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Valdecilla utilizzerà il "laser verde" per gli interventi alla prostata



L'Ospedale Valdecilla ha provato la procedura del "laser verde" per intervenire sull'ipertrofia alla prostata, che colpisce quasi la totalità degli uomini sopra i 50 anni, sebbene sia necessario un intervento chirurgico solo per il 25 per cento dei casi. Alla la presenza del dottor Eldiberto Fernández, dell'Ospedale Ramón e Cajal di Madrid, sono stati effettuati tre interventi con il personale del Servizio di Urologia e il suo coordinatore, José Luis Gutiérrez, in testa.




La vice-direttrice del Servizio Chirurgico di Valdecilla, Ana Rosa García, ha annunciato che l'adozione della procedura - la quale richiede un costo elevato per l'acquisto delle apparecchiature - si porterà a termine il più presto possibile. Da parte sua, Gutiérrez ha spiegato che il più grande vantaggio di questa tecnica è che riduce il rischio di emorragie, l'incontinenza urinaria e l'impotenza conseguente all'intervento classico. Il tempo di ricovero si può limitare a un giorno e in un futuro sarà eseguito a livello ambulatoriale.

Per quanto riguarda le modalità, spiega che la via di accesso è l'uretra, con il "laser verde" vengono vaporizzati i tessuti. Riferisce che questa procedura si iniziò dieci anni fa negli Stati Uniti, giungendo in Spagna sei anni fa. Aggiunge che solo in pochi ospedali del Sistema Sanitario Nazionale è disponibile.

Secondo il dottor Gutiérrez, le tecniche chirurgiche utilizzate sino ad ora nella ipertrofia benigna della prostata si concentrano sulla resezione endoscopica oppure sulla chirurgia "a cielo aperto", a seconda delle dimensioni della prostata. L'impiego del "laser verde" è destinato soprattutto a sostituire i casi di resezione endoscopica, che rappresenta un 75 per cento di tutta la chirurgia alla prostata. Infatti, dei 100 casi di ipertrofia benigna alla prostata che il Servizio di Urologia di Valdecilla esegue annualmente, la tecnica del "laser verde" sarà valida per 90 di essi.

Fernández è uno dei maggiori esperti spagnoli di questa tecnica, dal momento che a Ramón e Cajal sono stati realizzati 300 casi finora. L'esecuzione della tecnica richiede un certo addestramento, ma a Valdecilla non sarà difficile da realizzarsi per la gran quantità di interventi endoscopici.

In ultima analisi, questa procedura sarà utilizzata di routine in futuro per tutti i vantaggi che presenta sulle procedure convenzionali utilizzate sino ad ora e nei casi di uomini attivi nel lavoro e sessualmente che non desiderano sottomettersi al trattamento farmacologico iniziale per gli effetti collaterali che comporta. Inoltre, può essere particolarmente utile per i pazienti Testimoni di Geova che rifiutano gli interventi nei quali a rischio di emorragia. Si potrà utilizzare in 90 dei 100 casi che si verificano ogni anno nell'ospedale Cántabro.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito "Terra - Actualidad", sezione "Provincias", rubrica "Cantabria" (actualidad.terra.es)

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net