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Genzano di Roma: Ritrovano la fede e si liberano dalla droga

Una coppia di ex Testimoni di Geova riaccolti nella loro comunità

Era una giovane coppia di Testimoni di Geova, quelli che vediamo in giro soprattutto nel fine settimana, instancabili predicatori di casa in casa e assidui frequentatori delle settimanali funzioni religiose. Ma ad un tratto i due sprofondano in grossi problemi economici, cominciano a frequentare le persone sbagliate e infine cadono vittima della droga. A nulla valgono gli sforzi dei propri "anziani" (i pastori spirituali della comunità), che cercano invano di dissuaderli; si offrono di aiutarli ad uscirne fuori, ma i due ormai non ne vogliono sentir parlare di abbandonare quel mondo. Così, dopo vari tentativi gli "anziani" non possono far altro che prendere atto della volontà di Carlo e Anna (li chiameremo così) di non far più parte della comunità. Carlo chiede ed ottiene di non essere più considerato un testimone di Geova e Anna viene espulsa a motivo della sua condotta scandalosa. La scomunica è un evento raro nella comunità dei Testimoni di Geova e circa un terzo di coloro che fuoriescono decidono di compiere i passi necessari per rientrare. Ed è questo che è successo a Carlo e ad Anna. Dopo 4 anni riscoprono la fede e trovano la forza di liberarsi dalla droga e di tutti gli altri vizi in cui erano caduti, riconducendo una vita serena e dignitosa. Nella comunità i loro confratelli li riaccolgono, felici del loro ritorno. Una storia di tossicodipendenti a lieto fine, di pieno recupero, che desidereremmo vedere più spesso nei nostri paesi dove purtroppo i giovani fanno fatica a uscire dal tunnel della droga.

Cosa vi ha trascinati nella droga?

"Eravamo davvero caduti in basso", risponde con rammarico Anna. "Avevamo si grossi problemi economici, ma questo non è stato l'unico motivo che ci ha portati a far uso di sostanze stupefacenti. Eravamo attratti da compagnie malsane, da un mondo ai margini della società che pensavamo ci avrebbe fatto evadere dai nostri problemi e ci avrebbe fatto provare sollievo dalle nostre difficoltà. Invece, dopo aver voltato le spalle a Dio a agli "anziani" della nostra comunità che cercarono più volte di aiutarci in modo amorevole, la nostra vita subì in crollo immediato. Eravamo diventati del tutto schiavi della droga. Cominciammo con la marijuana, ma ben presto non ci bastava più e passammo alla cocaina e mio marito anche all'eroina. Quasi contemporaneamente il nostro matrimonio andò in crisi; l'atmosfera in famiglia si fece incandescente, così che io e mio marito alla fine ci separammo legalmente". "Ricordo che in quel periodo" - aggiunge Carlo - "ormai tutto il nostro linguaggio diventò pesante, il turpiloquio era regolare, il nostro modo di vestire era ugualmente trasgressivo e indecente. Oltre ad essere totalmente schiavo della droga, con altri cosiddetti "amici" cominciai a compiere furti per mantenermi i vizi in cui ero caduto".

Come avvenne la svolta per tornare indietro?

"Avevamo due bambini" - afferma Anna - "uno di 6 anni e un altro di 1 anno e mezzo, e pensare a loro ci aiutò a tornare intanto a vivere insieme, anche se il nostro rapporto di coppia era lungi dalla serenità di un tempo. I litigi erano all'ordine del giorno. Una delle poche cose che facevano sicuramente un po' di sereno tra di noi erano i festini di droga con i nostri amici. Una cosa che ci fece riflettere fu ciò che successe ai nostri bimbi proprio ad uno di questi festini; una sera la nostra casa si riempì totalmente di fumo, come d'altra parte succedeva sempre in simili occasioni. Come di solito, avevamo chiuso la camera dei bimbi, ma purtroppo il fumo era così tanto che passò sotto la porta i bambini cominciarono a tossire e si sentirono molto male. Ci prendemmo un grande spavento. Cominciammo a pensare che avevamo toccato davvero il fondo". "Una sera trovai la forza di pregare" - dice Carlo - "e dissi a Dio che ero stanco di fare quella vita orrenda e di danneggiare i nostri bimbi che non avevano certo un futuro roseo davanti a loro con genitori come noi. Ne parlai anche ad Anna, la quale gradualmente riusci anche lei a pregare. Entrambi chiedemmo a Dio di ricevere la forza per liberarci da quella vita. Riprendemmo a frequentare le riunioni dei Testimoni di Geova e a studiare la Bibbia, rendendoci conto che solo ritrovando la fede potevamo avere la forza e le motivazioni giuste per cambiare la vita. Gli "anziani" ci visitarono e ci incoraggiarono molto mentre ci stavamo riavvicinando a Dio. Così gradualmente abbiamo abbandonato lo stile di vita abietto che avevamo seguito per 4 anni. Ci siamo liberati dalla droga del fumo dei furti e nella nostra famiglia è tornata un'atmosfera rilassata. Infine siamo stati di nuovo accolti nella comunità in modo caloroso e i nostri fratelli non ci hanno fatto sentire in colpa. Ora siamo felicissimi; ci siamo resi conto che vivere secondo i principi cristiani è il miglior modo di vivere e protegge i giovani da tentazioni pericolose e facili illusioni, da modi di ricercare la cosiddetta "libertà" che poi si rivelano falsi, effimeri e dannosi.

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Questo articolo è stato pubblicato sul sito "Punto a Capo online", in data 22 settembre 2007, rubrica "Il giornale online, Sezione Provincia di Roma" (www.paconline.it)