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Azerbaigian: Secondo raid di questo mese sui Testimoni di Geova



Di Felix Corley, Servizio Notizie del Forum 18



La polizia in Azerbaigian ha finora fatto irruzione su due comunità dei Testimoni di Geova durante questo mese, come appreso dal Servizio Notizie del Forum 18. Il secondo raid è avvenuto in "una piccola e pacifica adunanza religiosa" in una casa nella capitale Baku. Quindici ufficiali di polizia hanno preso parte a questa irruzione ed hanno tenuto agli arresti tutta la congregazione, picchiando tre dei detenuti. Dopo questa prima irruzione, nove Testimoni di Geova hanno scritto insieme al Procuratore Generale, evidenziando che l’irruzione era una violazione dei loro diritti della libertà di pensiero, parola e coscienza, garantiti sotto la Costituzione dell’Azerbaigian e sotto l’articolo 9 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Hanno chiesto "urgenti ed efficaci misure" per fermare simili violazioni, affinché l’azione degli ufficiali sia verificata legalmente, e per procedere penalmente nei confronti degli ufficiali che hanno violato la legge. Il numero delle irruzioni sembra essere aumentato nell’anno passato, con obiettivo primario i Testimoni di Geova, i Battisti, gli Avventisti ed altri Protestanti. Le comunità di altre fedi sono state pure oggetto di irruzioni ed intimidite dagli ufficiali nel 2008; queste comunità hanno chiesto al Forum 18 di non identificarle per timore di ulteriore repressione.


La polizia in Azerbaigian ha finora fatto irruzione su due comunità dei Testimoni di Geova dall’inizio di giugno, come appreso dal Servizio Notizie del Forum 18. I Testimoni di Geova hanno detto al Forum 18 che il secondo raid è avvenuto su "una piccola e pacifica adunanza religiosa" in una casa privata a Lokbatan, un sobborgo della capitale Baku. Quindici ufficiali della polizia hanno preso parte a questa irruzione la sera dell’11 giugno ed hanno tenuto agli arresti tutta la congregazione, picchiando tre dei detenuti. Né la polizia locale né il Comitato Statale per il Lavoro e le Organizzazioni Religiose si è reso disponibile per spiegare ai Testimoni di Geova o al Forum 18 perché ciò è accaduto.

Una simile adunanza dei Testimoni di Geova in una casa privata nel sobborgo di Baku di Surakhani è stata oggetto di irruzione da parte della polizia il 3 giugno. Nove uomini presenti erano stati portati alla stazione di polizia, picchiati, minacciati di stupro e messi sotto pressione per rinunciare alla loro fede (vedi F18News del 9 giugno 2008: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=1140; [vedi articolo tradotto dalla Redazione CTdG: http://www.cristianitestimonidigeova.net/Portal/articolo.aspx?Articolo=931]).

Sulla scia del raid di Surakhani, nove Testimoni di Geova coinvolti nell’irruzione hanno scritto una lettera di denuncia al Procuratore Generale, della quale il Forum 18 ha ricevuto una copia. Hanno insistito nel dire che l’irruzione era una violazione dei loro diritti della libertà di pensiero, parola e coscienza, garantiti sotto gli articoli 47 e 48 della Costituzione dell’Azerbaigian e sotto l’articolo 9 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Hanno chiesto al Procuratore Generale di prendere "urgenti ed efficaci misure" per fermare la violazione dei diritti dei Testimoni di Geova, di verificare la legalità delle azioni degli ufficiali e, se questi hanno violato la legge, di imputare loro la responsabilità penale.

I Testimoni di Geova hanno fatto una copia del loro appello al Difensore Civico dei Diritti Umani Elmira Suleymanova, al capo del Comitato Statale Hidayat Orujev, ad altri ufficiali di stato ed agli attivisti dei diritti umani.

Come è suo solito, il portavoce per il Comitato Statale, Yagut Alieva, ha ripetutamente messo giù il telefono ogni volta che Forum 18 si è presentato il 18 giugno ed ha chiesto perché le due comunità dei Testimoni di Geova erano state colpite dai raid.

Un collega di Alieva, Jeyhun Mamedov, il quale aveva detto al Forum 18 che Alieva avrebbe dato la risposta del Comitato Statale, ha detto che non aveva alcuna informazione in merito all’irruzione dell’11 giugno a Lokbatan o riguardo all’irruzione del 3 giugno a Surakhani, nonostante il fatto che la denuncia presentata dai Testimoni di Geova il 13 giugno inerente il raid di Surakhani era stata fornita in copia al Comitato Statale.

Un Testimone di Geova ha detto al Forum 18 il 18 giugno che "non hanno idea" del perché le due adunanze siano state oggetto di irruzione in giugno. "Gli ufficiali dicono sempre in questi casi che queste adunanze sono illegali, ma quando chiediamo loro sotto quale legge, non sanno spiegarlo".

La legge dell’Azerbaigian non contiene alcuna proibizione sulle adunanze religiose nelle case private. Nemmeno l’attività religiosa non registrata è illegale, sebbene molti ufficiali di stato credono che lo sia.

Interrogato dal Forum 18 sul perché la polizia e gli ufficiali della polizia segreta del Ministero per la Sicurezza Nazionale (NSM) abbiano ripetutamente considerato tali adunanze religiose come "illegali" e vi abbiano fatto irruzione, Mamedov del Comitato Statale ha risposto: "Noi abbiamo la legge". Interrogato diverse volte sul fatto se egli crede che simili adunanze religiose nelle case private siano illegali, ha infine replicato: "No, non sono proibite. Tuttavia, è necessario esaminare la situazione individuale di ciascun caso". Su richiesta di chiarire ciò che significasse, Mamedov ha aggiunto: "Forse c’è stato qualche incidente o problema". Ha rifiutato di spiegare cosa volesse dire o di discuterne ulteriormente.

I Testimoni di Geova hanno detto al Forum 18 che verso le ore 7:30 di sera dell’11 giugno, circa 15 ufficiali di polizia, alcuni dei quali in abiti civili ed altri armati, hanno fatto irruzione dentro la casa di Eldar Aliev a Lokbatan. Hanno richiesto a tutti i presenti di mostrare i loro documenti di identità.

"Dopo aver forzato la porta di un’altra stanza hanno perquisito l’intera casa e confiscato la letteratura religiosa, le videocassette e la documentazione della congregazione", hanno riferito i Testimoni di Geova. "Di questi oggetti confiscati, solo parte della letteratura religiosa è stata restituita il giorno seguente". Dicono che la polizia non ha mostrato alcun mandato.

"Gli agenti di polizia hanno tenuto agli arresti Aliev e senza nemmeno dargli il tempo di mettersi le scarpe lo hanno portato alla stazione n. 10 della polizia di Lokbatan, presto seguito da altri che erano presenti all’adunanza". Tra questi detenuti c’era Sakit Zohrabov (il quale è stato anche portato alla stazione di polizia a piedi scalzi), come pure bambini e donne in gravidanza. I Testimoni di Geova riferiscono che la polizia è andata anche nella casa del vicino di Aliev, Rovshan Mursalov, e lo ha arrestato, sebbene non fosse presente all’adunanza.

Alla stazione di polizia gli ufficiali hanno chiesto ad Aliev di consegnare le chiavi della sua casa. Quando si è rifiutato, gli ufficiali gli hanno messo le manette e lo hanno riportato a casa. Lì la polizia ha anche arrestato sua moglie Maryam ed un’altra donna Testimone di Geova che era ancora lì. "In totale più di 30 persone sono state tenute agli arresti e portate alla stazione di polizia".

Verso circa le 10 di sera sono stati rilasciati tutti eccetto Aliev, Mursalov e Zohrabov. I Testimoni di Geova dicono che questi tre sono stati "insultati e picchiati sulle loro facce e corpi". Finalmente sono stati rilasciati alle 11.30 di sera. "Anche se i segni delle percosse potrebbero essere ancora visti sui loro corpi", riferiscono, "i loro tentativi di ricevere un esame medico in uno degli ospedali locali sono rimasti senza risultati, dato che il personale dell’ospedale ha detto loro che dovrebbero possedere una nota da parte della polizia che richieda un simile esame".

Il vice ufficiale presso la stazione n. 10 della polizia di Lokbatan ha detto al Forum 18 il 17 giugno che non era in servizio la sera dell’11 giugno. Ha rinviato tutte le domande ad un altro numero. Comunque, nonostante le ripetute chiamate del Forum 18 il 17 ed il 18 giugno, gli ufficiali che hanno risposto al telefono si sono rifiutati di spiegare perché la casa di Aliev ha subito l’irruzione. Il comandante della stazione di polizia, Sabit Veliev, non era presente o disponibile il 17 ed il 18 giugno.

Le comunità Musulmane e Protestanti hanno anche visto subire irruzioni continue da parte della polizia e dei servizi segreti NSM alle loro riunioni in anni recenti. Tuttavia, il numero dei raid sembra essere salito nell’anno passato, con irruzioni su altre comunità dei Testimoni di Geova, come pure su Battisti, Avventisti del Settimo Giorno ed altri Protestanti. Le comunità di altre fedi hanno anche affrontato irruzioni e subito intimidazioni per la pacifica attività religiosa da parte degli ufficiali nel 2008; queste comunità hanno chiesto al Forum 18 di non identificarle per timore di ulteriore repressione. Simili raid sono stati condannati dagli attivisti per i diritti umani di Baku (vedi F18News del 9 giugno 2008: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=1140; [vedi articolo tradotto dalla Redazione CTdG: http://www.cristianitestimonidigeova.net/Portal/articolo.aspx?Articolo=931]).

Alcuni leader religiosi sono stati imprigionati per la pacifica attività religiosa. Zaur Balaev è stato rilasciato nel marzo 2008 dopo essere stato imprigionato per aver diretto la sua congregazione Battista nel villaggio di Aliabad nella regione nord-occidentale di Zakatala [Zaqatala]. E’ stato minacciato con una nuova condanna al carcere se la sua congregazione continuasse a radunarsi (vedi F18News del 12 giugno 2008: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=1142).

Ancora imprigionato è Said Dadashbeyli, un insegnante musulmano con sede a Baku il quale ha ricevuto una condanna a 14 anni in un processo a porte chiuse nel dicembre 2007. Il suo avvocato e la famiglia insiste nel dire che lui ed otto di quelli condannati con lui sono innocenti rispetto alle gravi accuse legate al terrorismo dirette contro di lui. Dadashbeyli ha fondato un gruppo islamico chiamato Nima nel 2005 e, come dice la sua famiglia, ha promosso uno "stile europeo di Islam", con il mutuo rispetto ed unità tra Sciti (la più grande corrente musulmana in Azerbaigian) e Sunniti, ed ha rigettato il fondamentalismo (vedi F18News del 28 maggio 2008: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=1134).


{Note della Redazione Cristiani Testimoni di Geova.net}




La Repubblica dell’Azerbaigian, situata nel continente euroasiatico, confina a nord con la Russia, con il Mar Caspio a est, a sud con l'Iran, a ovest con la Turchia e l'Armenia e con la Georgia a nordovest.
La regione di Nagorno-Karabakh ed altre sette province, sono sotto l'occupazione militare delle forze armate armene dalla fine di Guerra di Nagorno-Karabakh.
L'Azerbaigian è una repubblica laica ed unitaria con la democrazia emergente. La popolazione è composta principalmente da azeri, che parlano l'azero, riconosciuto ufficialmente e sono per la maggioranza di religione musulmana sciita, con consistenti minoranze di religione cristiana ed ebraica.

Rapporto dall'annuario 2008: Azerbaigian

Popolazione: 8.406.000
Proclamatori: 670
1 Proclamatore su: 12.546
2007 Media Proclamatori: 608
Percentuale d'aumento: 12%
Battezzati anno 2007: 29
Numero di congregazioni: 6
Media Studi biblici: 1.088
Presenti Commemorazione: 1.523



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito "Forum 18", in data 18 giugno 2008, da parte del giornalista Felix Corley, sezione "News" (http://www.forum18.org)

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net