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Primo donatore Testimone di Geova

Angri, incidente sul lavoro: l’operaio deceduto dona gli organi

G.A., operaio 62enne vittima di incidente sul lavoro avvenuto in un cantiere di Angri, non c’è la fatta a vincere la sua battaglia per la vita. Dopo quattro giorni di agonia l’uomo è deceduto nella giornata di ieri. Ma la sua morte ha regalato la vita ad altre persone. I suoi familiari, infatti, hanno acconsentito alla donazione degli organi del proprio congiunto. Una scelta resa ancora più difficile dal fatto che la famiglia professa la religione dei Testimoni di Geova (la Bibbia non vieta i trapianti e per questa ragione i Testimoni di Geova decidono in base alla propria coscienza, n.d.R.). Per ciascun individuo che debba affrontare una decisione di questo tipo deve soppesare i vari fattori con attenzione e preghiera, dopo di che deciderà in ciò che può o non può fare davanti a Dio. . Per vincere le riserve la moglie ed i quattro figli dell’uomo hanno chiesto di interpellare qualche loro confratello più autorevole ed esperto, ed alla fine hanno deciso di acconsentire alla donazione degli organi e dei tessuti del familiare.

Le condizioni dello sfortunato operaio erano state considerate gravissime dal suo arrivo in ospedale, fino al sopraggiungere della morte cerebrale, dichiarata dalla commissione composta dal medico legale Carmine Saporito, dall’anestesista Italia Odierna, dal neurologo Agostino Galdi, e dal tecnico di elettroencefalografia Alfonso Cicalese. Il monitoraggio previsto dalla legge è iniziato alle ore 14 del pomeriggio di ieri ed è terminato alle ore 20.

Intanto il magistrato di turno presso la Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, dr. Giancarlo Russo, disponeva la liberazione della salma, ponendola a disposizione dell’equipe dei prelievi.
Subito dopo è stata attivata la macchina organizzativa per gli espianti, diretta dal dr. Luigi De Chiara, con la collaborazione dell’anestesista Germana Lambiase, del tecnico di laboratorio Carla Formisano, e del dr. Ettore D’Aniello, psicologo che si è occupato dei rapporti con la famiglia del donatore. Preziosa la collaborazione del direttore sanitario dell’Umberto I, Mauizio D’Ambrosio, che ha messo la sua struttura a completa disposizione dell’equipe per tutta la notte. Le operazioni, infatti, hanno avuto inizio alle ore 24 di sabato per concludersi alle ore 5 della domenica.
I dettagli sugli organi prelevati e sulla loro destinazione non sono stati resi noti dall’Asl, per ovvii motivi di privacy e segretezza.

L’incidente che ha tolto la vita a G.A. era avvenuto lo scorso 22 aprile, all’interno del cantiere per la costruzione della palestra della scuola media “Don Enrico Smaldone” sita in via Stabia ad Angri. L’autista, nato a Scafati ma residente a S. Giuseppe Vesuviano (Napoli), era caduto dalla sua betoniera, da un’altezza di tre metri, mentre stava sistemando alcune arnesi sul mezzo. Le sue condizioni erano apparse subito gravi. Prontamente soccorso, l’uomo è stato trasportato all’ospedale di Scafati, ma per la gravità delle ferite riportate i sanitari ne hanno disposto il trasferimento all’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore. Qui è stato sottoposto ad intervento chirurgico al cranio presso il reparto di Neurochirurgia, per poi essere trasferito nel reparto di rianimazione, dove, dopo quattro giorni è sopraggiunta la morte.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito "Oltre News", in data 27 aprile 2008, rubrica "News", sezione "Archivio" (www.oltrenews.it)