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Sono i Testimoni del Messico

La seconda religione nel paese

Sono presenti nel 90% dei comuni, ogni mezz’ora convertono una persona alla propria fede e sono riusciti a consolidare la propria chiesa senza passare attraverso episodi di violenza




Ogni 30 minuti, un messicano si converte in un membro attivo dei Testimoni di Geova, denominazione che è riuscita a posizionarsi come seconda religione nel paese, con più di un milione di adepti. Molti d essi, dicono gli esperti, sono cattolici delusi che incontrano un luogo dove risolvere problemi di violenza e tossicodipendenza. Il clero assicura che non presta attenzione a questo fenomeno, anche se già esistono località dove ci sono più persone che leggono la Torre di Guardiache il catechismo.

Sono sparsi, sembrano pochi, però rappresentano la seconda religione con più credenti in tutto il territorio nazionale. Sono i Testimoni di Geova che, nell’attualità, somma un milione 057 mila 736 praticanti, secondo l’Istituto di ricerca Atlas della Diversità Religiosa in Messico.

Sebbene non significa che vanno convertendosi nella religione maggioritaria, di certo è stata una delle opzioni religiose non cattoliche più scelte nel paese. Di fatto, secondo il Centro di Informazione sulle Sette, Religioni e Nuovi Movimenti Spirituali, ogni 30 minuti, un messicano si converte in un attivo Testimone.

Nonostante che nel nostro paese 88% dei messicani sia cattolico, visto che 74 milioni 612 mila 373 professano questa religione, negli ultimi 30 anni i Testimoni di Geova sono aumentati in quasi tutti gli angoli del paese. Solamente nel 10% dei duemila 443 comuni non sono presenti.

Il boom del tasso di aumento annuale non è recente: accadde negli anni ottanta, periodo in cui ebbero un aumento annuale che raggiunse il 16%, anche se questo tasso di aumento diminuì fino ad un 1% nel 2003.

Ciononostante, la diminuzione non è sinonimo che abbiano perso forza tra i messicani. Rodolfo Casillas, ricercatore della pluralità religiosa della Facoltà Latinoamericana di Scienze Sociali (Flacso), enfatizza che la velocità di crescita è diminuita perché si è entrati in un periodo di stabilizzazione, poiché non si tratta solo di captare fedeli, ma anche di mantenerli.

Al riguardo, Bernardo Barranco, sociologo specializzato in temi religiosi, segnala che l’aumento è rallentato perché c’è una competizione religiosa molto forte, soprattutto nel movimento neopentecostale e perfino la Santa Morte, quest'ultima s'indirizza nel mondo dell’informale e nei settori più umili.

Fino al 1950, la maggioranza dei Testimoni di Geova si localizzavano nei paesi anglosassoni, però a partire dagli anni 80 cominciò a concentrarsi nei paesi latini, come Messico e Brasile.


Quasi il 15% dei Testimoni di Geova in Messico, si concentrano nella città del Messico e zona periferica, con 67.656 fedeli distribuiti in Ecatepec, Iztapalapa, Nezahualcóyotl e Gustavo A. Madero


Coinvolgono i delusi

Come sono riusciti a penetrare nel paese? A differenza di altri culti, che si concentrano solo in certe regioni, questa religione riuscì nella sua espansione attraverso i missionari che si stabilirono in diverse comunità e svolsero l’attività di casa in casa per invitare la gente a leggere la Bibbia.
Insieme a questo, Elio Masferrer, professore e ricercatore della Scuola Nazionale di Antropologia e Storia (ENAH), assicura che la Chiesa Cattolica cominciò a soffrire una crisi, poiché smise di essere una fonte che definiva i valori nella società messicana.

“La gente cominciò a sentire che la Chiesa Cattolica aveva smesso di esercitare il controllo sociale e questo gli ha fatto perdere credibilità, soprattutto quando si presentarono altre offerte religiose”, segnala l’antropologo e storico. Secondo le parole di Bernardo Barranco, il cattolicesimo perse autorità morale, perché alcuni la percepivano come una Chiesa “anziana”. Inoltre, aggiunge, l’immagine dei gerarchi cattolici per molti messicani è andata deteriorandosi, perché non sono leaders spirituali o morali, ma politici.

Un altro aspetto che ha causato allontanamento è che in Messico la Chiesa Cattolica si è allontanata dal popolo dando priorità al ceto alto. “Ha lasciato nell’abbandono un settore abbastanza segregato dove altri gruppi hanno trovato spazio, come i Testimoni di Geova”, ha spiegato.
Mentre la dinamica sociale ed economica nel paese durante gli anni 80 è stata diretta all’esclusione, il successo dei Testimoni di Geova fu l’incorporazione sociale.

Secondo l’opinione di Barranco il culto al lavoro, l’igiene e l’acquisizione di abitudini come il non bere alcol, con una filosofia includente in settori che furono esclusi per la stessa dinamica dell’economia del paese, ha fatto si che questa Chiesa li aiutasse a essere parte di una società.
Ciononostante, gli specialisti Casillas e Berranno concordano che sebbene la gente di settori emarginati hanno adottato questa religione, ciò non vuol dire che sono presenti solo in settori poveri; sono presenti anche nella classe media tanto nelle zone urbane come in quelle rurali.
Il successo ha anche radici nella metodologia. Le forme di proselitismo di casa in casa per invitare la gente a leggere la Bibbia hanno prodotto risultati perché hanno dato un senso alla vita a settori molto sofferenti.

“Vi sono di ceto basso, medio e medio alto. C’è gente che ha sofferto crisi familiari molto gravi come violenze, botte, alcolismo e tossicodipendenza e, in qualche maniera, convertirsi come Testimone di Geova ha dato loro la possibilità di vivere senza maggiori problemi facendo le cose che a Dio sono gradite”, asserisce Masferrer.

Accettare questa dottrina, aggiunge, è come incontrare la maniera di allontanarsi dai problemi dando dignità alla gente che manca di autostima.

“La gente cominciò a sentire che la Chiesa Cattolica aveva smesso di esercitare il controllo sociale e questo gli ha fatto perdere credibilità, soprattutto quando si presentarono altre offerte religiose”, - Elio Masferrer esperto in religione


Geografia dei Testimoni di Geova

In accordo con Atlas della Diversità Religiosa in Messico, elaborato per vari centri di ricerca sociale e universitaria, quasi il 15% dei Testimoni di Geova si trovano nella Città del Messico e nei grandi centri con 67 mila 656 fedeli distribuiti principalmente in Ecatepec, Iztapalapa, Nezahualcóyotl e Gustavo A. Madero. Dopo seguono Tijuana, Ciudad Juárez, Puebla, Mérida, Culiacán, Monterrey, Tuxtla Gutiérrez e Guadalajara.

Però non solo qui sono presenti. Anche in popolazioni rurali del sud-est del paese, anche se il maggior numero sono in Ecatepec, in fatto di concentrazione percentuale, questa si percepisce nei comuni di Santiago Laxopa, Santa María Temaxcalapa e San Miguel Quetzaltepec, in Oaxaca.
Un caso particolare è Bejucal di Ocampo, Chiapas, dove i Testimoni di Geova rappresentano più della quarta parte della popolazione, e ciò significa che è l’unico comune dove la presenza di questa religione è predominante.

In questo comune il 36% della popolazione non professa nessuna religione, il 26% è Testimone di Geova, il 17% condivide la fede cattolica, il 7% rappresentano la somma delle altre religioni protestanti (5% sono pentecostali e il 4% avventista).

In virtù di ciò, questa organizzazione religiosa mostra una maggioranza di donne, soprattutto, dai 15 ai 49 anni, aumentando tra le cinquantenni e più.

La preparazione dei Testimoni di Geova
inizia sin dalla tenera età. Secondo il centro d'informazione
sulle sette e religioni, ogni anno si battezzano 37.000 persone.


Il cammino che detta Geova

Ciascuna religione ha la sua propria struttura. I Testimoni di Geova posseggono una rete organizzativa complessa legata a una disciplina che rifiuta feste nazionali, compleanni, Natale e simboli patriottici. E’ loro proibito onorare la Bandiera, cantare l’Inno Nazionale, fare il servizio militare e nemmeno votare.

Un altro punto che è stato molto criticato è che non accettano trasfusioni di sangue, il quale ha propiziato conflitti con l’autorità medica. In questo senso, alcuni li hanno qualificati come antisociali e “chiusi”, cosa che per i ricercatori Casillas e Masferrer non ha fondamento.

Questione di fede
L’avvicinare gente che vive problemi di violenza e droga è la differenza tra Testimoni e cattolici.
88% dei messicani professano la religione cattolica (circa 74 milioni di battezzati).
1.05 milioni di messicani hanno aderito ai Testimoni di Geova.
Il 17% della popolazione è cattolica nel comune chiapaneco di Bejucal di Ocampo.




Sebbene non celebrano feste patriottiche, né partecipano in periodo di elezioni questo non vuol dire che si allontanano dalla società. Sono pragmatici perché mantengono l’equilibrio con le autorità politiche e amministrative.

Su tutto ciò che può influire sul loro sviluppo sociale, Barranco considera un aspetto positivo e un altro negativo. Da un lato, la loro etica biblica è riuscita a far sì che persone di settori marginati si integrassero di nuovo nella società. D’altra parte, hanno avuto problemi, che benché non influivano sulla loro appartenenza alla società, sono stati causa di conflitti che li hanno allontanati da altre persone.

I Testimoni di Geova si caratterizzano per la loro etica puritana, così, tanto la fornicazione, l’adulterio e l’omosessualità, come il consumo di alcol (i Testimoni di Geova considerano lecito secondo la Bibbia l’uso moderato di alcolici, n.d.T.), tabacco e droga, sono pratiche che meritano l’espulsione.

Secondo l’antropologo Masferrer, queste restrizioni patriottiche e sociali sono dovute al fatto che credono nella legge di Dio. La Bibbia è una normativa assoluta e per questo rifiutano festività mondane.

La volontà supera l’imposizione

Sebbene le statistiche indicano una diminuzione dei cattolici nel paese, non significa che per il 2050 giungeranno a essere la minoranza, di sicuro c’è che nell’attualità la competizione religiosa produrrà una maggiore diversità.

Per Casillas la pluralità religiosa in Messico ha una crescita significativa unita al calo dei cattolici.
Con questo coincide il pensiero del sociologo Barranco quando menziona che la fede cattolica assume una posizione contro corrente di aspetti della cultura messicana, la quale fa pensare “che difende valori medievali e non è aperta al dialogo”.

Un altro aspetto che ha determinato la perdita di fedeli sono gli scandali di abusi sessuali, visto che “solo negli Stati Uniti ha dovuto pagare più di sei milioni di dollari di indennizzo. Ciò danneggia l’immagine della Chiesa Cattolica. Predica valori tradizionali, però non li mette in pratica”, dichiara lo studioso delle religioni.

Davanti a tutto ciò, c’è una competizione religiosa ogni volta più grande, dovuta al fatto che i monopoli sono in crisi e non solo in termini religiosi.

Nel caso dei Testimoni di Geova, il ricercatore Masferrer sostiene che si è posizionata come la seconda forza religiosa perché segue una linea stretta. E’ una disciplina molto “rigida” che, per coloro che la applicano, implica serietà.

Però non è l’unica alternativa. Gli esperti puntualizzano che ora la popolazione messicana ha la libertà di scegliere l'opzione religiosa che più aderisce alle sue convinzioni e non seguire ciò che viene imposto dai genitori.

Se nel passato la religione era obbligatoria nella famiglia, oggi la volontà supera l’imposizione.
E’ qui dove la diversità appare come offerta religiosa. Per la sociologia della religione anglo-sassone il cambiamento religioso è un riflesso delle trasformazioni economiche propiziate dalla modernità capitalista.

Da questa prospettiva, si dice che se la tradizione religiosa prima era autoritariamente imposta, oggi è il prodotto che dipende dal marketing, poiché è venduta a una clientela che non è più obbligata a comprare, la quale lascia il passo a un pluralismo nel quale influisce la logica dell’economia di mercato.

Ciononostante il cattolicesimo continua a essere la forza maggioritaria, perché la dissidenza si compone di una diversità di minoranze religiose, le quali si manifestano con maggior enfasi nel sud-est del paese, e, anche se meno pronunciato, negli stati di frontiera del nord.

Un esempio di questa diversità si percepisce in Tabasco, Campeche e Quintana, dove le opzioni religiose diverse dalla cattolica occupano più della quarta parte delle preferenze religiose degli abitanti, secondo quanto informa l’istituto Atlas della Diversità Religiosa in Messico.

Però il caso più eclatante lo troviamo nel Chiapas. In questa zona gli abitanti non cattolici sommano un terzo della popolazione totale, oltre al fatto che vi sono comuni come Bejucal di Ocampo dove il cattolicesimo non è più la religione maggioritaria.

Mercato di anime

Gli stati con maggior numero di cattolici coincide con le due regioni che storicamente sono state bastioni di questa fede: la zona centro e occidentale.

Nella parte occidentale questa è la percentuale di cattolici su scala statale:
Guanajuato, 97.12%
Aguascalientes, 96.35%
Jalisco, 96.09%
Zacatecas, 95.90%
Michoacán, 95.56%
Colima, 93.76%
Nayarit, 92.55%

Nella zona centro, la percentuale di cattolici è la seguente:
Querétaro, 96%
Tlaxcala, 94.2%
San Luis Potosí, 93%
Puebla, 92%
México, 92%
DF, 91%

Gli stati con meno percentuale di cattolici si ubicano nelle regioni del sud:
Chiapas 64%
Tabasco 71%
Campeche 72%
Quintana Roo 74%
Baja California 83%
Veracruz, Tamaulipas e Morelos 84%

Nella regione centro si concentra il 35% dei cattolici messicani, e nella regione centro occidentale si trovano il 23% dei suoi fedeli.
Nella regione sud-sudest risiede Il 21%, e nel nordest il 13,5% e nella zona dove esiste una minor densità di popolazione risiede il 7,6% di cattolici.
In scala mondiale, il numero dei Testimoni di Geova è passato da 2,5 milioni nel 1983 a 5,3 milioni di adepti nel 1997.


Regna la fede in Geova

In Bejucal di Ocampo, un comune della regione della zona montagnosa del Chiapas governata dal PRD, la maggioranza degli abitanti sono testimoni di Geova; prevale un ambiente di tolleranza religiosa e politica, poiché i membri di questa organizzazione non sono obbligati a svolgere il servizio militare né i loro figli a partecipare a cerimonie civiche. Gli abitanti hanno cambiato l’alcolismo e il vizio del fumo con i cantici e letture bibliche. Rispettano le autorità, anche se non votano

Di casa in casa:
1. In Messico hanno dedicato nel 1997 approssimativamente 105 milioni di ore in visite di casa in casa per predicare.
2. Ogni anno i testimoni di Geova conducono una media di 570 mila studi biblici a persone interessate.
3. Messico è il secondo paese del mondo con il maggior numero di testimoni di Geova, dopo gli Stati Uniti e seguito dal Brasile. Nel 1997 vi erano circa 11mila congregazioni nel paese.


BEJUCAL DE OCAMPO, Chis. - E’ piccolo e tranquillo. Il canto dei galli è più forte che lo schiamazzo della sua gente. Seduto nella cima della punta della zona montagnosa, ad un'altezza di 2300 metri sopra il livello del mar, dove i raggi del sole disgelano il prato e penetrano nelle lamine dei tetti per riscaldare le case, si erige questo comune della regione di Motozintla, Chiapas, dove domina il silenzio.

Dieci metri separano un tempio pentecostale da una Sala del Regno, però qui non c’è spazio alla ostilità e la diversità religiosa non impedisce il saluto tra vicini o la convivenza giorno per giorno; ogni famiglia professa con libertà il proprio credo e questo non impedisce la loro integrazione come società. Non è per niente strano che a Bejucal vi sia un’enorme presenza di testimoni di Geova.

La loro politica di espansione ha guadagnato terreno in questa regione perché tre volte alla settimana escono per andare di casa in casa predicando la propria fede, dichiara il professore Francisco Barrios Reyes. Questo ha motivato la conversione di alcuni che erano ferventi cattolici in Testimoni, però il fatto che ci siano meno cattolici è dovuto anche al fatto che manca un contatto quotidiano con il sacerdote, ha spiegato.

Di fatto i cattolici sono la minoranza. Il tempio è al fianco del palazzo del municipio e, anche se di giorno rimane aperto, le panche rimangono vuote. Quasi nessuno entra per pregare. Il sacerdote non vive lì. Solo va a Bejucal ogni domenica per la messa, dopo di che se ne va.

“Non abbiamo parroco. L’incaricata di aprire e chiudere la chiesa è Norberta Escobar. Il sacerdote viene solo le domeniche o quando qualcuno muore”, ha detto Juan Daniel González Sandoval, di Bejucal de Ocampo.

“Qui in maggioranza sono Testimoni e non si obbligano a niente. Rispettiamo la loro forma di pensare e anche se non votano né occupano cariche amministrative, rispettano le autorità”. - Elidio Borrayas Ramirez Segretario Municipale

“Non votiamo perchè siamo neutrali; non stiamo in favore né contro; quando qualcuno occupa la presidenza, lo rispettiamo come autorità, perchè è posto li dal Creatore”. - Abisaí Domínguez Rappresentante dei Testimoni di Geova di Bujucal

“Qui c’è molta armonia religiosa, non come a Los Altos, dove abbiamo visto mischiarsi la politica con la religione e per questo ci sono stati liti e perfino morti”. - Francisco Barrios Professore di Telesecondaria


Un paese senza il problema dell’alcolismo

A differenza di altre popolazioni, qui è molto raro trovare vendita di birra o persone che bevono alcool fuori di casa. Soltanto due o tre sigarette al giorno è quello che vende don Abigail Escobar nel negozio che si trova di fronte al giardino centrale del paese. Il pacchetto lo vende a 30 pesos, però nessuno lo compra, perché chi fuma preferisce pagare due pesos e 50 centesimi per una sigaretta sciolta.

“Quasi nessuno fuma qui; se ho sigarette è perchè un negozio deve avere un poco di tutto, però se ne vendo tre al giorno già sono molte”, ha sottolineato il negoziante di 85 anni. Ubriachezza? Questa ancora meno. Quelli che bevono lo fanno durante le feste, aggiunge. Secondo don Abigal, “grazie a Dio”, qui non ci sono problemi di alcolismo, “nemmeno prostituzione. Ci sono solo gruppi di “marimba” (strumento musicale tipico del Messico, n.d.T.) tra i giovani”, ha aggiunto, orgoglioso del suo paese.

Mentre la maggioranza delle donne rimangono a casa accompagnate dalle figlie maggiori di 15 anni per compiere i lavori di casa, gli uomini vanno nella campagna. Seminano fagioli e mais. Per questo, il cibo più comune è riso e fagioli. Non c’è il mercato, però un camioncino con verdure si piazza fuori della scuola elementare Miguel Alemán per vendere.

E’ raro che si stabiliscano relazioni strette di amicizia però la socialità non si perde. Esiste più vicinanza tra coloro che professano la stessa religione. Ciononostante, in questo paese non sono sorti conflitti o liti religiose. “Qui c’è molta armonia religiosa, non come a Los Altos, dove abbiamo visto mischiarsi la politica con la religione per questo ci sono stati liti e perfino morti”, ha detto il professore delle scuole medie Francisco Barrios.

Autorità municipali, professori e vicini di questo comune chiapaneco
riconoscono che cambiare religione verso l’organizzazione religiosa conosciuta
anche come Testimoni di Geova, è stata benefica per il paese e i suoi abitanti.


Il maestro dice di non appartenere a nessuna religione, però secondo la sua opinione, l’aumento dei Testimoni di Geova è stato di beneficio, fino a un certo punto, perché “vi erano persone che prima bevevano molto e questo procurava loro una serie di problemi; ed ora la loro religione li ha aiutati a cambiare il proprio stile di vita”. Per Elido Borrayas Ramírez, funzionario municipale di Bujucal di Ocampo, la forma di vita non è differente per il fatto che la maggioranza degli abitanti sono Testimoni.

Nonostante ciò, gli uomini di Bujucal non fanno servizio militare. La “cartilla” (documento militare, n.d.T.) si trasforma come un documento di identificazione.

Nell’entrata del palazzo municipale l’insegna è molto chiara: “Dal 15 gennaio al 15 di ottobre 2008 si sbrigano le pratiche della “cartilla” (documento militare, n.d.T.) per chi è contrario”. Dovete solo portare il certificato di nascita aggiornato, comprovante il domicilio e le foto. I testimoni di Geova sbrigano queste pratiche perché non vogliono svolgere il servizio militare e si sa che è un documento necessario per sollecitare lavoro o per altre pratiche” ha indicato Borrayas.

La commemorazione civica si realizzano senza problemi. Già si è abituati che gran parte della popolazione no partecipa. “Lo vediamo come qualcosa di normale, perché la maggioranza sono testimoni e non si obbligano a fare nulla. Rispettiamo la loro maniera di pensare e, anche se non votano né, ancor meno, occupano una carica amministrativa, rispettano le autorità”, assicura.

Governa il PRD ... e non ci sono conflitti

Intervistato da Excélsior su cosa succede durante le elezioni, il funzionario del comune ha spiegato che, anche se i testimoni di Geova si mantengono neutrali al voto, la popolazione ha imparato a convivere senza conflitti. Il 7 ottobre dell’anno passato ci furono le elezioni per la presidenza municipale e l’affluenza alle urne è stata scarsa.

Borrayas Ramírez ha spiegato che si presentarono a votare 1900 persone. Tre erano i candidati, uno del PAN, un altro del PRI e il terzo della coalizione “Per il bene di tutti”. Con 993 voti ha vinto la coalizione. Questo trionfo, per i testimoni di Geova di Bejucal, non ha rappresentato nessun cambiamento, né in male né in bene.

“Non votiamo perché siamo neutrali, non siamo né a favore né contro; semplicemente, quando qualcuno occupa la presidenza municipale, lo rispettiamo come autorità in quanto occupa quel posto perché il Creatore glielo permette”, ha dichiarato Abisaí Domínguez rappresentante della congregazione dei Testimoni di Geova del quartiere El Pino, di Bujucal di Ocampo. Per l’evangelizzatore, il proposito della sua congregazione è vivere in armonia. Rispettano le credenze dei loro vicini, sono amichevoli, però non si fanno coinvolgere nelle loro festività.

A 2300 metri sopra il livello del mare
si trova il quartiere di El Pino, in Bejucal di Ocampo,
dove vi sono pochissimi cattolici.


Grato per essere uno dei predicatori più conosciuti nella sua comunità, ha assicurato che pochi cattolici celebrano le loro festività e nessuno glielo impedisce. “Semplicemente noi non facciamo parte di loro, e nemmeno onoriamo la bandiera, perché siamo testimoni di Geova e onoriamo solo il nostro Creatore Geova”, ha detto, mentre separava il mais nel cortile della sua casa.

Per lui e molti altri della popolazione, la sua religione ha recato benefici alla comunità. Non hanno l’ambizione di arricchirsi né di avere una casa lussuosa, la loro mira è lavorare e seguire giorno per giorno l’esempio di Geova. Sono felici perché non hanno vizi, si aiutano tra di loro e di separano da pratiche che per loro possono danneggiare la vita. Predicare ciò che insegna la Bibbia li aiuta a essere migliori persone.

“Noi testimoni di Geova di Bejucal conduciamo una vita semplice, siamo lavoratori, andiamo d’accordo e quando un familiare o un vicino ha un problema cerchiamo di aiutarlo, perché l’amore si dimostra con i fatti”, ha concluso Abisaí Domínguez.

Bandiera tricolore senza onorificenze

Gli alunni della primaria Miguel Alemán, della località El Pino, non portano l’uniforme, anche se dai loro abiti non si nota la religione di appartenenza. Ciononostante, quando si rendono gli onori alla Bandiera, l’Inno nazionale non trova eco nella maggioranza. Quando viene intonato, si ascoltano più i professori che gli studenti.

“Salutate!”, ordinò il direttore della scuola, Eleazar Roblero López, però solo il 40% degli alunni rispose all’ordine. Gli altri rimasero in piedi, mentre la minoranza effettuava l’atto civico.
“Dei nostri alunni, il 60% sono testimoni di Geova; per loro il saluto alla Bandiera equivale ad amare divinità lontane dalla loro religione. Non gli obblighiamo, però ci dispiace che confondano la credenza con l’idolatria”, ha affermato il professor Roblero.

Nei 18 anni che mi trovo in questa scuola, come docente “rimane una certa frustrazione per non poter riuscire a inculcare i simboli che identificano i messicani”, confessa. “Il Giorno della Bandiera parliamo loro dell’origine e la rappresentatività che ha dinanzi ad altri paesi, però la loro credenza è indistruttibile”, ha aggiunto. Questa mancanza di partecipazione limita la realizzazione di eventi dentro la scuola, oltre che isolarli. Anche se quando giunge la ricreazione, le differenze sfumano. Giocano e convivono come in qualsiasi altra scuola del paese.

Lo stesso accade dentro l’aula. Gli alunni testimoni di Geova sono partecipativi, educati e ordinati, ottengono buoni risultati, però non danno importanza alle materie civiche e storiche. La loro religione non influisce sul loro impegno accademico, assicura il maestro Francisco Barrios Reyes della Telesecondaria numero 50. “Si distinguono in classe e non sono indisciplinati.

Però negli atti civici o culturali, i professori si sentono limitati. “Se vogliamo fare balli regionali per il Giorno delle Madri, non partecipano e a volte per la loro assenza non completiamo le coppie. Si contano quelli che ballano. Questo è un po’ triste, perché è causa di poca partecipazione”, lamenta il maestro.

Con questo conviene Lucio Escalante, professore del primo grado della Telesecondaria. Dei 20 alunni sotto la sua responsabilità, 8 sono testimoni di Geova, tre cattolici e gli altri professano altre o nessuna religione. Nell’aula, il buon comportamento dei Testimoni si distingue sugli altri di altre credenze, si nota che leggono perché hanno più facilità di parola, ha affermato.

Floriberta è l’alunna più notevole del gruppo. E’ testimone di Geova e in marzo rappresenterà quelli del primo grado della sua scuola in una competizione di conoscenze tra scuole della regione della Sierra. Per il maestro Lucio è un’alunna di talento, però Floriberta non potrà far parte dell’accompagnamento, perché la sua religione non glielo consente.

In questa secondaria è più facile identificare i Testimoni. Curano l’igiene e si presentano bene. “Le bambine portano gonne più lunghe e i bambini portano camicette ben stirate, in paragone con gli altri che assistono sudici”, ha detto il professore.

Messicani al grido di guerra... si ascolta cantare solo a quattro alunni su dieci delle elementari Miguel Alemán del quartiere El Pino, a Bejucal de Ocampo. Alla maggioranza i loro genitori hanno insegnato che è idolatria...


In un angolo di Bujucal

“Viva Cristo Re nel mio cuore, nella mia casa e nella mia patria”. Questa è l’unica frase religiosa che c’è nella parrocchia di Bejucal di Ocampo, dove l’austerità si confonde con l’abbandono.
Le porte sono aperte, però i fedeli brillano per la loro assenza. Nel semplice altare spicca Cristo nella croce e, in un lato, la Vergine di Guadalupe. Nelle pareti non ci sono immagini di altri santi, nemmeno addobbi floreali né il confessionale.

Ci sono solo tre celebrazioni durante l’anno. Il 19 marzo si festeggia il santo patrono San José; l’8 di dicembre si celebra la Vergine de la concezione, e il 12 dello stesso mese la Vergine Morena.
E’ in marzo quando la Chiesa Cattolica del popolo si veste di tovaglie lunghe. La fiera in onore di San José inizia il 16 e si conclude il 19. “Questi giorni sono belli. La Chiesa brilla di vita, ci sono combattimenti di galli, balli popolari con marimba e fuochi d’artificio”, spiega Juan Daniel González, uno dei pochi cattolici di Bejucal.

I fedeli di questa confessione sono pochi però non hanno mai trattato di cambiare religione. La loro principale credenza è avere fede in un essere supremo, servire il proprio popolo e rispettare le leggi dell’uomo. Non si discute se ciò è bene o male, però ai suoi 62 anni, questo pensiero gli ha permesso di condurre “una vita semplice con grandi soddisfazioni”, ha sottolineato.

Solo negli Stati Uniti ci sono più fedeli di questo gruppo
Quando appena aveva 18 anni, Charles T. Russell organizzò, nel 1870, un piccolo gruppo di lettura della Bibbia nella sua natale Allegheny, Pensylvania, Stati Uniti, con successo al punto che nel 1879 riuscirono a pubblicare il primo numero della rivista Zion’s Watch Tower and Herald of Christ’s Presence, che in spagnolo si conosce come La Atalaya (Torre di Guardia), la cui tiratura è di 23 milioni di copie. Alla morte di Russell, nel 1916, l’organizzazione aveva già raggiunto una proporzione internazionale.

Lo succedette Joseph Franklin Rutherford, che nel 1931 adottò il nome Testimoni di Geova. Nel 1942 lo successe Nathan H. Knorr, che modernizzò l’organizzazione. Sotto la sua direttiva si cominciò a lavorare per la Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture, una versione letterale che “presenta fedelmente gli scritti originali”, secondo i Testimoni. Questa versione ha molti detrattori, fra questi cattolici ed evangelici, che sostengono che la versione è manomessa.

Ogni anno celebrano la Santa Cena del Signore, per la quale arrivano ad affittare stadi. Nel 1929 si aprì la prima succursale dei Testimoni di Geova nel Distretto Federale (Città del Messico), con 30 componenti. A partire dal 1986 il Messico ha occupato il secondo posto nel numero di adepti con un totale di 366.500 predicatori, solo dopo gli Stati Uniti. Attualmente l’organizzazione raccoglie più di sei milioni di fedeli in tutto il mondo.

Non accettano le trasfusioni

Jorge Reyes, evangelizzatore della congregazione che si riunisce nella Sala del Regno della Via Niños Héroes, a Città del Messico, ha sintetizzato alcuni principi della sua religione.

La Bibbia lo incoraggia a provvedere alla famiglia ed il lavoro è il mezzo per farlo. Siamo servitori di Dio e tutto lo facciamo alla sua gloria. Possiamo mangiare di tutto purché non vi sia sangue. Un cibo che non sia stato dissanguato non lo possiamo mangiare per comando divino.

Le trasfusioni non sempre sono necessarie. Chi riceve trasfusioni può correre il rischio di salute, come infezioni e perfino la morte. L’unico mezzo per risolvere i problemi economici, morali, sociali e di salute è il Regno di Dio.

La domenica ci si riunisce per una ora e 40 minuti. La prima mezzora è un discorso pubblico e la seguente ora la considerazione dello studio Torre di Guardia. Coloro che fanno più progresso nello studio della Bibbia giungono a diventare anziani della congregazione.

Non festeggiamo i compleanni, perché quelli che menziona la Bibbia occasionarono morte e afferma che “E’ meglio il giorno della morte che quello della nascita”. Una persona può risposarsi solo in due situazioni: quando il coniuge muore o quando è infedele.




Separati dal regno di questo mondo

Nella Sala del Regno del quartiere Il Pino i testimoni di Geova si riuniscono il venerdì e la domenica. Adorano Geova e uno degli obiettivi è predicare la Buona Notizia del Regno.

Abisaí Domínguez, rappresentante della congregazione dei Testimoni, ci ha detto che in queste adunanze si apprende per conoscere l'Iddio amorevole e, nello stesso tempo, si ricevono gli avvertimenti per la salvezza.

Con sguardo evasivo e un po’ riluttante alle interviste, il predicatore ha sottolineato che la sua religione è presente in 235 paesi con più di 94.000 congregazioni che sommano più di sei milioni di fedeli testimoni di Geova.

“Questo vuol dire che l’opera del nostro creatore si compie in ogni parte, perché le persone devono conoscere l’avvertimento che questo mondo dove viviamo passerà. Geova ci avverte di ciò che dobbiamo fare per salvarci”, ha detto il predicatore.

Il signor Domínguez ha 43 anni e quattro figli. Delí, la più grande, ha terminato la secondaria, però non ha continuato le superiori, perché si trovano molto lontano. Ora aiuta nelle faccende di casa. Suo padre è conosciuto nella località come uno dei migliori che sanno parlare, perché insegna a conoscere Geova e incontrare il cammino per la vita eterna.

Per ottenere ciò ci si deve pentire e allontanarsi dalle pratiche proibite dalla Bibbia. “Non festeggiamo compleanni ne altre celebrazioni nazionali. La Bibbia stabilisce i nostri principi e l’adorazione che rendiamo al nostro Creatore è pura, perché Geova è un Dio santo e chiunque lo segue deve imitare il suo esempio”, ha affermato.

La disciplina della religione è molto rigida. Chi commette adulterio, beve alcool (i Testimoni di Geova considerano lecito secondo la Bibbia l’uso moderato di alcolici, n.d.T.), consuma droga o cade nell’immoralità sessuale ha l’opportunità di salvarsi; solo se non si pente e ricade, allora viene disassociato, perché con questi peccati non può servire Geova Dio.


Lian Hernández



{Nota della Redazione Cristiani Testimoni di Geova}

Per amor di completezza, vi era anche questo trafiletto che traduciamo invitando i nostri lettori a trarre da se stessi le valutazioni in merito ai toni ed i contenuti utilizzati dalle gerarchie ecclesiastiche di fronte ai Testimoni di Geova: se si tratta di pura apologia cristiana - Cristo affermava la Verità basandosi solo sulle Scritture - o una sorta di "terrorismo" psico-religioso.


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Fioriscono le chiese minoritarie, assicura l’Arcivescovato

Il portavoce José Aguilar riconosce che alcuni fedeli cambiano religione come cambiare le scarpe; ciononostante, afferma che alcuni tornano “con la fede danneggiata”


I fedeli della Chiesa Cattolica e la Madonna
di Guadalupe non abbondano a Bejucal di Ocampo, Chiapas.


Il padre José de Jesús Aguilar, vicedirettore dell’Informazione dell’Arcivescovato del Messico, assicura che la Chiesa Cattolica rispetta la libertà di culto e che, nonostante la proliferazione di chiese minoritarie, non si esercita pressione per aumentare il numero di fedeli.
Nessuno gli obbliga a rimanere. Le porte delle parrocchie sono sempre aperte per coloro che vogliono entrare, ha detto.

Nondimeno ha riconosciuto, che nell’attualità esiste una competizione molto accanita tra gruppi religiosi, però ciò dipende dalla pluralità che oggi si vive in Messico. Sebbene sia preoccupante che alcuni fedeli cambiano di credenza come cambiano le scarpe, affermò che la sua Chiesa non esercita pressione per trattenere gli adepti.

Anche se alcuni se ne vanno dopo ritornano. “E’ preoccupante che cadano nell’inganno, lascino il cattolicesimo e adottino un’altra credenza, però dopo ritornano con un’amara esperienza, con la fede danneggiata e perfino psicologicamente danneggiati”, ha dichiarato Aguilar.

Circa le azioni da compiere per frenare l’avanzata delle altre confessioni, ha spiegato che non c’è una metodologia in quanto tale, però vi sono missionari dedicati a evangelizzare in tutto il paese ed esistono altri gruppi indirizzati verso i giovani, emigranti, bambini e infermi.

Ciononostante, ha aggiunto, a differenza dei Testimoni di Geova, i cattolici non insistono affinché la gente ascolti né trattano di convincere nessuno.
“Non usiamo il metodo di bussare nelle case per infastidire le persone. Nemmeno ricorriamo a soluzioni magiche, come quelli del “Pare de Sufrir” (Finisci di Soffrire, n.d.T.). I nostri gruppi speciali invitano le persone, però senza insistere”, ha precisato.

Nello stesso tempo, ha detto che esistono altri mezzi per diffondere il cattolicesimo. Il seminario “Desde la fe” (Dalla fede, n.d.T.), i bollettini parrocchiali, i programmi radio e i periodici sono strumenti per mantenere la forza religiosa.

Contiamo anche di librerie specializzate, dove pure si vendono cassette e video. Inoltre, ogni terza domenica si realizza un giorno dedicato alla missione, nel quale vi sono riunioni, anche in scala internazionale.




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Questo articolo è stato pubblicato sul periodico "Excelsior", in data 9 marzo 2008 da parte del giornalista Lian Hernández, rubrica "Nacional", pagine da 4 a 9; Consultabile on line sul sito www.exonline.com.mx"

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