Adesso viene usata contro pacifici credenti. L’articolo 229(2) prevede una pena massima fino a tre anni di prigione per l'insegnamento in privato di credenze religiose.

Quest'ultima mossa delle autorità segue le irruzioni della polizia a Samarcanda il 17 febbraio in 20 case di Testimoni di Geova, ed il 19 febbraio in una casa. Quelle irruzioni furono eseguite da ufficiali dell'anti-terrorismo del Dipartimento di Polizia di Samarcanda insieme ad agenti dei Servizi di Sicurezza Nazionale dell'Uzbekistan. Subito dopo quelle irruzioni, dieci Testimoni di Geova sono stati accusati di possesso di letteratura religiosa illegale per distribuirla intenzionalmente, secondo l'articolo 184(2) del Codice Amministrativo dell’Uzbekistan. I legali dei Testimoni di Geova credono che questa legge, che è stata emendata nel 2006, violi la Costituzione dell'Uzbekistan, il cui articolo 31 garantisce la libertà di credo, e l’articolo 29, il quale garantisce il diritto di distribuire informazioni riguardanti le credenze.

La causa di Turayev sarà presieduta dal giudice Azimov, che nel 2007 condannò a due anni di prigione un altro Testimone, Irfon Khamidov, per l'insegnamento della religione a Samarcanda.



Contatto negli Stati Uniti: Philip Brumley, telefono +1-845-306-0711

Contatto di lingua russa: Yaroslav Sivulskiy, telefono +7-812-432-95-50




{Note a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova.net}
Stato dell'asia centrale, la Repubblica dell'Uzbekistan confina a nord con il Kazakistan, ad est con il Kirghizistan ed il Tagikistan, a sud con l'Afghanistan ed il Turkmenistan e a ovest con il Kazakistan.
La popolazione è principalmente composta da Uzbeki mentra una piccola minoranza è composta rispettivamente da russi, tagiki, coreani, kazaki, caracalpachi e tatari.
Politicamente parlando è una Repubblica dove la sovranità risiede nel popolo e il potere esecutivo viene esercitato dai cittadini eletti per un periodo di tempo determinato.
Gli abitanti sono musulmani sunniti, seguiti da una piccola minoranza di ortodossi.

Rapporto dall'annuario 2008: Uzbekistan


In Uzbekistan la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova non è riconosciuta legalmente.

Le autorità governative, attraverso leggi molto ferree e l'uso della forza, opprimono con repressione violenta tale organizzazione religiosa.
I Testimoni di Geova presenti nel territorio sono costretti a vivere clandestinamente la loro fede e, se scoperti, subiscono soprusi di ogni genere, comprese percosse fisiche e psicologiche oltre a interminabili detenzioni in condizioni quasi disumane.
Tutto ciò, nonostante i Testimoni di Geova professino semplicemente gli insegnamenti di Cristo Gesù esposti nella Sacra Bibbia e vivano in pacifica armonia nella comunità in cui risiedono dove praticano quotidianamente il comandamento cristiano dell'amore per il prossimo come se stessi.

In tutto il mondo, questa comunità cristiana è nota per l'assolvimento diligente del pagamento di tutte le tasse e tributi richiesti, nonché la loro sottomissione a tutte le leggi dello Stato, purché non confliggano con l'adorazione religiosa.
Purtroppo, questo governo, continua in questa attività proscrittiva quasi indisturbatamente, nonostante sia evidente che tali azioni violino palesemente i principi universalmente riconosciuti relativamente alla fondamentale libertà dell'uomo, libertà di idee, di opinione, di parola, di religione, così come sancito dagli articoli 1-3-9-18-19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

In attesa dell'intervento risolutivo di Geova, auspichiamo che possa essere al più presto 'stabilita legalmente' (Filippesi 1:7) l'attività religiosa dei Testimoni di Geova dell'Uzbekistan.





fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito ufficiale delle Pubbliche Relazioni dei Testimoni di Geova JW-Media.org, in data 25 aprile 2008 (http://www.jw-media.org)

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net