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Ex rapinatore diventa predicatore dei Testimoni di Geova

Paolo Bigotta, 56 anni, racconta come è nata la sua conversione alla nuova fede

Cantagallo - "Con immenso rammarico rimpiango di non avere conosciuto prima la Bibbia. Sicuramente non avrei commesso così tanti errori". Così esordisce Paolo Bigotta, 56enne di Cantagallo. Non era certo una persona qualsiasi, visto che ha trascorso ben undici anni di reclusione nel carcere di Porto Azzurro per rapina, contrabbando e truffa. Lo davano per ribelle, recidivo e inaffidabile, segnato da un'infanzia difficile trascorsa in vari istituti di rieducazione, refrattario a qualsiasi regola della convivenza sociale. Poi è avvenuta una svolta nella sua vita, un cambiamento radicale e quindi il battesimo come cristiano testimone di Geova.

Un cammino complesso quello compiuto da Bigotta. Arriva nel carcere di Porto Azzurro e un altro detenuto lo invita a partecipare agli incontri condotti dai ministri di culto dei Testimoni di Geova autorizzati dallo Stato a offrire assistenza spirituale nei penitenziari.

Nel carcere di Porto Azzurro vi erano già due detenuti che avevano seguito i corsi di studio della Bibbia dei Testimoni e che, dopo un periodo di preparazione, si erano convertiti alla nuova fede. Bigotta si interessò ai corsi biblici dei Testimoni dapprima con scetticismo e solo per semplice curiosità. Presto però maturò in lui la motivazione giusta e lo studio della Bibbia cominciò a fare breccia nel suo cuore e nella sua coscienza, fino ad abbracciare col tempo la nuova fede che dal settembre 2001, anno della sua scarcerazione, può finalmente seguire senza nessun impedimento: "La Parola di Dio è vivente ed esercita potenza", afferma il Bigotta, citando la Scrittura di S. Paolo della lettera agli Ebrei, "e ho sperimentato su di me questo potere della Parola di Dio, perché essa mi ha spinto a cambiare vita, a liberarmi da tutti i vizi e cattive abitudini che avevo".

Ha iniziato così ad approfondire la conoscenza della Bibbia, avvalendomi di tutti gli ausili didattici che i Testimoni di Geova mettono a disposizione nelle biblioteche delle carceri, incluse videocassette e Dvd che descrivono quali benefici pratici si ottengono seguendo nella propria vita i valori cristiani.

"La mia vita è cambiata radicalmente", aggiunge Bigotta, "mi sono completamente liberato da droga, dall'alcol e dal linguaggio osceno che caratterizzavano la mia precedente condotta. Sono anche uscito nel frattempo dal carcere. Ora sono un testimone di Geova e la mia vita è dedicata a Dio, perché ho imparato ad amarlo e a rispettarlo. Predico ad altri la Parola di Dio e cerco di aiutarli a migliorare la loro vita insegnando gli stessi valori cristiani che hanno compiuto un miracolo spirituale su di me. Sono felicemente sposato - conclude Bigotta -, lavoro in un'impresa di pulizie, ho riacquistato la mia dignità e chi mi conosce adesso non mi teme più come prima, ma, anzi, ha fiducia in me".

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Questo articolo è stato pubblicato sul quotidiano "Il Tirreno", in data 17 maggio 2008, sezione "Provincia", rubrica "La storia", pagina XI

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