IPB

Benvenuto Visitatore ( Log In | Registrati )

> Desideri commentare una news, lasciare un messaggio o segnalare una notizia alla Redazione di CTdG?

La sezione "News dal Portale Cristiani Testimoni di Geova.net" è pubblica, e premoderata per tutti coloro che sono abilitati a scrivervi, compresi gli stessi visitatori. Lo scopo di quest'area è: 1) Condividere le notizie provenienti dall'Italia e dal mondo riguardanti i Testimoni di Geova, le cui segnalazioni saranno sicuramente cosa gradita; 2) Commentare gli articoli, le notizie, le fotogallery e gli aneddoti pubblicati sul Portale Cristiani Testimoni di Geova.net. NON saranno concesse discussioni su argomenti diversi da quelli di cui si propone l'area, e TUTTI i messaggi non appropriati saranno censurati immediatamente. Fraterni saluti, Amministrazione CTdG.

Desirée, il caso è ancora aperto
Arimatea
messaggio Apr 28 2005, 03:09 PM
Messaggio #1


TdG
**********

Gruppo: Sospesi
Messaggi: 2087
Iscritto il: 9-July 04
Utente Nr.: 7



Omicidio di Desirée, mandanti in libertà
Nuovi sviluppi nella vicenda della quattordicenne uccisa a Leno: il caso è ancora aperto


A due anni e mezzo dall’omicidio di Desirée Piovanelli e al termine della vicenda giudiziaria che ha condannato i quattro esecutori, il caso potrebbe essere riaperto. Il regista del delitto sarebbe, infatti, ancora in libertà.
La quattordicenne di Leno, nel Bresciano, fu massacrata il 28 settembre 2002 dagli “amici della porta accanto” (tre minori, Nicola B. condannato a 18 anni, Nicola V. a 15 anni e 4 mesi, Mattia F. a 10 anni e l’adulto del branco Giovanni Erra a 20 anni) e il suo corpo fu ritrovato in una cascina diroccata vicino casa.
Ad avanzare i dubbi sul caso sono la famiglia Piovanelli e i suoi legali intervistati da Roberto Fiorentini in Nostra figlia Desirée Una storia di vita e di fede (Edizioni Eurolitho, 15 euro). Il giornalista ripercorre questa dolorosa vicenda per un tributo di verità in memoria della giovane assassinata. Verità che potrebbe venire presto alla luce. Gli inquirenti stanno, infatti, verificando le nuove ipotesi, tanto da aver sentito nei giorni scorsi il padre della ragazza, Maurizio Piovanelli e i suoi legali, Enrico Forghieri e Cesare Gualazzini.
Fiorentini, come sta oggi il padre di Desy?
«Ovviamente soffre ancora molto, è avvolto da un mantello di dolore. Anche perché non tutto sulla vicenda dell’assassinio della figlia è stato sviscerato e pensa che chi abbia progettato il delitto sia ancora libero. Nonostante ciò Piovanelli ha sempre mantenuto un autocontrollo eccezionale. La religione l’ha aiutato molto».
Eppure nel libro confessa di aver pensato di eliminare i quattro imputati.
«Chiunque nella sua situazione avrebbe avuto la sua stessa tentazione, anche solo per un istante. Faccio presente che l’uomo non è venuto a conoscenza nei dettagli delle condizioni in cui versava il corpo della figlia. La ragazza è stata sgozzata, quasi decapitata. Lo stesso avvocato della famiglia, Forghieri, è rimasto impressionato dalla crudeltà e dall’efferatezza del delitto. Legali e inquirenti, in tal senso, hanno protetto la famiglia da un ulteriore trauma».
Maria Grazia, la madre di Desirée, non ha mai parlato. Lo fa con lei per la prima volta. Perché?
«Anche lei si è fidata. La garanzia è come ho trattato la vicenda. È una donna altrettanto forte come il marito, forse di più. Aveva deciso di tacere dopo che un giornalista dell’Ansa le aveva telefonato chiedendo impressioni sul ritrovamento del cadavere della figlia nella cascina Ermengarda quando né lei, né il marito erano ancora stati avvisati e la Procura cercava il modo per comunicarlo loro. Apprenderlo da un mezzo d’informazione non è certo quello giusto. Lo stesso giornalista, in seguito alla scoperta degli assassini, aveva diffuso in rete la notizia, non vera, che il più giovane del branco, Mattia, sarebbe uscito dal carcere. Inoltre, già investita da un dolore immenso, la donna deve far fronte alla tristezza della sorellina più piccola di Desirée. All’epoca della tragedia aveva appena due anni e ancora oggi chiede quando la sorella maggiore tornerà a casa».
Sempre la madre dice che, per alcuni media, sembrava che la figlia si fosse andata a cercare quello che le era successo. In realtà che ragazza era?
«Una quattordicenne senza grilli per la testa, tutta famiglia e studio che sognava di diventare medico. Non era la ragazzina del giorno d’oggi che magari si mette in mostra, non andava in discoteca. Era molto bella e il suo aspetto poteva generare dei desideri, ma non prestava il fianco a situazioni strane. Aveva solo un rapporto epistolare con Antonio, un ragazzino di Ostiano, nel Cremonese. Stava imparando la Bibbia a memoria, preparandosi così a essere battezzata e a diventare testimone di Geova. Dunque, conduceva una vita normale, al di sopra di ogni sospetto. Ma, suo malgrado, era entrata nel turbine di un giro molto pericoloso».
Ripercorriamo cosa succede quel 28 settembre. Desirée doveva uscire con i genitori alle 18 per comprarsi le scarpe. Invece va fuori alle 15 e sparisce.
«È così, i genitori ne denunciano subito la scomparsa ai Carabinieri, i quali però non la prendono in seria considerazione. Scattano le ricerche con le unità cinofile. Si cerca nei bar, nelle discoteche, nei comuni vicini, vengono diramate foto perfino a porti e frontiere».
Poi la svolta.
«Domenica arriva un sms sul cellulare di Ivano, il fratello di Desirée, nel quale il ragazzo di Ostiano dice che Desy è con lui e sta bene. In realtà Antonio in quello stesso momento era nella caserma dei Carabinieri. La scheda usata era stata persa da una famiglia veneta in un campeggio tra Jesolo e Venezia. In quel periodo Nicola Bertocchi si trovava lì. Il ragazzo viene inchiodato dall’intercettazione di un suo colloquio col padre. Il 5 ottobre confessa coinvolgendo Nicola Vavassori e Mattia Franco. Tramite le dichiarazioni di quest’ultimo si arriva a Giovanni Erra».
Il suo libro mette in luce delle stranezze. Quali?
«Desirée scompare un sabato, ma fino al venerdì successivo il suo corpo non viene ritrovato. I cani non sentono l’odore della ragazza, nonostante sia a 250 metri da casa. Prima i Carabinieri avevano invitato i Piovanelli ad andare sulle colline di Serle, nel Bresciano, alla ricerca del cadavere della figlia, sulla base di una segnalazione anonima. Il padre riferisce la sensazione di essere stato seguito da un carabiniere in borghese. Ma perché i militari non accompagnano la famiglia, né verificano se la segnalazione sia o meno opera di un mitomane?».
La tempistica che importanza ha?
«Decisiva per smontare il presunto movente della violenza. Desirée sarebbe stata attratta subito nella cascina diroccata con la scusa di accudire dei gattini. Da quando sparisce a quando Bertocchi la uccide passano circa tre quarti d’ora senza che ci sia violenza. Ma, anche se l’intenzione fosse stata quella, perché allora quattro persone, tra le quali un adulto, avrebbero dovuto procurarsi un coltello con la lama da 25 centimetri più delle fascette per legare una ragazza di appena trenta chili? Non avrebbero poi attrezzato il posto, magari portando dei materassini? Tutto fa pensare che sia stata “processata”».
Dunque, c’è stata premeditazione?
«Penso di sì, lo dimostra anche il ritrovamento nel computer che Bertocchi aveva in casa di un file, cancellato, col nome di Desirée e la foto di una modella sfregiata con le stesse ferite che avrebbe poi inferto a lei. La prova però è stata trovata dopo la chiusura delle indagini, pertanto non è stata acquisita agli atti del processo».
Da qui i dubbi dei difensori.
«I giudici hanno dato una loro lettura, ma rimangono molti problemi da risolvere. Non c’è un movente. Secondo i legali dei Piovanelli l’omicidio sarebbe avvenuto con l’aiuto di una o di altre menti e quelli oggi incriminati sarebbero solo gli esecutori. Del resto, Bertocchi non ha mai collaborato, Vavassori si è trincerato dietro un assurdo mutismo e Mattia, anello debole del gruppo, è stato più volte minacciato da Erra che per questo è stato condannato. E poi c’è Leno, un paese dal retrobosco nero, dove regna l’omertà. I cittadini sanno, ma non vogliono parlare».
Lei quale idea si è fatto sul movente?
«Penso vada ricercato nelle attività illecite di Erra. L’operaio ha ammesso di essere stato coinvolto in un traffico di droga. Desirée forse era venuta a conoscenza di qualcosa e bisognava farla tacere per sempre. La stessa moglie di Erra il 9 marzo scorso ha incontrato gli avvocati dei Piovanelli e quello del marito, Giuliano Spazzali, dicendo che Erra non ha confessato tutto. Forse dice la verità, forse cerca di alleggerire la posizione dell’uomo che attende la sentenza d’appello per la revisione della pena (Erra, condannato all’ergastolo in primo grado, ha ottenuto vent’anni in appello per lo sconto di pena imposto dal rito, il giudizio abbreviato, ndr)».
La Procura sta indagando ancora?
«Sì, mercoledì Maurizio Piovanelli e l’avvocato Gualazzini sono stati sentiti dai Carabinieri di Verolanuova. Oltre a loro gli inquirenti avrebbero parlato con altre persone di Leno. La Procura a marzo ha addirittura aperto un fascicolo contro ignoti e, l’11 aprile, su ordine del pm Silvia Bonardi, sono state sequestrate la bozza del mio libro, le foto degli incontri tra Spazzali, la moglie di Erra e i legali dei Piovanelli, due lanci di Adnkronos al riguardo, mentre io stesso sono stato sentito come persona informata sui fatti».
Non è tutto pubblico?
«Già, e se la Procura pensa che con le mie interviste volessi lanciare il libro oppure ottenere da questo un maggiore guadagno commette uno sbaglio colossale. Ho semplicemente svolto il mio lavoro di giornalista secondo coscienza. Non ho svelato segreti istruttori, né l’oggetto delle indagini difensive. Forse gli inquirenti possono essere stati disturbati da chi può aver messo in dubbio il loro lavoro, ma è anche possibile che qualcosa nelle indagini sia rimasto fuori».
È vero che i Piovanelli sono stati presi di mira anche dopo?
«Ci sono gli episodi dei disturbatori telefonici, atti vandalici sulla tomba di Desirée, sulle mura della cascina sono comparse scritte contro i magistrati che hanno condannato. C’è stata anche un’iniziativa, il giornalino della scuola di Desy, ma si è scoperto che l’intento era far uscire Mattia di galera».
Altri aspetti squallidi, e non noti, riguardano i genitori di Bertocchi. Per esempio?
«Nel libro Maurizio Piovanelli riferisce che la madre del ragazzo aveva lavato i panni sporchi di sangue del figlio e che il padre si affrettava a voler vendere la villetta. Pare addirittura che l’uomo avesse chiesto una motosega elettrica in prestito al datore di lavoro che non gliel’ha data. Ma non è mai stato accertato».
I ragazzi dove stanno scontando la pena?
«Uno è al Ferrante Aporti di Torino, uno al Beccaria di Milano e l’altro in una struttura di Roma. Quando maggiorenni, saranno trasferiti in un carcere normale».
I tre potrebbero godere di “permessi premio” come è successo a Omar di Novi Ligure, uscire e tornare a Leno?
«Le regole giudiziarie parlano chiaro. I Piovanelli potranno ritrovare gli “amici della porta accanto”. Alla famiglia già distrutta dal dolore non resterà allora che cambiare città, pagando in prima persona. Ancora una volta».

Fonte
Go to the top of the page
 
+Quote Post

Inserisci in questo messaggio
- Arimatea   Desirée   Apr 28 2005, 03:09 PM
- - Gaia   Senza parole....   Apr 28 2005, 07:36 PM
- - JW.   veramente   Apr 28 2005, 10:30 PM
- - Luna   assurdo   Apr 28 2005, 11:44 PM
- - Sidney   CITAZIONE Eppure nel libro confessa di aver pensat...   May 2 2005, 10:08 PM


Reply to this topicStart new topic
1 utenti stanno leggendo questa discussione (1 visitatori e 0 utenti anonimi)
0 utenti:

 

Modalità di visualizzazione: Passa a: Normale · Passa a: Lineare · Outline


RSS Versione Lo-Fi Oggi è il: 22nd May 2018 - 07:11 PM