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Analizzare le implicazioni sulla sicurezza nell’utilizzo di aprotinina: l’analisi retrospettiva dell’aprotinina nella Chirurgia Cardiotoracica (reazioni)



Coleman C.I., Rigali V.T., Hammond J., Kluger J., Jeleniowski K.W., White C.M.

Divisione di Cardiologia, Hartford Hospital, Hartford, Connecticut, 06102-5037, USA.



OBIETTIVI: L’aprotinina è un farmaco usato per ridurre la perdita di sangue nei pazienti che si sottopongono ad intervento cardiotoracico con bypass cardiopolmonare. Una recente analisi di coorte ha rilevato elevati rischi di eventi renali, cardiovascolari, e cerebrovascolari nel momento in cui si è utilizzata l’aprotinina. Abbiamo cercato di determinare l’effetto dell’aprotinina sulla sicurezza tra i pazienti che ricevono un intervento cardiotoracico con bypass cardiopolmonare da un unico ospedale degli Stati Uniti che riserva l’aprotinina per interventi complessi e per i Testimoni di Geova, e non utilizza il test del tempo di coagulazione attivata basato sul celite.

METODI: Abbiamo eseguito un’analisi di coorte con regressione logistica multivariata, che include l’adeguamento del punteggio di propensione comprendendo pazienti dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2005. Abbiamo analizzato 3348 pazienti che avevano ricevuto un intervento cardiotoracico in un unico centro professionale per le cure mediche. Abbiamo osservato l’utilizzo di aprotinina o la carenza di aprotinina nella chirurgia cardiotoracica. I principali indicatori medici erano le probabilità di sviluppare infarto miocardico (espresso come tasso di probabilità con il 95% dell’ambito di confidenza), eventi cerebrovascolari, e disfunzioni renali successivi a chirurgia cardiotoracica tra i gruppi.

RISULTATI: Per i pazienti che hanno ricevuto aprotinina erano meno probabile provare un evento cerebrovascolare rispetto al controllo [0.65 (0.46-0.91)] e non avevano un elevato tasso di infarto miocardico [1.04 (0.53-2.04)] ma era più probabile verificarsi una disfunzione reale post-operatoria [2.03 (1.37-3.01)].

CONCLUSIONI: L’aprotinina non è associata a rischi negativi miocardici o cerebrovascolari ma aumenta il rischio di disfunzione renale. Non è risaputo se la disfunzione renale rifletta un danno renale o una riduzione transitoria nella pressione di filtrazione glomerulare.


PMID: 17532955 [PubMed – indicizzata per MEDLINE]



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito "NCBI PubMed", nel mese di giugno 2007 con i seguenti riferimenti: J Thorac Cardiovasc Surg. 2007 Jun; 133(6):1547-52. (http://www.ncbi.nlm.nih.gov)

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net