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Azerbaigian: Percosse, minacce di stupro e pressioni per rinunciare alla fede



Di Felix Corley, Servizio Notizie del Forum 18



Il capo della polizia locale, il quale ha fatto un’irruzione con la forza ad un’adunanza dei Testimoni di Geova nella capitale Baku il 3 giugno, ha insistito nel dire al Servizio Notizie del Forum 18 che l’adunanza era “illegale” e che non avrebbero dovuto radunarsi in una casa privata. "Radunano le persone insieme ed insegnano loro", ha lamentato il colonnello Sahib Babaev al Forum 18. I Testimoni di Geova hanno detto al Forum 18 che nove uomini tra quelli che erano presenti sono stati portati alla stazione di polizia, dove sono stati picchiati, minacciati di stupro e messi sotto pressione per rinunciare alla loro fede. Il colonnello Babaev ha negato ciò. Ma ha detto che un Testimone di Geova spagnolo presente all’adunanza sarà "probabilmente" espulso dall’Azerbaigian. Le comunità musulmane e protestanti hanno pure visto irruzioni alternate della polizia e dei servizi segreti alle loro riunioni durante gli ultimi anni. Un protestante ha detto al Forum 18 che dopo che la loro congregazione a Sumgait aveva subito l’irruzione nell’autunno 2007, la polizia lo ha portato dal locale imam ed ha esercitato pressioni sui circa 30 membri della chiesa detenuti al fine di farli rinunciare alla loro fede con una copia del Corano.


Un’irruzione della polizia su un’adunanza dei Testimoni di Geova nella capitale Baku il 3 giugno è la più recente di una serie di irruzioni alternate sulle pacifiche riunioni di diverse fedi in tutto l’Azerbaigian. I Testimoni di Geova hanno detto al Servizio Notizie del Forum 18 che nove uomini appartenenti alla fede sono stati trattenuti fino a sei ore e mezzo, picchiati e minacciati di stupro. Il capo della polizia locale, il colonnello Sahib Babaev del dipartimento n. 32 della polizia del distretto di Surakhani, ha insistito nel dire che i Testimoni di Geova si erano radunati in un’adunanza “illegale” dove è stata impartita educazione religiosa e letta letteratura religiosa. "Radunano le persone insieme ed insegnano loro", ha lamentato al Forum 18 da Baku il 9 giugno. "Non dovrebbero incontrarsi in una casa privata – ci sono luoghi appositi per questo, come le moschee e le madrassas [collegi islamici]".

La legge dell’Azerbaigian non proibisce l’attività religiosa nelle case private, sebbene i funzionari statali generalmente credano che sia così. Il colonnello Babaev non è stato in grado di dire in che modo la legge sia stata violata dai Testimoni di Geova tenendo l’adunanza.

Il colonnello Babaev ha negato che i nove Testimoni di Geova siano stati picchiati e minacciati. "Posso dirvi ufficialmente quale capo del distretto della polizia che non sono stati picchiati", ha detto al Forum 18. "Perché sarebbero stati picchiati? Tutto ciò che abbiamo fatto è stato interrogarli e ottenere da loro dichiarazioni scritte".

Il colonnello Babaev ha insistito nel dire che la polizia stava semplicemente effettuando un controllo. "Abbiamo il diritto di prendere chiunque ed interrogarlo, sia che abbia commesso un reato oppure no", ha continuato. "Questa non è una forma dittatoriale - stiamo applicando le leggi approvate dal Milli Majlis [parlamento]".

Il colonnello Babaev ha aggiunto che ciò che ha definito "controllo" è stato ideato dalla polizia segreta del Ministero per la Sicurezza Nazionale (NSM) la quale, ha detto, era alla caccia del cittadino spagnolo Jaime Bouza Paz. "E’ ricercato dall’Interpol e sta vivendo illegalmente in Azerbaigian", ha affermato Babaev. Il Forum 18 non è stato in grado il 9 giugno di raggiungere Ikhtiyar (il cognome è sconosciuto), l’ufficiale del NSM identificato dal colonnello Babaev come il provocatore dell’azione contro i Testimoni di Geova.

"Possiamo confermare che Jaime Bouza Paz è un Testimone di Geova e che risiede in Azerbaigian legalmente", hanno detto i Testimoni di Geova al Forum 18. "Riguardo ogni ricerca da parte dell’Interpol, ci siamo fatti una bella risata sopra".

Il colonnello Babaev ha detto al Forum 18 che Bouza Paz sta ancora vivendo a Baku e sarà "probabilmente" espulso dall’Azerbaigian. In contrasto con gli impegni dell’Azerbaigian sui diritti umani internazionali, l’articolo 1 della Legge Religiosa della nazione proibisce la "propaganda religiosa" da parte degli stranieri, mentre l’articolo 300 del codice per i reati amministrativi punisce i colpevoli con multe fino a 25 volte lo stipendio minimo mensile o con l’espulsione.

L’irruzione del 3 giugno sui Testimoni di Geova a Baku è iniziata verso le 7:30 di sera, mentre un’adunanza di congregazione era in svolgimento nella casa privata di Bahaddin Ismaylov. "Un agente di polizia è salito sul recinto ed ha aperto il cancello dall’interno, permettendo a più di dieci uomini, alcuni dei quali in uniforme di polizia, di entrare nel cortile", hanno detto i Testimoni di Geova al Forum 18.

Dicono che Ibrahim Uzbekov, il quale stava conducendo l’adunanza, sia uscito a abbia chiesto ai poliziotti le ragioni dell’irruzione. "Nessuno si è identificato o ha presentato qualsiasi documento", hanno riferito i Testimoni di Geova. "Questi uomini sono entrati all’interno della casa ed hanno perquisito tutte le stanze, filmato l’interno con dei telefoni cellulari e hanno detto che queste registrazioni sarebbero state mostrate in televisione".

Dopo ciò nove dei presenti all’adunanza sono stati tenuti agli arresti e portati al dipartimento n. 32 della polizia del distretto di Surakhani. "Lì sono stati insultati e picchiati sulla loro faccia e corpo, anche se ciò è stato fatto in una maniera che non ha lasciato traccia", hanno detto i Testimoni di Geova al Forum 18. "Gli agenti di polizia hanno detto loro che le adunanze religiose sono illegali, ed hanno provato ad obbligarli a rinunciare alla loro fede. Hanno minacciato i nostri fratelli dicendo che saranno messi in prigione e saranno violentati". Alcuni di loro non sono stati rilasciati fino alle 2 di notte.

Le comunità religiose di diverse fedi hanno affrontato irruzioni, con la polizia che spesso alludeva al fatto che le loro attività fossero "illegali". Le comunità degli Avventisti del Settimo Giorno sono state oggetto di irruzioni nel dicembre 2007 a Baku e nella seconda città dell’Azerbaigian, Gyanja [Gäncä].

[...]

Jeyhun Mamedov, del Comitato Statale per il Lavoro e le Organizzazioni Religiose, ha rifiutato in maniera assoluta di discutere su qualsiasi specifica irruzione sulle comunità religiose con il Forum 18 nel suo ufficio di Baku il 21 maggio. "Tutti i cittadini sono uguali sotto la legge in relazione alla loro fede", è stato tutto ciò che ha saputo dire. Il telefono di Mamedov è rimasto senza risposta ogni volta che il Forum 18 lo ha chiamato da allora.

A condannare in modo inequivocabile tali irruzioni è Arzu Abullaeva, capo dell’Assemblea dei Cittadini di Helsinki, un gruppo per i diritti umani. "Gruppi di cristiani e musulmani vengono perseguitati", ha detto al Forum 18 nel suo ufficio di Baku il 22 maggio. "Questa persecuzione non è normale e non necessaria". Ha lamentato che quando tali irruzioni si verificano il Comitato Statale "non fa nulla" per difendere tali comunità. "Dicono che non c’è alcun problema, ma c’è un problema – e sta peggiorando. Ci sono gentili e pacifici cittadini che hanno pieni diritti. La Commissione Statale non ha una visione moderna".

La comunità dei Testimoni di Geova dell’Azerbaigian ha affrontato pesanti irruzioni prima, specialmente a Baku il 24 dicembre 2006, di nuovo a Baku il 13 dicembre 2007 e nel centro città di Barda il 30 gennaio 2008.

Dopo essere andati a tutte le corti locali per l’irruzione della polizia del dicembre 2006, la comunità dei Testimoni di Geova ha presentato una richiesta presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (ECHR) di Strasburgo contro il governo dell’Azerbaigian il 16 novembre 2007 (istanza n. 52682/07). La Corte non ha ancora deciso se il caso è o meno ammissibile. Un funzionario della Corte ha detto al Forum 18 da Strasburgo il 9 giugno che una decisione sull’ammissibilità potrebbe essere presa in "un tempo considerevole", dati gli "oltre 100.000 casi pendenti" che la Corte ha da procedere.

Dopo le irruzioni della polizia del dicembre 2007 e del gennaio 2008, i Testimoni di Geova hanno informato alla ECHR l’11 febbraio 2008 in merito a quella che descrivono come "una persecuzione continua". Sebbene la Corte si sia rifiutata di prendere urgenti "misure provvisorie" sulla scia delle irruzioni recenti, il Presidente della camera di Corte ha informato il governo dell’Azerbaigian il 12 febbraio che i Testimoni di Geova avevano depositato l’applicazione.

"Tuttavia, come potete notare dagli eventi del 3 giugno, sfortunatamente la persecuzione continua ancora", ha detto un Testimone di Geova al Forum 18. "Ma ancora, i Testimoni di Geova in Azerbaigian stanno tentando di avere un dialogo costruttivo con il governo nello sforzo di risolvere qualsiasi incomprensione e porre fine a queste irruzioni".


{Note della Redazione Cristiani Testimoni di Geova.net}




La Repubblica dell’Azerbaigian, situata nel continente euroasiatico, confina a nord con la Russia, con il Mar Caspio a est, a sud con l'Iran, a ovest con la Turchia e l'Armenia e con la Georgia a nordovest.
La regione di Nagorno-Karabakh ed altre sette province, sono sotto l'occupazione militare delle forze armate armene dalla fine di Guerra di Nagorno-Karabakh.
L'Azerbaigian è una repubblica laica ed unitaria con la democrazia emergente. La popolazione è composta principalmente da azeri, che parlano l'azero, riconosciuto ufficialmente e sono per la maggioranza di religione musulmana sciita, con consistenti minoranze di religione cristiana ed ebraica.

Rapporto dall'annuario 2008: Azerbaigian

Popolazione: 8.406.000
Proclamatori: 670
1 Proclamatore su: 12.546
2007 Media Proclamatori: 608
Percentuale d'aumento: 12%
Battezzati anno 2007: 29
Numero di congregazioni: 6
Media Studi biblici: 1.088
Presenti Commemorazione: 1.523



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito "Forum 18", in data 9 giugno 2008, da parte del giornalista Felix Corley, sezione "News" (http://www.forum18.org)

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net