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Uzbekistan: "Le persone hanno il diritto di sapere"



Di Mushfig Bayram, Servizio Notizie del Forum 18 e Felix Corley, Servizio Notizie del Forum 18



L’importazione e la produzione di letteratura religiosa in Uzbekistan rimane sotto lo stretto controllo statale, perfino per testi come il Corano e la Bibbia, come appreso dal Servizio Notizie del Forum 18. Nel tentativo di difendere la pratica di non importare testi islamici, uno studente di una Università Islamica controllata dallo stato ha detto al Forum 18 che "non pensa che gli eruditi di altre nazioni siano migliori dei nostri. Non abbiamo bisogno di importare dall’estero". L’imam Obidkhon Nazarov, il precedente imam in esilio della moschea Tukhtaboi di Tashkent, ha detto al Forum 18 che perfino i libri dei rinomati eruditi musulmani non vengono pubblicati da tempo. Nazarov ha messo in risalto che "le persone hanno il diritto di sapere. Se ci sono buoni libri sull’Islam e sul Corano pubblicati all’estero, perché le persone dovrebbero essere private dell’opportunità di leggerli", ha chiesto. Le minoranze religiose sono in aperto contrasto con le strette misure di controllo dello stato applicate ad internet nel censurare le leggi ed i regolamenti. I cristiani sono preoccupati in merito alla spedizione di Bibbie e libri relativi trattenuti alle dogane da maggio. I Testimoni di Geova sono preoccupati circa una spedizione trattenuta dall’agosto 2006. In entrambi i casi, c’è la possibilità che siano imposte multe eccessivamente costose alle minoranze religiose da parte degli ufficiali per il deposito della letteratura.


[...]

Altre comunità religiose stanno pure affrontando ostruzione nell’importare letteratura religiosa. I Testimoni di Geova hanno detto al Forum 18 che i membri della loro congregazione a Chirchik [Chirchiq] – l’unica nell’Uzbekistan che ha ancora lo statuto legale – hanno provato ad ottenere la restituzione da parte degli ufficiali di dogana uzbeki di una spedizione di 500 Bibbie in lingua russa e di 500 libri in lingua russa "Cosa insegna realmente la Bibbia?". I libri sono stati trattenuti nelle dogane da agosto 2006. Malgrado le promesse a voce talvolta fatte da parte delle autorità nel passato, non sono stati ancora restituiti.

Un Testimone di Geova proveniente dal Kazakistan ha detto al Forum 18 il 1° luglio che le dogane uzbeke non restituiranno i libri. "Ci hanno detto che l’unico modo per noi affinché otteniamo i nostri libri indietro è pagare le dogane per il deposito, il quale è oltre i 13 milioni di Soms uzbeki [6.000 Euro]," ha detto. Solo allora i libri saranno restituiti dall’Uzbekistan, hanno detto le autorità ai Testimoni di Geova. I Testimoni di Geova hanno risposto che non possono pagare l’ammontare domandato, dato che è superiore all’attuale costo dei libri.

Le dogane uzbeke hanno inoltre detto ai Testimoni di Geova che non potrebbero distruggere i libri, dato che erano Bibbie, e le dogane non potrebbero nemmeno restituirli lì ai Testimoni. "Ogni giorno che passa le spese per il deposito stanno aumentando", hanno lamentato i Testimoni di Geova. "Abbiamo timore che le autorità possano perfino usare ciò contro i nostri conservi a Chirchik".

[...]



{Note a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova.net}




Stato dell'asia centrale, la Repubblica dell'Uzbekistan confina a nord con il Kazakistan, ad est con il Kirghizistan ed il Tagikistan, a sud con l'Afghanistan ed il Turkmenistan e a ovest con il Kazakistan.
La popolazione è principalmente composta da Uzbeki mentra una piccola minoranza è composta rispettivamente da russi, tagiki, coreani, kazaki, caracalpachi e tatari.
Politicamente parlando è una Repubblica dove la sovranità risiede nel popolo e il potere esecutivo viene esercitato dai cittadini eletti per un periodo di tempo determinato.
Gli abitanti sono musulmani sunniti, seguiti da una piccola minoranza di ortodossi.


Rapporto dall'annuario 2008: Uzbekistan

In Uzbekistan la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova non è riconosciuta legalmente.

Le autorità governative, attraverso leggi molto ferree e l'uso della forza, opprimono con repressione violenta tale organizzazione religiosa.
I Testimoni di Geova presenti nel territorio sono costretti a vivere clandestinamente la loro fede e, se scoperti, subiscono soprusi di ogni genere, comprese percosse fisiche e psicologiche oltre a interminabili detenzioni in condizioni quasi disumane.
Tutto ciò, nonostante i Testimoni di Geova professino semplicemente gli insegnamenti di Cristo Gesù esposti nella Sacra Bibbia e vivano in pacifica armonia nella comunità in cui risiedono dove praticano quotidianamente il comandamento cristiano dell'amore per il prossimo come se stessi.

In tutto il mondo, questa comunità cristiana è nota per l'assolvimento diligente del pagamento di tutte le tasse e tributi richiesti, nonché la loro sottomissione a tutte le leggi dello Stato, purché non confliggano con l'adorazione religiosa.
Purtroppo, questo governo, continua in questa attività proscrittiva quasi indisturbatamente, nonostante sia evidente che tali azioni violino palesemente i principi universalmente riconosciuti relativamente alla fondamentale libertà dell'uomo, libertà di idee, di opinione, di parola, di religione, così come sancito dagli articoli 1-3-9-18-19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

In attesa dell'intervento risolutivo di Geova, auspichiamo che possa essere al più presto 'stabilita legalmente' (Filippesi 1:7) l'attività religiosa dei Testimoni di Geova dell'Uzbekistan.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito "Forum 18", in data 1° luglio 2008, da parte del giornalista Felix Corley, sezione "News" (http://www.forum18.org)

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net