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Fontaneto D'Agogna: E' scomparso tre anni fa, la Procura archivia



FONTANETO D’AGOGNA - Sono state chiuse le indagini sulla scomparsa di Emo Piccioni: resta il mistero più fitto. La Procura di Novara ha archiviato il caso del Testimone di Geova scomparso il pomeriggio del 31 ottobre del 2005 senza lasciare traccia. Piccioni, che all’epoca aveva 58 anni, si trovava quel giorno alla Casa del Regno di Borgomanero. Come «anziano» dei Testimoni di Geova aveva il compito di coordinare la preghiera: alle 15, però, è arrivata una telefonata che invitava un Testimone a recarsi nella piazza della Posta di Prato Sesia per ritirare i documenti di un confratello. Piccioni partì in auto un’ora dopo. La sua vettura venne ritrovata, priva di forzature e parcheggiata nella piazza, ma del proprietario nessuno ha saputo più nulla. Da allora la famiglia ha tentato qualunque strada per ritrovarlo portando il caso di Emo Piccioni anche alla ribalta nazionale. Una svolta nelle indagini è sembrata arrivare due anni fa, quando a Fara Novarese, in un cascinale di campagna abbandonato da anni, vennero trovate numerose scritte e disegni satanici con il nome, a caratteri cubitali, di Piccioni. La stessa moglie di Piccioni, Enza Gentina, aveva indicato subito questa come la pista più probabile: la scomparsa del marito era avvenuto in coincidenza con la notte di Halloween e i Testimoni di Geova hanno sempre assunto una posizione di netta condanna del satanismo. Nelle indagini è stato coinvolto anche un investigatore privato svizzero, Daniele Marcis, che ha incontrato gli inquirenti italiani ma che è stato poi minacciato di morte e per questo ha addirittura lasciato il paese. Lo stesso Marcis ha sostenuto che le minacce era da riallacciare al fatto che le indagini stavano ormai portando all’identificazione dei responsabili. Nonostante l’apporto dell’investigatore elvetico, l’inchiesta non ha però trovato riscontri tali da poter emettere rinvii a giudizio nè di iscrivere nessuno nel registro degli indagati. Adesso arriva l’archiviazione: il caso non sarà riaperto a meno che emergano nuove prove o indizi di grande rilievo. «Sono ancora decisa a cercare mio marito ed a volere scoprire a tutti i costi la verità - dice Enza Gentina -. Se tornassi indietro rifarei esattamente le medesime ricerche. Continuo sempre ad affiggere la sua foto, sperando che qualcuno possa dirci qualcosa. In queste settimane sono state scoperte persone che erano tenute segregate da vent’anni: perchè dovrei rinunciare?».





fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito "LA STAMPA.it", nella sezione riguardante le notizie di cronaca della zona di Novara (www.lastampa.it)